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Categoria: Mondo

  • Media: ‘Colpita l’assemblea mentre eleggeva la nuova Guida suprema’ Raid aerei sull’aeroporto di Teheran

    Media: ‘Colpita l’assemblea mentre eleggeva la nuova Guida suprema’ Raid aerei sull’aeroporto di Teheran

    e agenzie di stampa iraniane, riprese dai media internazionali, hanno riferito che l’edificio dell’Assemblea degli esperti a Qom è stato “raso al suolo” dall’attacco ma che l’edificio era stato evacuato prima dell’attacco. Le immagini delle conseguenze dell’attacco, rilanciate da Cnn, mostrano il complesso e grandi colonne di fumo che si alzano dalla zona. 

    Fonte e foto Ansa.it

  • Attacco iraniano a Dubai, preoccupati gli italiani: ‘Boati e paura, una situazione surreale’

    Attacco iraniano a Dubai, preoccupati gli italiani: ‘Boati e paura, una situazione surreale’

    “Stiamo bene anche se abbiamo un po’ di paura, ma non vogliamo farci prendere dal panico. Mai vista una cosa del genere da quando vivo negli Emirati”. A raccontare all’ANSA quando sta accadendo a Dubai è Rosa D’Amico-Stones, originaria di Palermo, sposata con un ingegnere britannico, e da 40 anni residente negli Emirati Arabi, prima ad Abu Dhabi e poi a Dubai. Abbiamo visto due missili esplodere perché sono stati intercettati e poi abbiamo saputo dell’esplosione al Fairmont Hotel che si trova a The Palm. Non ci aspettavamo che la situazione degenerasse in questo modo. Speravamo in una soluzione pacifica”, racconta all’ANSA con la voce che trema.

    “Siamo appena stati al centro commerciale e non ci aspettavamo che fosse così vuoto di sabato. C’è un strano silenzio per strada per essere a Dubai. Solitamente è piena di gente e macchine, ma molte persone hanno già fatto scorta stamattina di acqua e viveri e anche di benzina”, prosegue. “C’è un po’ di paura, certo siamo molto preoccupati anche perchè ci hanno anche detto che lo spazio aereo è stato chiuso. Penso a quelle persone venute in vacanza che al momento non possono rientrare. Questo è un Paese pacifico e non riesco a spiegarmi tutto quello che sta succedendo”. 

    “Stiamo vivendo una situazione surreale. Nessuno è preparato a vivere un’esperienza come questa in vacanza. Ho appena assistito all’esplosione di due missili, proprio sopra la mia testa. Sono in preda all’angoscia”, dice Nicole Molinaro, 21 anni, di Roma, in vacanza a Dubai con un’amica. “Eravamo sulla spiaggia quando abbiamo sentito un boato – spiega Nicole -. La terra ha tremato. La battigia era affollatissima. Molti bagnanti sono usciti dall’acqua in preda al panico. C’è stato un fuggi fuggi generale. Anche noi siamo tornate in albergo, al Dubai Marina, per cercare di metterci in contatto con l’ambasciata. Siamo preoccupate. Dopodomani dovrei tornare al lavoro, spero proprio di poter andare a casa”.

    “Gli abitanti del posto però sono tranquilli. Ci hanno detto che i missili sono stati neutralizzati e che assistere a scene di questo genere non è insolito. Via social abbiamo saputo che vari turisti italiani che erano andati all’aeroporto sono stati portati in alberghi in mezzo al deserto, in attesa che la situazione si sblocchi. Di missili ora non se ne vedono più. Speriamo che tutto sia tornato alla normalità e di poter ripartire domani”.

    “Abbiamo visto un caccia e poi sentito tre esplosioni. Stavamo in piscina, la gente ha iniziato a correre all’interno. Abbiamo avuto paura”. Ginevra Marmo è una ragazza italiana che lavora ad Abu Dhabi. Oggi si trovava a Dubai quando è stato colpito The Palm e ha di fatto assistito all’attacco. “Mi trovavo all’hotel Sky Address quando la guerra è improvvisamente arrivata in una tranquilla mattina in piscina -racconta- nessuno immaginava che l’Iran avrebbe colpito. Quando ho visto il caccia e ho sentito le esplosioni sono andata a vedere sui canali social dell’ambasciata italiana e raccomandavano di stare al chiuso”.

    L’attacco dallo Sky Address è stato ancora più impressionante: “ho visto tutto in diretta, i caccia, i boati”. Nell’hotel, racconta Ginevra, “a quel punto era il caos: le persone impaurite volevano andarsene subito, c’è chi cercava voli ma lo spazio aereo era chiuso”. Ginevra dopo la vacanza interrotta torna ad Abu Dhabi con un transfert. “Ho avuto paura durante il viaggio, l’autista diceva che arrivando a Dubai aveva visto due missili caduti e altri intercettati, una cosa mai accaduta”. Ora Ginevra è a casa ad Abu Dhabi. “Dalla finestra vedo i missili intercettati, si vedono nitidamente. Scene che avevo visto solo alla tv, qui fino a stamattina era un paradiso”. 

    Ansia per 204 studenti italiani bloccati

    Un gruppo di 204 studenti italiani delle scuole superiori coinvolti nel progetto “Ambasciatori del futuro” dell’associazione World Student Connection è bloccato a Dubai, a causa della chiusura dello spazio aereo legata al conflitto in Iran. Tra di essi – riporta il sito del Corriere del Veneto – vi sono dei ragazzi veneti, tra cui un 16enne che frequenta l’istituto tecnico commerciale “Calvi” di Padova. “Mio figlio avrebbe dovuto atterrare a Milano l’1 marzo alle nove del mattino – racconta la madre – e invece non sappiamo quando tornerà. I ragazzi sono seguiti dai tutor e questo ci rassicura. Ma siamo in pensiero”. Secondo quanto riferito alle famiglie, gli studenti vengono sistemati in albergo in attesa della riprogrammazione dei loro voli di rientro. Il gruppo italiano sarebbe dovuto tornare domani, ma la partenza sarebbe stata spostata al 3 marzo. Il programma Wsc prevede la simulazione diplomatica dei lavori dell’Onu e riunisce adolescenti e universitari di diverse nazionalità.

  • Iran sotto assedio. Ministro Difesa Crosetto ‘bloccato’ a Dubai. Esploso caso politico

    Iran sotto assedio. Ministro Difesa Crosetto ‘bloccato’ a Dubai. Esploso caso politico

    I missili, la paura che arriva anche nei luoghi simbolo del lusso e delle vacanze come Dubai e l’isola di Palm.

    Tantissimi gli italiani residenti, altrettanti quelli che hanno scelto la località degli Emirati per trascorrere alcuni giorni di relax. Un paradiso che si è improvvisamente trasformato in obiettivo militare, della rappresaglia iraniana all’attacco firmato da Israele e Stati Uniti.

    A Dubai anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, rimasto bloccato con la propria famiglia in attesa che riaprano i voli momentaneamente sospesi per fare ritorno in Italia. Il ministro era partito venerdì da Roma con un volo civile per andare a prendere i familiari ma l’improvvisa escalation militare ha lasciato a terra tutti i voli di linea. Una vicenda su cui M5s va all’attacco. Il ministro rimasto a Dubai “è la riprova della marginalità del governo. La centralità dell’esecutivo a livello internazionale esiste solo nel fantastico mondo fatato di Meloni. La triste verità è che mai come ora l’Italia si trova in posizione di totale marginalità internazionale”, affermano i pentastellati.

    Parole che provocano la reazione del governo con Fratelli d’Italia. “I parlamentari 5 Stelle, invece di auspicare il veloce rientro in Italia in sicurezza i Crosetto, come si dovrebbe sperare per qualunque cittadino e compatriota, ne approfittano per attaccare il governo inventandosi una sorta di marginalità internazionale, in perfetto stile pentastellato. Chapeau, d’altronde cosa ci si poteva aspettare da chi è abituato quotidianamente a mancare di rispetto agli altri anche negli interventi parlamentari”, dichiara il deputato Mauro Malaguti.

    Fonte: Ansa.it

  • Israele e Stati Uniti attaccano l’Iran. Trump: ‘Distruggeremo i loro missili, Teheran non avrà il nucleare’

    Israele e Stati Uniti attaccano l’Iran. Trump: ‘Distruggeremo i loro missili, Teheran non avrà il nucleare’

    Trump: avviata operazione in Iran, difendiamo gli americani dalle minacce. Distruggeremo i loro missili, non avrà il nucleare

    “Abbiamo iniziato un grande operazione in Iran. L’obiettivo è difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano”. Lo afferma Donald Trump in un video pubblicato su Truth.

    “Distruggeremo i loro missili e ci assicureremo che l’Iran non abbia il nucleare. Il regime imparerà a breve che non bisogna sfidare la forza delle forze armate americane”. Lo ha detto Donald Trump assicurando di aver preso tutte le misure per cercare di minimizzare i rischi per gli americani impegnati in questa “nobile missione”. Il presidente ha comunque ammesso che potrebbero esserci delle vittime.

    L’Iran non potrà mai avere l’arma nucleare: “Abbiamo provato a fare un accordo, ma hanno rifiutato ogni occasione di rinunciare alla sue ambizioni nucleari”.

    Fonte Ansa.it

  • Difesa. Accordo Italia – Germania, Meloni-Merz: “Risposta congiunta alle minacce alla Nato”

    Difesa. Accordo Italia – Germania, Meloni-Merz: “Risposta congiunta alle minacce alla Nato”

    “Italia e Germania sono oggi più vicine che mai.

    Questo è una buona notizia per i nostri popoli e l’Europa nel suo complesso”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nelle dichiarazioni congiunte alla stampa assieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz, dopo il vertice intergovernativo Italia-Germania.

    “Siamo in una congiuntura storica particolarmente complessa che impone all’Europa di scegliere se intenda essere protagonista del proprio destino o subirlo: richiede lucidità, responsabilità, coraggio e l’intelligenza necessaria per trasformare le crisi in opportunità”, ha evidenziato ancora Meloni.


    I due leader hanno firmato il Protocollo per un Piano d’azione sulla cooperazione strategica rafforzata, di un’intesa in ambito sicurezza, difesa e resilienza e di un documento congiunto sulla competitività che verrà trasmesso alla Commissione europea in vista dell’incontro informale sulla competitività del 12 febbraio. L’incontro ha portato inoltre allo scambio di una decina di accordi governativi.

    Nel Protocollo sul Piano d’azione italo-tedesco, Roma e Berlino “riconfermano l’importanza fondamentale di un forte legame transatlantico tra Europa e Stati Uniti, basato su valori comuni e interessi condivisi” e si impegnano “a rispettare il diritto internazionale, compresi i principi di integrità territoriale e sovranità”.

    I due governi, inoltre, condividono “la responsabilità, in quanto Stati fondatori dell’Unione europea, di adoperarsi per promuovere l’integrazione europea, consentendo all’Ue di agire efficacemente per proteggere i valori e gli interessi europei”.

    “Rafforzare la competitività dell’Ue è e rimane una priorità assoluta per noi, per evitare oneri amministrativi inutili e garantire condizioni di parità innovative”, affermano i due leader nel Protocollo e chiedono “riforme strutturali, un conseguente programma di semplificazione, autocontrollo legislativo, un’attuazione non burocratica e favorevole alle imprese e alle Pmi delle iniziative dell’Ue, nonché il miglioramento delle condizioni quadro senza compromettere gli obiettivi politici e gli standard pertinenti”.

    Per Roma e Berlino “una stretta cooperazione congiunta sull’attuazione della strategia per il mercato unico contribuirà a ridurre gli ostacoli rimanenti, in particolare alla libera circolazione di beni e servizi”.

    “Come proposto nella Relazione Letta e nella Relazione Draghi”, Meloni e Merz sottolineano “la necessità di potenziare l’innovazione attraverso un 28° regime di diritto societario ambizioso e flessibile, aperto a tutte le imprese europee, per superare la frammentazione, i costi transfrontalieri e l’incertezza per coloro che operano in più paesi dell’Ue, promuovendo gli investimenti, la mobilità dei talenti e la crescita nel mercato unico. Gli standard nazionali del lavoro e sociali non devono essere indeboliti”.

    Nel Protocollo è anche affermato “il sostegno all’attuazione del Piano statunitense per porre fine al conflitto a Gaza”. “Nel nostro dialogo, coordineremo strettamente i nostri attuali sforzi in risposta alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, comprese le sanzioni, il sostegno alla resilienza e alla ricostruzione dell’Ucraina e alle iniziative volte a raggiungere una pace giusta, nonché – si legge nel testo – il sostegno all’attuazione del Piano statunitense per porre fine al conflitto a Gaza, con l’obiettivo di alleviare le sofferenze della popolazione civile e aprire la strada a una soluzione a due Stati”.

    Il “dialogo strutturato” tra Roma e Berlino “si concentrerà anche sul Medio Oriente, compresa la regione del Golfo e la Penisola Arabica, il Nord Africa, in particolare la Libia, il Sahel, il Corno d’Africa, il Mediterraneo orientale, i Balcani occidentali, la Cina e l’Indo-Pacifico e l’Artico, nonché sulle relazioni esterne dell’Ue con i nostri principali partner”.

    I governi di Roma e Berlino convengono poi “di sviluppare ulteriormente un approccio globale e innovativo alla migrazione, che combini un’azione esterna rafforzata e aspetti interni, partenariati globali reciprocamente vantaggiosi con i paesi di origine e di transito, una protezione più efficace delle frontiere esterne dell’Ue e l’intensificazione dei rimpatri, nel rispetto del diritto internazionale e dell’Ue”.

    Italia e Germania proseguiranno “il dialogo e il coordinamento in materia di migrazione”, basandosi “sull’attuale meccanismo di consultazione semestrale”, concentrandosi “sull’attuazione del nuovo patto Ue sulla migrazione e l’asilo, su possibili progetti congiunti e sulla cooperazione dell’Ue con i paesi terzi, anche su soluzioni innovative. Collaboreremo anche sulla valutazione dei documenti di viaggio, sulla risposta alle crisi, su rimpatri e rientri, in base alle necessità”.

    “Coordinare una risposta congiunta alle minacce alla sicurezza euro-atlantica” e “rafforzare il pilastro europeo della Nato per rafforzare ulteriormente la posizione di deterrenza e difesa della Nato”, sono invece alcuni degli impegni presi nell’accordo sulla cooperazione rafforzata in materia di sicurezza, difesa e resilienza siglato dalla premier Giorgia Meloni e dal cancelliere Friedrich Merz al vertice intergovernativo Italia-Germania a Roma.

    Nell’accordo, che “non è giuridicamente vincolante e non costituisce un trattato internazionale”, Roma e Berlino riaffermano l’impegno pieno a “rafforzare la deterrenza e la difesa della Nato e a promuovere la prontezza difensiva dell’Ue”.

    Il sostegno all’Ucraina è ribadito nell’accordo. Meloni e Merz affermano di sostenere “una pace giusta e duratura in Ucraina” e si impegnano a fornire a Kiev “solide garanzie di sicurezza non appena le condizioni lo consentiranno”. L’accordo prevede coordinamento bilaterale “nei consessi internazionali sulle modalità per sostenere l’Ucraina nella sua difesa contro la guerra di aggressione russa”.

    Tra gli impegni, anche quello di continuare “a sostenere con fermezza l’Ucraina attraverso l’addestramento delle forze ucraine sotto l’egida della Missione di assistenza militare dell’Ue” e “attraverso donazioni provenienti da scorte militari, forniture industriali bilaterali, la promozione della cooperazione industriale della difesa con l’Ucraina, nonché gli appalti industriali, compresi meccanismi congiunti di appalto e finanziamento come l’iniziativa Enduring Action on Air Defence (Eaad), il Fondo europeo per la pace (Epf), il Programma europeo per l’industria della difesa (Edip) e l’Ukraine Support Instrument (Usi), nonché i pertinenti strumenti Nato”.

    Si prevede poi l’intenzione di “continuare e, ove possibile, ampliare” il sostegno di Italia e Germania “alle infrastrutture energetiche critiche dell’Ucraina e, attraverso il Meccanismo di Tallinn, per il supporto informatico civile, riconoscendo il loro ruolo essenziale nel rafforzare la resilienza nazionale e garantire la protezione e il benessere della popolazione civile”.

    Italia e Germania, ‘bene il summit sull’Ucraina ma garantire la voce dell’Ue’
    Fermo sostegno all’Ucraina: il primo incontro di oggi fra Usa, Russia e Ucraina è un segnale incoraggiante, ma è necessario garantire che la voce dell’Europa resti ascoltata. È quanto emerso alla riunione ‘2+2’ Esteri-Difesa a cui hanno partecipato il vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto hanno incontrato i corrispettivi Johann Wadephul e Boris Pistorius.

    Sul Medio Oriente – riferisce la Difesa – è stato “concordato di rafforzare il comune impegno per la ricostruzione e l’assistenza umanitaria a Gaza e per la sicurezza di tutta la regione mediorientale, dalla Siria al Libano all’Iran. Italia e Germania restano unite anche dalla convinzione che sia urgente completare l’integrazione europea dei Balcani alla famiglia europea, per garantire la stabilità di tutto il continente. Un impegno che si concretizza con la partecipazione alle missioni Nato Kfor e Euforalthea, di cui l’Italia ha appena assunto il comando”.

    Italia-Germania, bilaterale di Salvini con l’omologo tedesco Schnieder
    Incontro bilaterale tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e il ministro dei Trasporti tedesco Patrick Schnieder. Al centro del colloquio, il pacchetto automotive presentato dalla Commissione Ue, il ruolo delle grandi infrastrutture come strumento per fronteggiare la crescente instabilità geopolitica e la forte integrazione tra imprese italiane e tedesche nel settore dei trasporti.

    Durante il bilaterale, i due ministri hanno adottato una Dichiarazione Congiunta al fine di coordinare l’azione di supporto al trasporto ferroviario e combinato, cruciale per la logistica tra Italia e Germania. Gli esiti del bilaterale saranno illustrati in occasione della Plenaria del Vertice Italia-Germania di oggi a Villa Doria Pamphilj.

    Fonte foto:Ansa.it

  • Trentini liberato in Venezuela. Giorgia Meloni: “Gioia e soddisfazione per i nostri italiani. Ho ringraziato il Presidente Desy Rodriguez, sta nascendo una costruttiva collabortazione tra le nostre nazioni”

    Trentini liberato in Venezuela. Giorgia Meloni: “Gioia e soddisfazione per i nostri italiani. Ho ringraziato il Presidente Desy Rodriguez, sta nascendo una costruttiva collabortazione tra le nostre nazioni”

    Roma – “Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas. Ho parlato con loro, e un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa.” Ecco il commento di Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri, appena ricevuta la straordinaria notizia che rende l’Italia orgogliosa delle sue capacità di tutelare i propri cittadini nel mondo.

    “Desidero esprimere, a nome del Governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato.”

  • Gioia a ‘casa Trentini’: “Notizia attesa da 423 giorni, grazie a tutti”

    Gioia a ‘casa Trentini’: “Notizia attesa da 423 giorni, grazie a tutti”

    “Alberto finalmente è libero! Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità, la sua liberazione”.

    Lo afferma la famiglia Trentini, con l’avvocata Alessandra Ballerini. “Tutti questi mesi di prigionia hanno lasciato in Alberto e in noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili, adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci. Ringraziamo tutti per esserci stati vicini, ma vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza. Ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità. Oggi vogliamo solo pace. Grazie!”, aggiungono i Trentini.

  • Venezuela. Liberati Alberto Trentini e Mario Burlò, l’annuncio di Tajani

    Venezuela. Liberati Alberto Trentini e Mario Burlò, l’annuncio di Tajani

    “Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e sono nella sede dell’ambasciata d’Italia a Caracas”. Lo ha annunciato stamattina il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Lo ho appena comunicato al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha sempre seguito la vicenda in prima persona”, continua Tajani in un post pubblicato sul suo account X.
    “Ho parlato con i nostri due connazionali, che sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia. La loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente” ad interim Delcy “Rodriguez che il governo italiano apprezza molto”, conclude il ministro degli Esteri.

    Fonte: Ansa.it

  • L’attore Can Yaman arrestato a Istanbul in un blitz antidroga: tradito da una soffiata

    L’attore Can Yaman arrestato a Istanbul in un blitz antidroga: tradito da una soffiata

    L’attore turco Can Yaman, molto famoso in Italia come protagonista di alcune serie tv di successo tra cui Sandokan, e l’attrice Selen Gorguzel sono tra le sette persone fermate durante la notte in un’operazione antidroga a Istanbul che ha visto irruzioni in nove locali notturni.

    Can Yaman e Selen Gorguzel sono stati portati all’Istituto di medicina legale per essere sottoposti ad analisi del sangue, hanno riferito sabato fonti citate dai media turchi.

    L’indagine riguarda le accuse di “possesso di droghe o stimolanti per uso personale”, “agevolazione dell’uso di droghe” e “incoraggiamento di una persona alla prostituzione, facilitazione di tale pratica o mediazione o fornitura di un luogo per la prostituzione”.

    Attore e modello, nato a Istanbul nel 1989, Can Yaman è noto per le sue interpretazioni in serie di successo.

    Tra il 2022 e il 2024 ha partecipato alla serie di Canale 5 Viola come il mare, nel ruolo dell’ispettore capo Francesco Demir. Nel 2025 è stato protagonista nella miniserie Il Turco e nella serie reboot della Rai Sandokan. In precedenza era apparso anche in un cameo nella serie Che Dio ci aiuti 6.

    Sarebbe stata una soffiata, secondo la testata turca Hurriyet, a portare all’arresto di Yaman. Secondo Cnn Turk, citata sempre da Hurriyet, nel Bebek Hotel si sospettava l’esistenza di una ‘stanza segreta’ nella quale potrebbero essere state realizzate delle registrazioni, e a quanto pare adesso questa stanza segreta sarebbe stata trovata. La stampa locale ora si chiede quale fosse la vera funzione di questa presunta stanza, e chi la utilizzasse, avanzando anche il sospetto di possibili video girati per essere successivamente usati a scopo di ricatto.

    Secondo quanto risulta infatti al giornale, la procura non aveva emesso un mandato di arresto per Yaman nell’ambito delle indagini, ma aveva ordinato la perquisizione di nove locali, tra cui l’Hotel Bebek, dove l’interprete di ‘Sandokan’ stava passando la serata. Ma a quanto pare qualcuno avrebbe segnalato che l’attore avrebbe fatto uso di droghe e nel corso della perquisizione della discoteca gli sono state trovate addosso delle sostanze. Yaman è stato quindi arrestato.

    L’operazione è scattata dopo la mezzanotte, e in alcuni locali è stata trovata droga. Secondo Hurriyet il blitz era “mirato a colpire alcune celebrità”. Il giornale pubblica anche delle fotografie che mostrano diverse droghe, presumibilmente sequestrate durante l’operazione.

    Tra i sette arrestati dalla polizia turca, ci sarebbero anche Ayşe Sağlam e Ceren Alper, oltre a proprietari di locali, gestori e YouTuber.

    Ansa.it

  • Venezuela. Giorgia Meloni sente la Machado: ‘Senza Maduro nuova speranza per il Venezuela’

    Venezuela. Giorgia Meloni sente la Machado: ‘Senza Maduro nuova speranza per il Venezuela’

    Una “nuova pagina di speranza” per il popolo venezuelano con “l’uscita d scena di Maduro”. Come Giorgia Meloni ha sottolineato parlando con il capo dell’opposizione venezuelana e premio Nobel per la pace María Corina Machado. Un confronto, che arriva dopo quello che la stessa Machado ha avuto con il presidente francese Emmanuel Macron, sulle prospettive di una transizione pacifica e democratica a Caracas.

    L’uscita di scena di Maduro rappresenta per i cittadini venezuelani “la speranza” di poter tornare a “godere dei principi base della democrazia e dello Stato di diritto”, l’assunto condiviso dalle due leader. La telefonata con Machado (recentemente liquidata da Trump per la possibile guida del Paese) testimonia la vicinanza dell’Italia al popolo venezuelano e l’attenzione per gli sviluppi del caso, rimarcano fonti di maggioranza.

    Fonte Ansa.it