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Categoria: Portici

  • Elezioni comunali.  Tanti cittadini all’evento del comitato “Portici 2036 – costruiamo insieme il futuro”

    Elezioni comunali. Tanti cittadini all’evento del comitato “Portici 2036 – costruiamo insieme il futuro”

    Portici (Na) – Tanti cittadini, un teatro gremito, il desiderio di ascoltare, dialogare, confrontarsi. Ma soprattutto la voglia di esserci, di partecipare davvero alla costruzione del futuro di Portici.

    La differenza sta tutta qui. Si può restare fuori da una stanza ad aspettare che arrivino decisioni prese da pochi. Oppure si può scegliere di incontrarsi, guardarsi negli occhi, discutere insieme e partecipare in prima persona alle scelte che riguardano il futuro di tutti.

    Noi abbiamo scelto questa strada. Partiamo da qui: dall’ascolto, dalla condivisione, dal piacere di stare insieme, anche nelle differenze, per confrontarci e tirare fuori il meglio che ciascuno può dare alla propria città.

    Ringraziamo le forze politiche Movimento 5 Stelle, Sinistra italiana, avanti Psi, Noi di Centro e Casa Riformista per aver partecipato alla nostra assemblea pubblica compattando la quasi totalità dei partiti che compongono il campo progressista insieme alle nostre liste civiche.

    Ringraziamo il nostro federatore Fernando Farroni per il prezioso lavoro portato avanti con la convinzione che unire le forze sane della città sia l’unica strada percorribile.

    Confidiamo nella saggezza e nella lungimiranza di chi oggi è ancora alla finestra affinché aderisca ad un comune progetto per il futuro di Portici.

  • Cresta su fondi Ue per la scuola, chiesto l’arresto di docenti e ricercatori. Tra gli indagati professori universitari della Federico II e dirigenti CNR di Portici e Napoli

    Cresta su fondi Ue per la scuola, chiesto l’arresto di docenti e ricercatori. Tra gli indagati professori universitari della Federico II e dirigenti CNR di Portici e Napoli

    Docenti universitari, ricercatori di enti di primo piano come il Cnr, ma anche insegnanti di istituti superiori sono tra i protagonisti dell’ultima inchiesta della Procura Europea sulla gestione illegale dei fondi comunitari destinati all’istruzione.

    Una maxi indagine partita da Palermo tre anni fa con l’arresto di una preside del quartiere Zen, scoperta a fare la cresta sul cibo della mensa scolastica e pronta a imporre alla sua scuola di acquistare pc e tablet dalla R-Sore, società di informatica, in cambio di cellulari di ultima generazione e regali per sè e i suoi familiari.

    Procede la Sezione EPPO del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo.

    Grazie alle rivelazioni di una dipendente della s.p.a complice, Alessandra Conigliaro, i pm hanno allargato l’indagine e hanno scoperto che il caso della dirigente palermitana (che nel frattempo ha patteggiato) era tutt’altro che isolato. I pm, che hanno chiesto 16 misure cautelari, parlano di “sistema perverso” attraverso il quale diversi dipendenti pubblici, docenti e dipendenti universitari agevolavano l’affidamento di forniture di beni e servizi alla Informatica Commerciale S.p.A., alla R-Store S.p.a e alla Databroker.

    Come contropartita, accumulavano dei “tesoretti”, così li definivano, che usavano per acquisti di oggetti per uso personale (per lo più cellulari e smart tv). “A fronte di atti amministrativi di tipo discrezionale a volte formalmente regolari, – scrivono i magistrati – la causa personalistica prevaleva su quella pubblicistica, lasciando spazio ad un asservimento dell’incarico pubblico svolto al fine personale”.

    Tra i docenti indagati: Corrado Leone del Centro Nazionale di Ricerca di Napoli e di Portici, Luigi Cembalo e Roberto Freda, rispettivamente professore ordinario presso il dipartimento di Scienze Agrarie dell’università di Napoli “Federico II” e assistente ricercatore dello stesso ateneo; Luciano Airaghi, responsabile del centro di formazione dell’Its fondazione Minoprio; Carlo Palmieri, presidente dell’Its Academy di Napoli ed Enrico Cafaro, docente del dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche della Federico II.

    Al centro dell’indagine c’è la R-Store S.p.a. un’azienda Apple Premium Reseller, con sede a Napoli e con più di 32 punti vendita in Italia impegnata nello sviluppo digitale, attraverso la fornitura di beni e servizi di formazione a scuole e ad enti universitari. La società si avvaleva di uno specifico team costituito da diversi referenti che facevano capo a Mario Piacenti, tra gli indagati, e intrattenevano relazioni con numerosi istituti pubblicizzando l’azienda e cercando di accaparrarsi forniture di beni e servizi, come ad esempio dispositivi digitali e software informatici.

    Personaggio chiave della vicenda è l’amministratore delegato Giancarlo Fimiani, (anche per lui sono stati chiesti i domiciliari). Una sorta di deus ex machina, così lo definiscono gli inquirenti, che sfruttava le proprie conoscenze per accaparrarsi gare, anche di notevole importo, come nel caso dell’I.T.S. “Mia Moda Campania”. Piacenti invece teneva i contatti con i dipendenti sul territorio come la palermitana Alessandra Conigliaro, gola profonda dell’inchiesta.

    Fonte e foto: Ansa.it