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Categoria: Napoli

  • Napoli. Polizia Locale: Controlli mirati tra Via Casanova e Piazza San Francesco a Capuana. Accertate 21 violazioni al Codice della Strada

    Napoli. Polizia Locale: Controlli mirati tra Via Casanova e Piazza San Francesco a Capuana. Accertate 21 violazioni al Codice della Strada

    Napoli – Gli agenti dell’Unità Operativa San Lorenzo hanno effettuato un servizio mirato di controllo della circolazione stradale nell’area compresa tra Via Casanova (altezza ex Pretura), l’imbocco di Piazza San Francesco a Capuana e l’inizio di Via Cesare Rosaroll. L’operazione è scaturita da specifiche segnalazioni riguardanti la pericolosità dell’incrocio, finalizzate a ridurre i fattori di rischio per pedoni e conducenti.

    I numeri dell’operazione

    L’attività di presidio ha portato al controllo di 121 veicoli, con un bilancio complessivo di 21 verbali elevati per diverse violazioni al Codice della Strada. Nel dettaglio, le sanzioni hanno riguardato:

    Revisione (Art. 80): 8 infrazioni per mancata ottemperanza alla verifica tecnica periodica.

    Guida senza patente (Art. 116): 3 violazioni accertate.

    Circolazione con veicolo sottoposto a fermo (Art. 214): 3 violazioni.

    Assicurazione obbligatoria (Art. 193): 2 veicoli privi di copertura RCA.

    Uso di smartphone alla guida (Art. 173): 2 sanzioni per l’utilizzo di apparecchi radiotelefonici.

    Documentazione e Patenti (Artt. 180 e 126): 2 violazioni per mancata esibizione dei documenti e 1 per guida con patente scaduta.

  • Napoli. Ospedale San Giovanni Bosco, nelle mani del clan, anche avvocato tra 4 arrestati. Bar, buvette, ricoveri, truffe e certificati per scarcerazioni

    Napoli. Ospedale San Giovanni Bosco, nelle mani del clan, anche avvocato tra 4 arrestati. Bar, buvette, ricoveri, truffe e certificati per scarcerazioni

    Napoli – Grazie alle minacce, ma anche attraverso prestanomi e collusioni con i dirigenti della struttura, il clan Contini teneva sotto controllo numerose attività dell’ ospedale San Giovanni Bosco di Napoli: è quanto emerso da un’ indagine del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli (coordinata dal pm della Dda partenopea Alessandra Converso), che ha portato all’ arresto di tre presunti affiliati ai Contini e di un avvocato.

    Il provvedimento del gip è stato eseguito nei confronti di tre indagati, mentre per il quarto, ritenuto legato al clan, le operazioni sono tuttora in corso.

    L’avvocato e i tre arrestati, secondo le indagini, avvalendosi di medici compiacenti, falsi testimoni e di perizie mendaci, gestivano il business delle truffe ai danni delle compagnie assicurative, simulando incidenti stradali. Il professionista, inoltre, è accusato anche avere tenuto i contatti tra i detenuti e le loro famiglie: a queste venivano versati gli stipendi della camorra, le cosiddette “mesate”.

    L’ indagine, che riguarda fatti inerenti l’ anno 2020, documenta la gestione dei servizi di bar, buvette dei distributori automatici presenti in ospedale senza pagare i canoni di locazione all’ Asl e sfruttando l’ utenza Enel. Attraverso un’associazione che fornisce il servizio di ambulanza e con la complicità di personale sanitario e parasanitario, di addetti alla vigilanza privata e di dipendenti di altre ditte che operano nel San Giovanni Bosco, usando anche minacce e violenze, sarebbero stati garantiti favori a esponenti del clan e di altri gruppi malavitosi satellite per ricoveri violando le procedure di accesso, rilascio di certificati medici falsi anche per ottenere scarcerazioni e il trasporto illegale di salme in ambulanza anziché tramite servizi funebri autorizzati.

    I reati contestati nell’ordinanza emessa dal gip su richiesta della procura di Napoli sono associazione di tipo mafioso aggravata dal carattere armato, corruzione, falsa testimonianza, false dichiarazioni all’autorità giudiziaria, falsità ideologica in atti pubblici, trasferimento fraudolento di valori, accesso abusivo a sistemi informatici, tentata estorsione, estorsione, usura, riciclaggio e autoriciclaggio.

    Tra indagati ex poliziotto, medici e ispettore Inps

    Figurano anche sei pubblici ufficiali tra le 76 persone indagate nell’ambito dell’inchiesta della Guardia di Finanza e dei Carabinieri sfociata nei quattro arresti – tra cui uno nei confronti di un avvocato – emessi da gip di Napoli su richiesta della Dda partenopea. Si tratta di un ispettore in congedo della Polizia di Stato; di un funzionario in servizio dell’Inps di Napoli; di un ex impiegato dell’Ufficio Patrimonio dell’Ospedale San Giovanni Bosco, attualmente in pensione; di un dottore e una dottoressa attualmente in servizio nel nosocomio e di un altro medico che lo era all’epoca dei fatti. Con alcuni di loro, secondo quanto emerso, l’avvocato arrestato si interfacciava anche per l’acquisizione di informazioni riservate, “in un rapporto di stretta e stabile compenetrazione con l’organizzazione criminale”.

    ‘La chiudiamo al 10%’, il sistema delle frodi assicurative dei Contini

    Dalle carte dell’inchiesta delegata dalla Dda al Nucleo Pef della Guardia di Finanza e al Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Napoli emerge un vero e proprio sistema strutturato di frodi assicurative e infiltrazioni negli appalti sanitari riconducibile all’area del clan Contini, storica componente dell’Alleanza di Secondigliano. Le intercettazioni restituiscono uno spaccato diretto e crudo del meccanismo: in una conversazione, parlando di una pratica assicurativa, uno degli indagati chiarisce che “la chiudiamo al dieci per cento”, con riferimento alla percentuale trattenuta sull’importo liquidato.

    In un altro passaggio – emerge dagli atti dell’indagine – si discute della necessità di “mettersi d’accordo prima con il liquidatore”, confermando l’esistenza di rapporti funzionali alla buona riuscita delle pratiche. Il linguaggio è tecnico, quasi aziendale: non si parla se fare la frode, ma come ripartire i margini. Sempre secondo gli atti, il sistema prevedeva anche l’attivazione o l’acquisto di polizze funzionali alla costruzione dei sinistri.

    Ma è sul fronte degli appalti dell’Asl Napoli 1 Centro che l’inchiesta assume un peso politico-amministrativo ancora maggiore: le conversazioni intercettate mostrano la preoccupazione per le iniziative di revisione avviate dalla direzione aziendale, in particolare presso l’Ospedale San Giovanni Bosco. In sintesi, “si stanno muovendo” e determinati assetti rischiano di saltare. Dalle carte emerge la percezione di un controllo consolidato su servizi strategici come pulizie e servizi ausiliari, con il timore che l’azione di risanamento possa interrompere equilibri economici radicati. Nel provvedimento trovano spazio anche le pressioni nei confronti dell’allora direttore generale Ciro Verdoliva, impegnato a rivedere affidamenti e gestione dei servizi.

    Le intimidazioni – attribuite a soggetti gravitanti nell’area del clan – si collocano temporalmente proprio mentre l’Asl interveniva sui settori considerati sensibili. Non sempre minacce esplicite, ma segnali e messaggi evocativi della forza dell’organizzazione, finalizzati a dissuadere dall’azione di bonifica. Il quadro che emerge è quello di una camorra imprenditoriale, meno visibile ma capace di infiltrarsi nei servizi pubblici, generare liquidità attraverso frodi seriali e difendere con pressioni mirate gli interessi economici consolidati. Un sistema che, secondo gli inquirenti, avrebbe saldato criminalità organizzata, imprenditoria e gestione di settori strategici della sanità pubblica.

    Fonte:Ansa.it – Foto:Ansa.it

  • Cresta su fondi Ue per la scuola, chiesto l’arresto di docenti e ricercatori. Tra gli indagati professori universitari della Federico II e dirigenti CNR di Portici e Napoli

    Cresta su fondi Ue per la scuola, chiesto l’arresto di docenti e ricercatori. Tra gli indagati professori universitari della Federico II e dirigenti CNR di Portici e Napoli

    Docenti universitari, ricercatori di enti di primo piano come il Cnr, ma anche insegnanti di istituti superiori sono tra i protagonisti dell’ultima inchiesta della Procura Europea sulla gestione illegale dei fondi comunitari destinati all’istruzione.

    Una maxi indagine partita da Palermo tre anni fa con l’arresto di una preside del quartiere Zen, scoperta a fare la cresta sul cibo della mensa scolastica e pronta a imporre alla sua scuola di acquistare pc e tablet dalla R-Sore, società di informatica, in cambio di cellulari di ultima generazione e regali per sè e i suoi familiari.

    Procede la Sezione EPPO del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo.

    Grazie alle rivelazioni di una dipendente della s.p.a complice, Alessandra Conigliaro, i pm hanno allargato l’indagine e hanno scoperto che il caso della dirigente palermitana (che nel frattempo ha patteggiato) era tutt’altro che isolato. I pm, che hanno chiesto 16 misure cautelari, parlano di “sistema perverso” attraverso il quale diversi dipendenti pubblici, docenti e dipendenti universitari agevolavano l’affidamento di forniture di beni e servizi alla Informatica Commerciale S.p.A., alla R-Store S.p.a e alla Databroker.

    Come contropartita, accumulavano dei “tesoretti”, così li definivano, che usavano per acquisti di oggetti per uso personale (per lo più cellulari e smart tv). “A fronte di atti amministrativi di tipo discrezionale a volte formalmente regolari, – scrivono i magistrati – la causa personalistica prevaleva su quella pubblicistica, lasciando spazio ad un asservimento dell’incarico pubblico svolto al fine personale”.

    Tra i docenti indagati: Corrado Leone del Centro Nazionale di Ricerca di Napoli e di Portici, Luigi Cembalo e Roberto Freda, rispettivamente professore ordinario presso il dipartimento di Scienze Agrarie dell’università di Napoli “Federico II” e assistente ricercatore dello stesso ateneo; Luciano Airaghi, responsabile del centro di formazione dell’Its fondazione Minoprio; Carlo Palmieri, presidente dell’Its Academy di Napoli ed Enrico Cafaro, docente del dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche della Federico II.

    Al centro dell’indagine c’è la R-Store S.p.a. un’azienda Apple Premium Reseller, con sede a Napoli e con più di 32 punti vendita in Italia impegnata nello sviluppo digitale, attraverso la fornitura di beni e servizi di formazione a scuole e ad enti universitari. La società si avvaleva di uno specifico team costituito da diversi referenti che facevano capo a Mario Piacenti, tra gli indagati, e intrattenevano relazioni con numerosi istituti pubblicizzando l’azienda e cercando di accaparrarsi forniture di beni e servizi, come ad esempio dispositivi digitali e software informatici.

    Personaggio chiave della vicenda è l’amministratore delegato Giancarlo Fimiani, (anche per lui sono stati chiesti i domiciliari). Una sorta di deus ex machina, così lo definiscono gli inquirenti, che sfruttava le proprie conoscenze per accaparrarsi gare, anche di notevole importo, come nel caso dell’I.T.S. “Mia Moda Campania”. Piacenti invece teneva i contatti con i dipendenti sul territorio come la palermitana Alessandra Conigliaro, gola profonda dell’inchiesta.

    Fonte e foto: Ansa.it

  • Napoli. La mamma di Domenico in Procura per depositare audio. Registrazione di una conversazione avuta con il chirurgo  del Monaldi che operò il figlio

    Napoli. La mamma di Domenico in Procura per depositare audio. Registrazione di una conversazione avuta con il chirurgo del Monaldi che operò il figlio

    Partizia Mercolino, accompagnata dal suo legale, l’avvocato Francesco Petruzzi, si è recata stamattina negli uffici della Procura per depositare la registrazione audio di una conversazione avuta con il cardiochirurgo che il 23 dicembre scorso ha impiantato al figlio, Domenico, deceduto sabato scorso, un cuore prelevato a Bolzano e giunto nel capoluogo partenopeo danneggiato.

    Il file audio è stato messo a disposizione del sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, titolare del fascicolo che vede sette indagati tra medici e paramedici per il reato di omicidio colposo in concorso. 

    Fonte:Ansa.it – Foto: Ansa.it

  • Figliǝ di Napoli Milionaria: progetto teatrale di 64 studentesse e studenti di Napoli in una riscrittura per quadri di Eduardo De Filippo

    Figliǝ di Napoli Milionaria: progetto teatrale di 64 studentesse e studenti di Napoli in una riscrittura per quadri di Eduardo De Filippo

    Napoli – Prende vita “Figliǝ di Napoli Milionaria! Tu, quanno nasce, allora è primmavera!”, il progetto teatrale extracurricolare promosso e finanziato dal Comune di Napoli, destinato a 64 studentesse e studenti delle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado.
    L’iniziativa, parte integrante del programma “Cultura, che classe!”, mira ad avvicinare i giovani al mondo delle arti sceniche attraverso un percorso di formazione, sperimentazione e riscrittura creativa.
    Il programma, ideato e realizzato dall’Associazione Primo Aiuto in collaborazione con l’Associazione Liberaimago, vanta una partnership d’eccezione con la Fondazione Eduardo De Filippo e la Direzione Artistica di Fabio Pisano.

    Avviato nello scorso ottobre e in corso fino a fine marzo, il progetto coinvolge tre istituti scolastici della città: IC 61 Sauro E. Pascoli (VII Municipalità), IC Pertini 87° D. Guanella (VIII Municipalità) e I.C. Radice Sanzio Ammaturo (IV Municipalità).
    La prima fase, conclusasi a fine gennaio 2026, ha visto i partecipanti impegnati in laboratori intensivi su recitazione, movimento, voce, scrittura creativa e analisi del testo, culminati nel montaggio e nelle prime prove della performance finale.
    A seguire, il percorso si è arricchito con quattro seminari specialistici su maschera, costume, fotografia di scena e musica, oltre a sessioni di visione e analisi di materiali. Grande spazio è stato dedicato alle attività multimediali, con la gestione di materiali d’archivio e la realizzazione di podcast, short video e video-interviste, per una narrazione cross-mediale del progetto.

    Una tappa significativa è in programma per venerdì 27 febbraio: le alunne e gli alunni dei tre istituti effettueranno una visita guidata al Teatro San Ferdinando, luogo storico dove Eduardo De Filippo ha rappresentato la maggior parte delle sue opere, per immergersi nell’atmosfera che ha fatto da palcoscenico al grande teatro napoletano.
    Il percorso culminerà venerdì 27 marzo 2026 con l’evento finale di restituzione pubblica. Lo spettacolo non sarà una tradizionale rappresentazione, ma una riscrittura per quadri che inviterà il pubblico a un viaggio emotivo e personale. Abbandonando la narrazione cronologica e convenzionale, si genererà un flusso di racconto fatto di flash e suggestioni, un’installazione performativa che, attraverso un linguaggio rapido e contemporaneo e l’uso trasversale delle arti, costruirà una vera e propria porta spazio-temporale tra “ieri e oggi”, tra l’eredità di Eduardo e lo sguardo delle nuove generazioni.

    “Figliǝ di Napoli Milionaria!” è più di un laboratorio teatrale: è un investimento sulla creatività giovanile, un ponte gettato tra il patrimonio culturale immateriale della città e le sue future generazioni, chiamate a rileggere, reinterpretare e far rivivere in forme nuove un classico senza tempo.

    A fare da testimonial e guida ideale al progetto è Giulio Baffi, critico teatrale, docente, autore, organizzatore culturale di fama nazionale. Già direttore di teatri e festival, insegnante di regia e Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, ideatore di mostre e trasmissioni Rai, nonché Presidente dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro, Baffi rappresenta una figura di riferimento nel panorama teatrale italiano, a garanzia della qualità e del rigore dell’iniziativa.
    «La conferma del nostro progetto per Cultura. Che classe! è un risultato che ci riempie di orgoglio e che premia la continuità della nostra visione » – dichiara la Dichiarazione del Direttore Organizzativo del progetto Francesca Borriero. «Se la prima edizione, dal titolo “Il Teatro della Natura. Lo Guarracino, teatro natura ed estinzione della specie”, ha rappresentato il lancio di un’idea ambiziosa, questo secondo successo ne certifica la solidità e l’impatto concreto sui territori di Scampia, Secondigliano e Poggioreale coinvolti nell’iniziativa, insieme al sostegno di figure fondamentali all’interno del tessuto culturale cittadino come Giulio Baffi, Francesco Somma, i dirigenti delle tre istituzioni scolastiche ed enti quali la Fondazione Eduardo De Filippo e il Comune di Napoli cui va il nostro ringraziamento per il sostegno alla nostra realtà culturale e a tutta la nostra equipe.»

  • Napoli. Inaugurato l’Ostello della Cultura: il bene confiscato rinasce come presidio di legalità

    Napoli. Inaugurato l’Ostello della Cultura: il bene confiscato rinasce come presidio di legalità

    Napoli – Si è tenuta questa mattina l’inaugurazione dell’“Ostello della Cultura – Social Z Lab Home”, il nuovo centro di aggregazione giovanile e inclusione sociale sorto in un immobile sottratto alla criminalità organizzata in via II Traversa Divisione Siena, 16.

    Alla cerimonia di consegna alla città hanno partecipato l’Assessore alla Legalità del Comune di Napoli, Antonio De Iesu, i rappresentanti della Cooperativa Sociale Amira e numerose realtà associative del territorio. Lo spazio, già operativo, si propone come un’officina di opportunità: laboratori formativi, aule studio e percorsi dedicati all’empowerment delle giovani donne.

    La dichiarazione dell’Assessore Antonio De Iesu

    “Oggi non inauguriamo solo un immobile, ma restituiamo dignità e futuro a un pezzo del nostro territorio. Trasformare un bene confiscato in un ‘Ostello della Cultura’ significa dare un segnale inequivocabile: dove prima regnava l’illegalità, ora ci sono formazione, studio e partecipazione. Questo spazio, gestito con passione dalla Cooperativa Amira, diventerà un punto di riferimento per i giovani e per le donne del quartiere, dimostrando che la legalità non è un concetto astratto, ma si costruisce offrendo occasioni concrete di riscatto sociale e culturale.”

    Un laboratorio per il futuro

    Il progetto Social Z Lab Home rappresenta un modello di sussidiarietà orizzontale, dove l’Amministrazione Comunale e il terzo settore collaborano per trasformare il patrimonio indisponibile in “capitale sociale”. All’interno della struttura sono già attivi laboratori di innovazione sociale e spazi di confronto volti a contrastare la dispersione scolastica e la marginalità.

    L’apertura dell’Ostello si inserisce nel più ampio piano di valorizzazione dei beni confiscati promosso dal Comune di Napoli, volto a creare una rete capillare di presidi di legalità in ogni quartiere della città.

  • Napoli. A Forcella ripulito lo spazio antistante la Ruota degli Esposti

    Napoli. A Forcella ripulito lo spazio antistante la Ruota degli Esposti

    Napoli – Un’operazione di pulizia straordinaria nei pressi della basilica della Santissima Annunziata, nel quartiere Forcella, ha permesso di liberare dai rifiuti l’area antistante la Ruota degli Esposti. A seguito dell’immediata attivazione del Tavolo permanente decoro urbano, struttura operativa voluta dal sindaco Gaetano Manfredi e su suo impulso diretto, questa mattina è intervenuto il personale di Asia e di Napoli Servizi.

    In particolare, la bonifica ha riguardato uno spazio delimitato da una recinzione in ferro e chiuso da un cancello, all’interno del quale erano stati abbandonati rifiuti di ogni genere, alcuni dei quali potenzialmente pericolosi.

    L’intervento ha consentito non solo di ripulire un luogo storico e altamente simbolico della città, ma anche di restituirgli il decoro che merita.

    Le attività della task force per il decoro urbano, coordinata da Ciro Turiello, proseguiranno nei prossimi giorni con nuovi interventi in altre zone della città, con l’obiettivo di migliorare la vivibilità degli spazi pubblici.

  • Trapianto fallito al Monaldi, Raffaele Maria Pisacane: “Non resteremo a guardare, prima gli atti e dopo l’analisi concreta. Sulla salute dei bambini non si fa propaganda, ma chiarezza”

    Trapianto fallito al Monaldi, Raffaele Maria Pisacane: “Non resteremo a guardare, prima gli atti e dopo l’analisi concreta. Sulla salute dei bambini non si fa propaganda, ma chiarezza”

    Napoli “Non resteremo a guardare. Il servizio andato in onda ieri sera su Le Iene ha raccontato quella che, fino a qualche anno fa, veniva indicata come una realtà di eccellenza della trapiantologia pediatrica presso l’Ospedale Monaldi. Proprio per questo ho ritenuto doveroso attivarmi immediatamente, chiedendo formalmente l’accesso agli atti per verificare la veridicità dei numeri, dei dati e dell’organizzazione del Centro Trapianti. La trasparenza viene prima di tutto. Solo dopo un’analisi puntuale e documentale proseguiremo con interrogazioni e chiederemo eventuali provvedimenti conseguenti. Sulla salute dei bambini non si fa propaganda: si fa chiarezza.” Ecco quanto riferisce Raffaele Maria Pisacane, consigliere regionale della Campania in quota Fratelli d’Italia, a margine della messa in onda di un servizio della trasmissione de Le Iene su Italia 1 sul caso del trapianto fallito all’Ospedale Monaldi di Napoli che ha determinato la prematura scomparsa di Domenico, bimbo di Nola che ha subito il fallimento del trapianto di cuore.

    In un’azione di consapevole responsabilità Raffaele Maria Pisacane, segretario della V^ Commissione Sanità in Consiglio Regionale della Campania, ha attivato un ‘obbligato’ accesso agli atti sulla procedura adottata dai sanitari al fine di proporre un’analisi concreta rispetto al drammatico epilogo di questa vicenda sanitaria campana che sta scuotendo l’intera nazione.

  • Napoli. Disoccupati in cima al Maschio Angioino. Protesta di ‘Cantiere 167 Scampia’. Sos per 1.200 senza lavoro

    Napoli. Disoccupati in cima al Maschio Angioino. Protesta di ‘Cantiere 167 Scampia’. Sos per 1.200 senza lavoro

    Protesta dei disoccupati della lista ‘Cantiere 167 Scampia’ saliti sulle torri del Maschio Angioino a Napoli.

    I manifestanti chiedono la partenza dei tirocini formativi previsti per la loro platea, che conta piu’ di 1200 persone All’alba i disoccupati hanno così deciso di salire fino in cima al Maschio Angioino, a Napoli.
    “I tempi delle istituzioni non sono i nostri tempi, chiamiamo tutti a scendere in corteo in mattinata da Piazza del Gesù”, spiegano i promotori della protesta.
    “Partenza della sicurezza sul lavoro e dei tirocini per la platea dei 1200 disoccupati”, questa la richiesta.

    Fonte: Ansa.it

  • Napoli. Si è spento il piccolo Domenico, il bimbo trapiantato al Monaldi. In ospedale per l’estrema unzione il cardinale Mimmo Battaglia

    Napoli. Si è spento il piccolo Domenico, il bimbo trapiantato al Monaldi. In ospedale per l’estrema unzione il cardinale Mimmo Battaglia

    Napoli – Il bimbo trapiantato a Napoli è morto. Le condizioni di Domenico, il ‘piccolo guerrieroì come lo chiamava mamma Patrizia, si sono irreversibilmente aggravate nelle ultime ore.

    Stamane in ospedale al fianco della madre c’era il cardinale Mimmo Battaglia, che ha somministrato al piccolo l’estrema unzione.

    Fonte e foto:Ansa.it