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Categoria: Politica

  • Crisi di Governo: sindaci e imprenditori a Draghi, vai avanti, serve stabilità

    Crisi di Governo: sindaci e imprenditori a Draghi, vai avanti, serve stabilità

    “Noi Sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti e spiegare al Parlamento le buoni ragioni che impongono di proseguire l’azione di governo.

    Allo stesso modo chiediamo con forza a tutte le forze politiche presenti in Parlamento che hanno dato vita alla maggioranza di questo ultimo anno e mezzo di pensare al bene comune e di anteporre l’interesse del Paese ai propri problemi interni”.

    “Ora più che mai abbiamo bisogno di stabilità”. Così 11 sindaci tra i quali il presidente Anci, Upi, e i primi cittadini di Roma e Milano.

    Fonte : Ansa.it

    Fonte foto: Ansa.it

  • Appello del gruppo parlamentare di Insieme per il Futuro: “Questo è il momento di  continuare a governare e fare gli interessi degli italiani!”

    Appello del gruppo parlamentare di Insieme per il Futuro: “Questo è il momento di continuare a governare e fare gli interessi degli italiani!”

    Il nutrito gruppo parlamentare di Italia per il Futuro, che fa capo al Ministra degli Esteri Luigi Di Maio ha diffuso in queste ore un comunicato stampa che invita tutti i partiti ad un senso di responsabilità al fine di evitare una caduta del Governo in un periodo storico davvero drammatico con la pandemia che stenta a lasciarci e la guerra in Ucraina sotto casa nostra che, invece, sta determinando una crisi energetica ed alimentare molto dolorosa.

    Di seguito il testo integrale del comunicato diffuso nell’area vesuviana dal senatore Sergio Vaccaro (nella foto a sinistra), fedelissimo di Luigi Di Maio e tra i primi ad aderire al nuovo progetto politico del ministro di Pomigliano d’arco:

    “È un momento molto delicato per l’Italia, mai come adesso c’è bisogno di dare stabilità al governo e mostrare serietà e attaccamento alle Istituzioni. Le ambizioni dei partiti, in una fase storica come quella che stiamo vivendo, devono lasciare spazio alle priorità degli italiani.

    Non è il momento degli egoismi, rischiamo solo di portare il Paese allo sbando. Una crisi di governo adesso avrebbe effetti devastanti per il futuro dell’Italia. Bisogna avere il coraggio di governare e aiutare i cittadini, come stiamo facendo con il dl Aiuti e come bisognerà fare con altri interventi mirati a sostegno di imprese, giovani, famiglie e lavoratori. Ma chi fugge oggi dalla maggioranza volta le spalle agli italiani.

    C’è un problema relativo all’aumento dei prezzi dell’energia e della benzina. Il governo è già intervenuto con provvedimenti ad hoc e continuerà a farlo con nuovi interventi mirati. Ma con una crisi di governo non saremmo in grado di realizzare questi provvedimenti, perché il Paese rimarrebbe bloccato per settimane se non per mesi.

    Dopo una pandemia e davanti a questa atroce guerra, una crisi di governo avrebbe effetti dirompenti: si andrebbe a indebolire il governo – e quindi l’Italia – a livello internazionale. Proprio in questi giorni ai tavoli internazionali si stanno prendendo decisioni cruciali. Con una crisi, l’Italia a quei tavoli non riuscirebbe a sedersi. E invece di essere determinanti, saremmo costretti a subire ogni decisione. Rischieremmo, ad esempio, di perdere la battaglia che stiamo portando avanti in Europa sul tetto massimo al prezzo del gas.

    Andremmo a bruciare i miliardi del Pnrr. Inoltre, è doveroso ricordare che rischieremmo seriamente di andare in esercizio provvisorio. Ogni partito, prima di minacciare la tenuta del governo, dovrebbe fortemente interrogarsi sugli effetti che una crisi potrebbe determinare.

    Aprire una crisi di governo significa prestare il fianco alla propaganda di Putin, che a sua volta otterrebbe l’obiettivo di sgretolare il nostro governo. Non possiamo permetterci di cedere al richiamo delle autocrazie: ci allontanerebbero dalle democrazie.

    Gli italiani non vogliono le urla e gli slogan, vogliono vederci governare. Stiamo tutti dalla parte dell’Italia. E non è il momento di calcoli partitici e sondaggi, la gente vuole essere rassicurata e cerca concretezza. Questo è il compito di tutti noi.

    In questo momento dovremmo già essere al lavoro per pianificare gli investimenti della prossima legge di bilancio, perché se non facciamo programmazione l’Italia non riuscirà a crescere. Sul Pnrr, vanno sostenuti gli amministratori locali e bisogna fare in modo che ogni singolo euro venga speso bene.

    Basta liti e beghe interne, concentriamoci sulle priorità del Paese, partiamo da quelle, poi ci sarà tempo e spazio per le battaglie dei singoli partiti. Attenzione, però, a riproporre il Papeete: a luglio come a settembre, sarebbe una mossa cinica, egoista e irresponsabile. Un marchio che difficilmente verrebbe cancellato.

    Facciamo un appello alle forze politiche presenti in Parlamento, un appello per l’Italia: lavoriamo con maturità e pianifichiamo un percorso che porti il governo alla fine della legislatura. Condividiamo la meta tutti insieme, così da garantire stabilità al Paese.”

  • Somma Vesuviana. Pioggia di insulti su facebook per l’on. Gianfranco Di Sarno che  spiega la scelta di seguire il Ministro Di Maio

    Somma Vesuviana. Pioggia di insulti su facebook per l’on. Gianfranco Di Sarno che spiega la scelta di seguire il Ministro Di Maio

    Somma Vesuviana (Na) – Pioggia di insulti per l’on. Gianfranco Di Sarno che ha scelto di seguire Luigi Di Maio in Insieme per il Futuro ed abbandonando l’ex premier Giuseppe Conte e il Movimento Cinque Stelle. Tra i tanti e non replicabili insulti a Di Sarno svetta quello con il quale si accusa il parlamentare sommese di aver abbracciato e sostenuto Giuseppe Conte, nel corso della recentissima campana elettorale comunale sommese, e dopo pochi giorni ha voltato le spalle. Gianfranco Di Sarno fu candidato nel collegio uninominale di Napoli Due alla Cmera dei Deputati ed indicato proprio da Luigi Di Maio che lo scelse tra le personalità della società civile che potevano rinnovare il movimento grillino,.

    Ecco il testo integrale del testo di Gianfranco Di sarno, pubblcato appena un’ira fa sul suo account ufficale di facebook: ” Buonasera a tutti, credo sia doveroso da parte mia un chiarimento sulla mia posizione. Ho deciso di aderire al percorso politico di Luigi Di Maio, un progetto che guarda agli interessi dei cittadini e non ai sondaggi. L’impegno ed i valori che mi hanno accompagnato fino ad ora continueranno ad essere gli stessi. Sono grato al Movimento 5 stelle per avermi offerto l’opportunità di rappresentare in Parlamento il mio territorio, ci tengo a precisare che il mio non è un problema di doppio mandato ne’ una mancanza di impegni assunti, la mia scelta è esclusivamente politica. Purtroppo ultimamente le linee guida del Movimento, in una fase storica delicatissima, si sono ridotte ad una comunicazione qualunquista, distratta dall’ossessione dei sondaggi e animata da continui rancori interni. Il Movimento sta disattendendo fortemente l’obiettivo per cui era nato, ossia riavvicinare le istituzioni alle esigenze reali della società. Sono convinto che non bisogna ridursi alle sole comparse in TV o a dichiarazioni roboanti irrealizzabili sui giornali ma è necessario offrire soluzioni praticabili e concrete di fronte ad un autunno che si preannuncia difficilissimo per il Paese. Con un guerra nel cuore dell’Europa la cui durata è ignota a tutti e con il crollo del potere di acquisto che penalizza soprattutto le fasce più deboli, l’unica risposta netta, unitaria e solidale è garantire al Paese una stabilità di governo.”

  • Volla. Nessun sussulto al gruppo consiliare del M5S, i tre consiglieri restano con Conte. Lo conferma anche il sen. Vaccaro

    Volla. Nessun sussulto al gruppo consiliare del M5S, i tre consiglieri restano con Conte. Lo conferma anche il sen. Vaccaro

    Volla (Na) – Lo tsunami nei palazzi romani che ha visto l’uscita di 62 parlamentari dal Movimento Cinque Stelle al momento n non dovrebbe colpire il gruppo consiliare di Volla che vanta tre consiglieri comunali in maggioranza con il PD: Angelo GenovinoViviana Alaia e Gennaro Persico.

    L’ipotesi di nessun sussulto al Municipio di Volla ci è stata confermata direttamente anche dal senatore Sergio Vaccaro, uno dei fedelissimi di Luigi Di Maio, ed appena entrato nel gruppo al Senato della Repubblica di “Insieme per il Futuro”, il nuovo soggetto politico che fa capo al Ministro degli esteri Luigi Di Maio

  • “Insieme per il futuro”, lo scissionista Di Maio “scippa” il nome del gruppo parlamentare all’associazione politica  di Pollena Trocchia di Pinto e dell’assessore Cianniello

    “Insieme per il futuro”, lo scissionista Di Maio “scippa” il nome del gruppo parlamentare all’associazione politica di Pollena Trocchia di Pinto e dell’assessore Cianniello

    “Insieme per il futuro” è un’associazione politica, nata nel novembre del 2019, composta da 10 consiglieri comunali di Pollena Trocchia riconducibili al presidente del consiglio comunale Francesco Pinto ed all’assessore Arturo Cianniello. Nacque al fine di creare un gruppo politico all’interno del consiglio comunale capace di dettare una linea politica seria e credibile al governo dell’attuale sindaco Calo Esposito che in quel periodo sbandava troppo a sinistra. E, in particolare, il riunificare un gruppo di soggetti politici che hanno una storia ed un percorso politico comune al fine di preparare un’offerta politica credibile per le imminenti elezioni comunale del 2023,

    In Parlamento accade un film già visto: serrare le fila, fare la conta, creare il nome credibile al gruppo politico e via per le prossime elezioni parlamentari. Luigi Di Maio, ministro degli esteri di Pomigliano d’Arco, pesca e “scippa” a Pollena Trocchia il nome del suo gruppo parlamentare, ovvero Insieme per il futuro. I cittadini nel 2023 si potrebbero trovare alle elezioni parlametari il logo di Di Maio e alle amministrative quello di Pinto e Cianniello: ovviamente con lo stesso nome del gruppo politico?

  • Di Maio vs dirigenti M5S, il senatore Vaccaro: dirigenti inadeguati e corpi estranei al partito. Vi mando un bacio

    Di Maio vs dirigenti M5S, il senatore Vaccaro: dirigenti inadeguati e corpi estranei al partito. Vi mando un bacio

    Volano gli stracci in casa Movimento Cinque Stelle. Il senatore Sergio Vaccaro, già consigliere comunale di Volla, uno dei più fedeli parlamentari del ministro degli esteri Luigi Di Maio, ha utilizzato la sua pagina facebook per attaccare i dirigenti del Movimento Cinque Stelle che hanno preso una chiara posizione politica contro le dichiarazioni di Di Maio, che si è battuto per l’invio delle armi in Ucraina e dichiaratosi apertamente europeista ed atlantista.

    “Voglio mandare un bacio ai dirigenti nominati del M5S per ringraziarli della loro continua campagna di discussioni inutili e seminatori di acredine. I dirigente dovrebbero mediare e placare gli animi, ma noto con molta tristezza che alcuni sono totalmente inadeguati e corpi estranei al M5S. Ripeto, ALCUNI.” Ha scritto il senatore Vaccaro.

    “Discussioni che ai cittadini non frega nulla. Avrebbero dovuto mostrarsi maturi e responsabili. Niente di tutto ciò. Atteggiamento da scolaretti. Chi ricopre un ruolo da dirigente deve essere capace di gestire ogni tipo di momento è discussione, come hanno fatto altri colleghi. Possono in qualunque momento tornare alla lavagna chiedendo scusa e fare un passo indietro.” Ha conluso il parlamentare vollese.

  • Referendum Giustizia, domani si vota. Come si vota, quorum, i quesiti…

    Referendum Giustizia, domani si vota. Come si vota, quorum, i quesiti…

    Domenica 12 giugno, si torna alle urne per votare sui cinque referendum abrogativi: dalle misure di custodia cautelare, alle funzioni delle carriere dei magistrati. I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23, nella sola giornata di domenica. Le operazioni di scrutinio dei referendum avranno inizio dopo la chiusura della votazione, mentre per le amministrative si procederà lunedì pomeriggio. Possono votare i cittadini iscritti nelle liste elettorali che abbiano compiuto il 18° anno di età entro il giorno fissato per le votazioni. Sulla tessera elettorale è indicato il numero della sezione nella quale ci si deve recare a votare. L’elettore per votare deve esibire un documento di riconoscimento e la tessera elettorale.

    Accesso al seggio con mascherina. Ci si dovrà recare al seggio indossando la mascherina protettiva che può essere tolta soltanto al momento del riconoscimento con la foto del documento. Non è necessaria una Ffp2 ma può andare bene anche una mascherina chirurgica.

    QUORUM

    Si tratta di referendum abrogativi, e quindi di una consultazione popolare per capire se gli italiani vogliono mantenere alcune norme già presenti oppure le vogliono cancellare dal nostro ordinamento. Per la validità del referendum abrogativo l’art.75 della Costituzione stabilisce che la proposta soggetta a referendum è approvata se hanno votato la maggioranza (50%+1) degli aventi diritto al voto e se è raggiunta la maggioranza (50%+1) dei voti validamente espressi.

    Chi vuole mantenerle voterà No, chi vorrà cambiarle voterà Sì.

    REFERENDUM GIUSTIZIA 12 GIUGNO, I QUESITI: ECCO PER COSA SI VOTA

    Domenica 12 giugno, si torna alle urne per votare sui cinque referendum abrogativi: dalle misure di custodia cautelare, alle funzioni delle carriere dei magistrati. I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23, nella sola giornata di domenica. Le operazioni di scrutinio dei referendum avranno inizio dopo la chiusura della votazione, mentre per le amministrative si procederà lunedì pomeriggio. Possono votare i cittadini iscritti nelle liste elettorali che abbiano compiuto il 18° anno di età entro il giorno fissato per le votazioni. Sulla tessera elettorale è indicato il numero della sezione nella quale ci si deve recare a votare. L’elettore per votare deve esibire un documento di riconoscimento e la tessera elettorale.

    Accesso al seggio con mascherina. Ci si dovrà recare al seggio indossando la mascherina protettiva che può essere tolta soltanto al momento del riconoscimento con la foto del documento. Non è necessaria una Ffp2 ma può andare bene anche una mascherina chirurgica.

    QUORUM

    Si tratta di referendum abrogativi, e quindi di una consultazione popolare per capire se gli italiani vogliono mantenere alcune norme già presenti oppure le vogliono cancellare dal nostro ordinamento. Per la validità del referendum abrogativo l’art.75 della Costituzione stabilisce che la proposta soggetta a referendum è approvata se hanno votato la maggioranza (50%+1) degli aventi diritto al voto e se è raggiunta la maggioranza (50%+1) dei voti validamente espressi.

    Chi vuole mantenerle voterà No, chi vorrà cambiarle voterà Sì.

    I QUESITI: PER COSA SI VOTA

    Quesito n°1 – Scheda rosa

    Si chiede di abrogare la parte della Legge Severino che prevede l’incandidabilità, l’ineleggibilità e la decadenza automatica per parlamentari, membri del governo, consiglieri regionali, sindaci e amministratori locali nel caso di condanna per reati gravi.

    • Chi vota Sì vuole che persone condannate per reati non colposi tornino a ricoprire o mantengano cariche politiche (a meno di decisioni diverse di un giudice) .
    • Chi vota No vuole mantenere la situazione attuale: confermando incandidabilità e decadenza per queste persone.

    Quesito n°2 – Scheda arancione

    Togliere la “reiterazione del reato” dai motivi per cui i giudici possono disporre la custodia cautelare in carcere o i domiciliari per una persona durante le indagini e quindi prima del processo. Se vince il sì non sarà più possibile il carcere preventivo per il rischio di reiterazione del reato con l’eccezione di reati che prevedono l’uso della violenza o delle armi oppure legati alla criminalità organizzata o alle eversione.

    • Chi vota Sì vuole eliminare la reiterazione del reato dalle ragioni per cui si può disporre la custodia cautelare.
    • Chi vota No vuole mantenere in vigore la legge così com’è: arresto o domiciliari anche per il pericolo della ripetizione del reato.

    Quesito n°3 – Scheda gialla

    Lo stop delle ‘porte girevoli’ per non permettere più il cambio di funzioni tra giudici e pm e viceversa nella carriera di un magistrato. Il quesito è lunghissimo e a tratti incomprensibile, è composto da oltre 2mila parole, ma la domanda sostanziale è questa: volete abrogare la norma che oggi consente al togato di passare, nel corso della propria carriera, dal ruolo di giudice a quello di pubblico ministero e viceversa?

    • Chi vota Sì sceglie per l’obbligo di scelta tra essere pm o giudici all’inizio della propria carriera.
    • Chi vota No invece vuole consentire che il magistrato possa passare da una funzione all’altra.

    Quesito n°4 – Scheda grigia

    La domanda semplificata è: volete che l’operato del magistrato possa essere giudicato anche dai membri laici dei consigli giudiziari? Chi sono i laici? Professori universitari e avvocati. La partecipazione dei laici nel voto è già previsto dalla Riforma Cartabia, ma solo se il consiglio dell’ordine abbia segnalato comportamenti scorretti da parte del magistrato che si deve valutare.

    • Chi vota Sì vuole che i magistrati vengano valutati anche dai membri laici come avvocati e professori universitari.
    • Chi vota chi vota No vuole che si continui con la loro esclusione dal giudizio.

    Quesito n°5 – Scheda verde

    Via l’obbligo per un magistrato di raccogliere da 25 a 50 firme per presentare la propria candidatura al Csm. Oggi un magistrato che vuole candidarsi al Csm deve raccogliere almeno 25 firme. I promotori del referendum vogliono eliminare questa soglia così del da favorire la candidatura di chiunque senza necessità di appoggi per limitare il peso delle cosiddette correnti.

    • Chi vota Sì vuole eliminare l’obbligo per il magistrato di procurarsi delle firme per candidarsi.
    • Chi vota No vuole mantenere questo obbligo.

    IL TESTO DEI QUESITI

    Referendum n.1 – Abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi. Volete voi che sia abrogato il decreto legislativo 31 dicembre 2012, n.235 (Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell’articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n.190)?

    Referendum n.2 – Limitazione delle misure cautelari: abrogazione dell’ultimo inciso dell’art.274, comma 1, lettera c), codice di procedura penale, in materia di misure cautelari e, segnatamente, di esigenze cautelari, nel processo penale. Volete voi che sia abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n.447 (Approvazione del codice di procedura penale) risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art.274, comma 1, lettera c), limitatamente alle parole: “o della stessa specie di quello per cui si procede. Se il pericolo riguarda la commissione di delitti della stessa specie di quello per cui si procede, le misure di custodia cautelare sono disposte soltanto se trattasi di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni ovvero, in caso di custodia cautelare in carcere, di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni nonché per il delitto di finanziamento illecito dei partiti di cui all’art. 7 della legge 2 maggio 1974, n.195 e successive modificazioni.”?

    Referendum n.3 – Separazione delle funzioni dei magistrati. Abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa nella carriera dei magistrati.

    Volete voi che siano abrogati: l’“Ordinamento giudiziario” approvato con regio decreto 30 gennaio 1941, n.12, risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art.192, comma 6, limitatamente alle parole: “, salvo che per tale passaggio esista il parere favorevole del Consiglio superiore della magistratura”; la legge 4 gennaio 1963, n.1 (Disposizioni per l’aumento degli organici della Magistratura e per le promozioni), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad essa successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art.18, comma 3: “La Commissione di scrutinio dichiara, per ciascun magistrato scrutinato, se è idoneo a funzioni direttive, se è idoneo alle funzioni giudicanti o alle requirenti o ad entrambe, ovvero alle une a preferenza delle altre”; il decreto legislativo 30 gennaio 2006, n.26, recante «Istituzione della Scuola superiore della magistratura, nonché disposizioni in tema di tirocinio e formazione degli uditori giudiziari, aggiornamento professionale e formazione dei magistrati, a norma dell’art.1, comma 1, lettera b), della legge 25 luglio 2005, n.150», nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art.23, comma 1, limitatamente alle parole: “nonché per il passaggio dalla funzione giudicante a quella requirente e viceversa”; il decreto legislativo 5 aprile 2006, n.160, recante “Nuova disciplina dell’accesso in magistratura, nonché in materia di progressione economica e di funzioni dei magistrati, a norma dell’art.1, comma 1, lettera a), della legge 25 luglio 2005, n.150” , nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, in particolare dall’art.2, comma 4 della legge 30 luglio 2007, n.111 e dall’art.3-bis, comma 4, lettera b) del decreto-legge 29 dicembre 2009, n.193, convertito, con modificazioni, in legge 22 febbraio 2010, n.24, limitatamente alle seguenti parti: art.11, comma 2, limitatamente alle parole: “riferita a periodi in cui il magistrato ha svolto funzioni giudicanti o requirenti”; art.13, riguardo alla rubrica del medesimo, limitatamente alle parole: “e passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa”; art.13, comma 1, limitatamente alle parole: “il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti,”; art.13, comma 3: “3. Il passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti, e viceversa, non è consentito all’interno dello stesso distretto, né all’interno di altri distretti della stessa regione, né con riferimento al capoluogo del distretto di corte di appello determinato ai sensi dell’art.11 del codice di procedura penale in relazione al distretto nel quale il magistrato presta servizio all’atto del mutamento di funzioni. Il passaggio di cui al presente comma può essere richiesto dall’interessato, per non più di quattro volte nell’arco dell’intera carriera, dopo aver svolto almeno cinque anni di servizio continuativo nella funzione esercitata ed è disposto a seguito di procedura concorsuale, previa partecipazione ad un corso di qualificazione professionale, e subordinatamente ad un giudizio di idoneità allo svolgimento delle diverse

    funzioni, espresso dal Consiglio superiore della magistratura previo parere del consiglio giudiziario. Per tale giudizio di idoneità il consiglio giudiziario deve acquisire le osservazioni del presidente della corte di appello o del procuratore generale presso la medesima corte a seconda che il magistrato eserciti funzioni giudicanti o requirenti. Il presidente della corte di appello o il procuratore generale presso la stessa corte, oltre agli elementi forniti dal capo dell’ufficio, possono acquisire anche le osservazioni del presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati e devono indicare gli elementi di fatto sulla base dei quali hanno espresso la valutazione di idoneità. Per il passaggio dalle funzioni giudicanti di legittimità alle funzioni requirenti di legittimità, e viceversa, le disposizioni del secondo e terzo periodo si applicano sostituendo al consiglio giudiziario il Consiglio direttivo della Corte di cassazione, nonché sostituendo al presidente della corte d’appello e al procuratore generale presso la medesima, rispettivamente, il primo presidente della Corte di cassazione e il procuratore generale presso la medesima.”; art.13, comma 4: “4. Ferme restando tutte le procedure previste dal comma 3, il solo divieto di passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti, e viceversa, all’interno dello stesso distretto, all’interno di altri distretti della stessa regione e con riferimento al capoluogo del distretto di corte d’appello determinato ai sensi dell’art.11 del codice di procedura penale in relazione al distretto nel quale il magistrato presta servizio all’atto del mutamento di funzioni, non si applica nel caso in cui il magistrato che chiede il passaggio a funzioni requirenti abbia svolto negli ultimi cinque anni funzioni esclusivamente civili o del lavoro ovvero nel caso in cui il magistrato chieda il passaggio da funzioni requirenti a funzioni giudicanti civili o del lavoro in un ufficio giudiziario diviso in sezioni, ove vi siano posti vacanti, in una sezione che tratti esclusivamente affari civili o del lavoro. Nel primo caso il magistrato non può essere destinato, neppure in qualità di sostituto, a funzioni di natura civile o miste prima del successivo trasferimento o mutamento di funzioni. Nel secondo caso il magistrato non può essere destinato, neppure in qualità di sostituto, a funzioni di natura penale o miste prima del successivo trasferimento o mutamento di funzioni. In tutti i predetti casi il tramutamento di funzioni può realizzarsi soltanto in un diverso circondario ed in una diversa provincia rispetto a quelli di provenienza. Il tramutamento di secondo grado può avvenire soltanto in un diverso distretto rispetto a quello di provenienza. La destinazione alle funzioni giudicanti civili o del lavoro del magistrato che abbia esercitato funzioni requirenti deve essere espressamente indicata nella vacanza pubblicata dal Consiglio superiore della magistratura e nel relativo provvedimento di trasferimento.”; art.13, comma 5: “5. Per il passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti, e viceversa, l’anzianità di servizio è valutata unitamente alle attitudini specifiche desunte dalle valutazioni di professionalità periodiche.”; art.13, comma 6: “6. Le limitazioni di cui al comma 3 non operano per il conferimento delle funzioni di legittimità di cui all’art.10, commi 15 e 16, nonché, limitatamente a quelle relative alla sede di destinazione, anche per le funzioni di legittimità di cui ai commi 6 e 14 dello stesso art.10, che comportino il mutamento da giudicante a requirente e viceversa”; il decreto-legge 29 dicembre 2009, n.193, convertito, con modificazioni, in legge 22 febbraio 2010, n.24 (Interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad essa successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art.3, comma 1, limitatamente alle parole: “Il trasferimento d’ufficio dei magistrati di cui al primo periodo del presente comma può essere disposto anche in deroga al divieto di passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti e viceversa, previsto dall’art.13, commi 3 e 4, del decreto legislativo 5 aprile 2006, n.160.”?

    Referendum n.4 – Partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari. Abrogazione di norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte. Volete voi che sia abrogato il decreto legislativo 27 gennaio 2006, n.25, recante «Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e nuova disciplina dei consigli giudiziari, a norma dell’art. 1, comma 1, lettera c) della legge 25 luglio 2005, n.150», risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art.8, comma 1, limitatamente alle parole “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’art.7, comma 1, lettera a)”; art.16, comma 1, limitatamente alle parole: “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’art.15, comma 1, lettere a), d) ed e)”?

    Referendum n.5 – Abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura.

    Volete voi che sia abrogata la legge 24 marzo 1958, n.195 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della magistratura), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art.25, comma 3, limitatamente alle parole “unitamente ad una lista di magistrati presentatori non inferiore a venticinque e non superiore a cinquanta. I magistrati presentatori non possono presentare più di una candidatura in ciascuno dei collegi di cui al comma 2 dell’art.23, né possono candidarsi a loro volta”?”

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    FONTE: TPI

  • 208 anni dei Carabinieri. On. Pina Castiello (Lega) : ” Onore e plauso a chi ne ha scritto la storia, indossandone la divisa..”

    208 anni dei Carabinieri. On. Pina Castiello (Lega) : ” Onore e plauso a chi ne ha scritto la storia, indossandone la divisa..”

    208 candeline 🎂 per la nostra #Benemerita. Onore e plauso a chi ne ha scritto la storia, indossandone la divisa ed esaltandone l’immagine e il buon nome agli occhi del mondo. Auguri alle donne e agli uomini che quotidianamente rendono grandi i nostri #Carabinieri, sempre sugli scudi per la garanzia dell’ordine e della sicurezza, per la tutela dei più deboli e di chi è in difficoltà, in #Italia🇮🇹e all’estero.” Ecco la testimonianza dell’on.Pina Castiello (Lega) che nel corso della sua lunga esperienza politico/istituzionale è sempre stata dalla parte dei militari

  • Di Maio a Napoli per un confronto sul PNRR. Lunedì 6 giugno alla Sala dei Baroni del Maschio Angioino dalle 9.30

    Di Maio a Napoli per un confronto sul PNRR. Lunedì 6 giugno alla Sala dei Baroni del Maschio Angioino dalle 9.30

    Napoli – PNRR. La grande opportunità per uno sviluppo sostenibile: giovani imprenditori e professionisti a confronto. È questo il tema dell’incontro-dibattito, promosso dal consigliere comunale e commissario della Commissione attività produttive, Gennaro Demetrio Paipais, previsto per lunedì 6 giugno alla Sala dei Baroni del Maschio Angioino dalle 9.30.  
    All’incontro parteciperanno il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ed il Sindaco Gaetano Manfredi. 

    “La mission del PNRR ha un impatto significativo sul sistema delle politiche urbane – dichiara il consigliere Paipais –. Per proiettarci in una città sostenibile, inclusiva e partecipata è indispensabile favorire un momento di confronto tra governo centrale, amministrazione cittadina, imprenditoria giovanile e professionisti. Le risorse del PNRR devono favorire la modernizzazione e digitalizzazione delle piccole e medie imprese, promuovendo la sostenibilità ambientale e l’internazionalizzazione delle nostre eccellenze”. 

    Interverranno all’incontro anche Flavia Sorrentino, vicepresidente del Consiglio Comunale di Napoli, Catello Maresca, presidente della Commissione PNRR, Chiara Marciani, assessora alle politiche giovanili, Fiorella Saggese, presidente della Commissione Verde, Luigi Carbone, presidente della Commissione Attività Produttive, Alessandro Di Ruocco, del gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Napoli, Ferdinando Romano, dei giovani imprenditori edili ANCE Napoli, Enrico Ferrara dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA), Stefano Sarno responsabile dell’Osservatorio sul D.Lgs. 231/2001 della Camera Penale di Napoli, Gianni Lepre, giornalista RAI e Giulia Santangelo, di StudentiGiurisprudenza.it.

  • Somma Vesuviana. Elezioni comunali,  il ministro Di Maio e l’ex premier Giuseppe Conte domani al Borgo Casamale

    Somma Vesuviana. Elezioni comunali, il ministro Di Maio e l’ex premier Giuseppe Conte domani al Borgo Casamale

    Somma Vesuviana (Na) – “Vi aspetto domani, 5 giugno 2022, alle ore 15:15 al Casamale, nei pressi del bar Febbraro in via collegiata 6, insieme a Giuseppe Conte e al Ministro degli esteri Luigi Di Maio. Non mancate!” Questo è l’annuncio dell’on. Gianfranco Di Sarno, deputato del Movimento Cinque Stelle del collegio parlamentare di Somma Vesuviana, molto attivo in questa competizione elettorale locale.

    La presenza del ministro degli esteri Luigi Di Maio a Somma Vesuviana fu annunciata nelle settimane scorse, pare, invece, che problemi relativi ad impegni istituzionali di governo abbia dovuto rinviare a domani la sua presenza a sostegno della lista dei grillini presenti nella coalizione del sindaco in carica Salvatore Di Sarno nella battaglia per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale.