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Categoria: I Sapori del Vesuvio

  • Arriva la ‘Graffa al Monet’ di Mario Leonessa: impasto di produzione propria e fritta al momento. Puoi gustarla alla ‘Caffetteria Pasticceria Gelateria – Monet’ di Cercola – VIDEO  –

    Arriva la ‘Graffa al Monet’ di Mario Leonessa: impasto di produzione propria e fritta al momento. Puoi gustarla alla ‘Caffetteria Pasticceria Gelateria – Monet’ di Cercola – VIDEO –

    Cercola (Na) – Da qualche settimana la “Caffetteria Pasticceria Gelateria –  Monet“ propone alla sua clientela anche  la classica Graffa:  fritta al momento e ben dorata, utilizzando un impasto di produzione propria secondo la ricetta tradizionale portata avanti nei decenni dalla squadra di pasticceri in forza al noto ristoratore vesuviano Mario Leonessa, titolare di questo ‘concetto di gusto’ inserito in un locale posto al centro storico di Cercola, tra i palazzi monumentali pubblici e nell’accogliente scenario dei giardini comunalii.

    Quella offerta dalla “Caffetteria Pasticceria Gelateria –  Monet“ resta un’esperienza gustativa che vale la pena vivere per gli amanti della tradizione dolciaria napoletana, infatti, dalle vetrine spunteranno anche altri dolci preparati al momento: quali le crepes e i pancakes. Insomma, le porte del Paradiso dolciario sono spalancate per i cliente al Bar Monet.

    VIDEO Musica e frittura: i suoni paradisiaci della “Caffetteria Pasticceria Gelateria – Monet” – Corso Domenico Riccardi, n. 385 – Cercola (Na)

    La ‘carezza’ del titolare della “Caffetteria Pasticceria Gelateria –  Monet“ Mario Leonessa: per tutto il mese di febbraio la graffa a1.50€ e caffè a 1€:  ecco la promozione che ha riservato il il ‘Bar Monet‘ a tutti i clienti che in questo periodo, misurato in qualche mese, nonostante i disagi determinati dai lavori del  rinnovo dei locali, hanno continuato quotidianamente, comunque, a gustarsi il caffè e le delizie.

    Il viaggio nel gusto di TuttoVesuvioCoordinamento giornalistico a cura di Valentina Raia

  • Tre vicoli per i cuochi-letterati: Napoli celebra la sua storia gastronomica

    Tre vicoli per i cuochi-letterati: Napoli celebra la sua storia gastronomica

    Napoli rende omaggio alla sua tradizione culinaria con un gesto simbolico ma ricco di significato: tre vicoli del quartiere Montecalvario porteranno da oggi i nomi di Antonio Latini, Vincenzo Corrado e Ippolito Cavalcanti, figure chiave nella storia della cucina partenopea. La cerimonia di scoprimento delle targhe si è svolta alla presenza della vice sindaca Laura Lieto , dell’assessora al Turismo Teresa Armato e del consigliere Toti Lange Consiglio, promotore dell’iniziativa.

    Maestri non soltanto ai fornelli, ma autentici divulgatori capaci di fissare su carta le esperienze culinarie del tempo, i tre cuochi letterati, vissuti tra il 600 e l’800, hanno innovato profondamente la cucina mediterranea e testimoniano le radici di un patrimonio gastronomico straordinario.

    Dopo l’intitolazione, presso la Casa della Cultura di Palazzo Cavalcanti è stata presentata la pubblicazione celebrativa “I Cuochi letterati, per la Gloria della Cucina Napoletana”, curata dall’Accademia partenopea del Baccalà e da Salvatore Lange Consiglio.

    È un riconoscimento alla storia di una cultura straordinaria –ha dichiarato il Vice Sindaco con delega alla Toponomastica Laura Lieto– che non è soltanto la cultura del cibo che mangiamo, ma è anche la cultura delle nostre relazioni, degli affetti, della nostra salute e di ciò che ogni giorno portiamo sulle nostre tavole. Intitolare tre strade dei Quartieri Spagnoli a tre grandi cuochi – che sono stati anche intellettuali della cucina napoletana – significa rendere omaggio a questa lunga storia e a un patrimonio che continua a parlare di noi. Questo vuole essere un tributo alla nostra cultura, a uno dei motivi per cui la nostra città è rinomata nel mondo. È un riconoscimento dei grandi fattori di attrazione che possediamo, ma soprattutto della dimensione più profonda, necessaria e affettiva della nostra identità gastronomica e culturale”.

    Queste targhe -ha dichiarato l’assessore al Turismo ed alle Attività produttive Teresa Armato rendono omaggio a tre geni della cucina napoletana e ricordano a cittadini e visitatori quanto la nostra gastronomia sia cultura viva: tradizione che si tramanda, arte che unisce le famiglie, espressione d’amore e, allo stesso tempo, potente motore economico e turistico. Napoli cresce anche grazie ai suoi ristoranti e ai suoi cuochi, che innovano senza mai perdere il legame con i sapori autentici della nostra storia. Continueremo a valorizzare e proteggere questa straordinaria eredità, perché la cucina napoletana non è solo gusto: è identità, è bellezza, è parte della nostra arte e della nostra memoria collettiva”.

    Sono tra i promotori –ha dichiarato il Consigliere Comunale Toti Lange dell’intitolazione di tre strade dei Quartieri Spagnoli a Vincenzo Corrado, Antonio Latini e Ippolito Cavalcanti, tre grandi cuochi e letterati che tra Seicento e Ottocento hanno gettato le basi della cucina napoletana come oggi la conosciamo. Abbiamo scelto i Quartieri Spagnoli perché rappresentano un luogo simbolico della rinascita di Napoli, molto amato dai turisti che qui vengono ogni giorno a gustare le prelibatezze della nostra tradizione. La cucina napoletana, infatti, è una porta d’ingresso privilegiata alla nostra cultura: attraverso un piatto riusciamo a raccontare la storia, la ricchezza e l’unicità del patrimonio napoletano. In occasione dell’intitolazione è stata realizzata una pubblicazione, promossa dall’Accademia Partenopea del Baccalà, per diffondere la conoscenza di questi tre protagonisti che hanno contribuito in modo decisivo alla cultura gastronomica – e non solo gastronomica – della nostra città

  • A Cercola, da ‘Non Solo Pizza’, puoi gustare la pizza “Non Solo Nerano” dello chef Vincenzo Scassera. Sta spopolando tra i giovani – VIDEO

    A Cercola, da ‘Non Solo Pizza’, puoi gustare la pizza “Non Solo Nerano” dello chef Vincenzo Scassera. Sta spopolando tra i giovani – VIDEO

    a cura dello Chef – Pizzaiolo Vincenzo Scassera

    Pizza – Non Solo Nerano

    PROCEDIMENTO:

    La Pizza – Non Solo Nerano è una rivisitazione di una ricetta secolare che unisce i sapori antichi con le tecniche moderne. Partiamo da un impasto diretto a 68% di idratazione, con una base di vellutata di zucchine. A fine cottura della nostra pizza aggiungiamo delle Chips di zucchine fritte e una fonduta di provola aromatizzata, guarnita con basilico fresco e olio extravergine di oliva.

    Vincenzo Scassera

    Non bisogna assolutamente perdere l’occasione per regalarsi questa esperienza culinaria, condita dai sapori dei prodotti del territorio vesuviano e partenopeo, amalgamati perfettamente dall’estro e l’esperienza professionale dello chef Vincenzo Scassera. La Non Solo Nerano puoi degustarla alla pizzeria Non Solo Pizza a Cercola – viale Moscati n.11 che la trovate al centro della città, proprio alle spalle del Municipio di Cercola. Zona molto sicura, in cui risulta facile parcheggiare nei viali adiacenti, atmosfera familiare perchè verrete accolti dalla figlia dello chef Roberta e troverete al forno l’altro figlio Luca. La pizzeria è raggiungibile agevolmente dalla tangenziale di Napoli, prendendo l’uscita Cercola – Via Argine e salire solo 500 metri, la troverete sulla sinistra. Il centro di Cercola è facilmente raggiungibile anche dai comuni vesuviani con la Statale del Vesuvio dove l’uscita Cercola dista 400 metri dalla pizzeria.

  • La tradizione vesuviana incontra l’innovazione, domenica 21 settembre il Panificio Margiù di Cercola riapre con nuovi servizi e prodotti

    La tradizione vesuviana incontra l’innovazione, domenica 21 settembre il Panificio Margiù di Cercola riapre con nuovi servizi e prodotti

    Cercola (Na) – A chi sarà capitato di passare davanti al civico 14 di Viale dei Platani, avrà notato come lo storico Panificio Margiù sia chiuso per ristrutturazione. Il cambiamento, tuttavia, non interesserà solo la struttura fisica del locale, bensì anche i servizi offerti alla clientela. i classici ‘Prodotti Margiù saranno riproposti, il progetto commerciale, invece, sarà rinnovato sul modello della bakery internazionale, sempre più diffuso in Italia. Questo consiste nella creazione di un ambiente multifunzionale, composto di panificio, pasticceria, gelateria, caffetteria e tavola calda, che possa rispondere ad una più vasta gamma di esigenze e adattarsi anche a quelle che sono le necessità di famiglie e lavoratori. Domenica 21 settembre è prevista l’inaugurazione che avrà inizio in tarda mattinata e proseguirà nel pomeriggio con un brindisi con la clientela, successivamente il Panificio Margiù sarà aperto in orario continuato dal martedì al sabato, dalle ore 7 alle 22, mentre la domenica e il lunedì dalle 7 alle 16.

    Sono ormai quasi 10 anni che il modello della bakery, originariamente anglosassone, riscuote un grande successo anche in Italia. La sua larga diffusione si avvale sicuramente dell’incontro tra i prodotti della tradizione italiana con le specialità europee, ma anche della capacità di adattarsi al nostro stile di vita sempre più frenetico ed esigente; tanto è vero che in concomitanza dell’arrivo di questo nuovo tipo di attività, è iniziata anche una trasformazione dei locali più tradizionali i quali, per non soccombere ad un ambiente gastronomico sempre più saturato, gli operatori del settore hanno iniziato a modernizzarsi intraprendendo, quasi sempre, proprio la strada della multifunzionalità, che ben si sposa con le esigenze del cittadino che spesso ha bisogno di trovare tutto nello stesso luogo e ad ogni orario.

  • Alessandra Bernardini si aggiudica l’ottava edizione di “San Gennà…Un Dolce per San Gennaro” by Mulino Caputo con “Pucundria – Il miracolo è nel ritorno”

    Alessandra Bernardini si aggiudica l’ottava edizione di “San Gennà…Un Dolce per San Gennaro” by Mulino Caputo con “Pucundria – Il miracolo è nel ritorno”

    Vivere al Nord e avere Napoli nel cuore. Fondere le radici, i sentimenti, l’artigianalità, la fede verso il patrono e trasformare tutto questo in un dolce dedicato a San Gennaro è il percorso che ha portato Alessandra Bernardini a creare “Pucundria – Il miracolo è nel ritorno”, con il quale si è aggiudicata l’ottava edizione del Pastry contest  “San Gennà…Un Dolce per San Gennaro” by Mulino Caputo.

    Felice ed emozionata, la pasticcera ventottenne, in forza presso il DavPastryLab di Albano Sant’Alessandro, in provincia di Bergamo, racconta la storia della sua monoporzione.

    Pucundria è un dolce dedicato a tutti i ‘fuorisede’, come me, rappresenta quel sentimento di appartenenza che ogni ragazzo custodisce quando lascia casa. Un po’ malinconico come concetto, ma molto autentico. Benché sia felice di lavorare a Bergamo, spero di tornare presto a casa e sogno di aprire una pasticceria tutta mia“.

    Per i non napoletani, la  ‘Pucundria’ è  la saudade in chiave partenopea: un insieme di rimpianto nostalgico, malinconia e lieve tristezza. 

    Partita, professionalmente, dall’Aloha Eventi di Bacoli, passata per la Chocolate Academy di Milano, Alessandra è approdata al DaVPastryLab dopo una significativa formazione accanto ad Emanuele Forcone, già Campion del Mondo di Pasticceria.

    Alessandra descrive così il suo dolce:  “Si tratta di una sfoglia di cioccolato che rappresenta la Mitra di San Gennaro, sulla quale ho disegnato il rosone del Duomo di Milano, con il desiderio di fondere i simboli delle due città. La composizione del dolce prevede una financier all’amarena, realizzata con la farina Frolla di Mulino Caputo, diplomatica al limone e vaniglia tostata, confettura di limone e fiori d’arancio, croccantino alla mandorla e coulis di amarena.”

    La vincitrice porta a casa un premio di mille euro e mille chilogrammi di farina Mulino Caputo, come stabilito dalla giuria composta dai maestri pasticcieri Sal De Riso e Sabatino Sirica, dallo chef  Gennaro Esposito e da Antimo Caputo, Ceo dell’azienda promotrice della kermesse.

    Alla Bernardini anche un riconoscimento da Santorè, azienda specializzata nella produzione di frutta candita e frutta secca, sponsor tecnico dell’evento, con un’opera in ceramica dell’artista Mate.

    La finale del contest si è svolta in una location d’eccellenza: la terrazza panoramica del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo, affacciata sul Maschio Angioino e sul porto di Napoli, con il Vesuvio a fare da sfondo.

    Per il Ceo del Mulino, Antimo Caputo: “La volontà di promuovere questo contest è nata per colmare un vuoto: San Gennaro, il più celebrato e più amato tra i protettori di Napoli, paradossalmente, non ha mai avuto un dolce a lui dedicato. Con questo concorso, abbiamo voluto stimolare la pasticceria napoletana, e non solo, a sperimentarsi nella creazione di un dolce ispirato al Santo. Anche questa edizione, come le precedenti, ha visto in gara dolci interessanti e molti pasticceri giovanissimi, addirittura un ventiduenne, come Angelo Guarino. I giovani sono molto creativi, amano mettersi in gioco e noi li sosteniamo sempre con entusiasmo”

    Molto apprezzate anche le proposte degli altri finalisti: Guglielmo Cavezza del Mommy Cafè di  Cicciano, ha presentato ‘Stregati da San Gennaro’: una pasta frolla con crema al liquore Strega, biscotto morbido alla nocciola e amarena; Giuseppe Cristofaro della Pasticceria Raffaele Barbato di Frattaminore, con il suo  ‘Oro di San Gennaro’ , una pasta brioche con crema di bufala aromatizzata allo zafferano e cremoso alle ciliegie; Benedetta D’Antuono, della Piccola Pasticceria artistica Cake Art di Sorrento, ha proposto ‘Tesoro di Napoli‘: una tartelletta di pasta frolla alle nocciole, con coulis di amarene, lemon curd  con limoni di Sorrento e glassa a specchio a base di purea di amarena e cioccolato bianco. Angelo Guarino, pastry chef de La Corte degli Dei di Palazzo Acampora, ad  Agerola, è arrivato in finale con  ‘San Gennà… penzace tu‘, una tartelletta di pasta frolla, con lamponi e crema di mandorle, mousse di yogurt glassato al lampone, bigné con cremoso al té matcha e craquelin al cioccolato; Andrea Marano , del Victor Lab di Riccione, ha presentato alla giuria ‘Sangue e lava’:  una roccia di cioccolato al latte modellata a mano, con crumble alla liquirizia, chantilly al Dulcey e inserto all’amarena; Bruno Merlonghi, primo pasticcere presso l’Aloha Eventi di Bacoli, ha presentato ‘A Speranza’, una financier rivestita con bavarese yuzu e basilico, rifinita con gel e composta di ciliegie.

    In conclusione di evento, Antimo Caputo ha dato appuntamento per il prossimo anno quando, in un’edizione straordinaria, si sfideranno tutti i vincitori delle manifestazioni precedenti per decretare il “Dolce prodigioso” per eccellenza, quello che rappresenterà San Gennaro nella pasticceria napoletana e, quindi, nazionale.

  • 7 finalisti  del contest “San Genna’… Un Dolce per San Gennaro” by Mulino Caputo. Il 9 settembre si decreterà il vincitore. Dominano i pasticcieri dell’area metropolitana di Napoli

    7 finalisti del contest “San Genna’… Un Dolce per San Gennaro” by Mulino Caputo. Il 9 settembre si decreterà il vincitore. Dominano i pasticcieri dell’area metropolitana di Napoli

    Sono sette i finalisti che si contenderanno il titolo del contest “San Genna’… Un Dolce per San Gennaro” by Mulino Caputo per il 2025: la sfida conclusiva si svolgerà il 9 settembre, a Napoli, al Roof Garden Angiò del Renaissance Naples Mediterraneo.

    I finalisti dell’ottava edizione sono: Alessandra Bernardini, aiuto pasticcere presso Dav Pastry Lab di Bergamo; Guglielmo Cavezza, titolare del Mommy Cafè di Cicciano, in provincia di Napoli; Giuseppe Cristofaro, della Pasticceria Raffaele Barbato di Frattaminore; Benedetta D’Antuono, titolare della Pasticceria Cake Art di Sorrento; Angelo Guarino, Pastry chef presso La Corte degli Dei, locanda di Palazzo Acampora, ad Agerola; Andrea Marano, pasticcere presso il Victor Lab di Riccione e Bruno Merlonghi, primo pasticciere presso Aloha Eventi di Bacoli.

    Ai partecipanti è stato richiesto di realizzare una monoporzione inedita, utilizzando una delle farine Mulino Caputo e un ingrediente di colore rosso (simbolo del miracolo del sangue di San Gennaro) e/o di colore giallo (in riferimento all’epiteto popolare “Faccia ‘ngialluta”), scelto tra quelli prodotti dall’azienda Santorè, specializzata nella lavorazione della frutta.
    “Siamo veramente orgogliosi dei risultati ottenuti da questo contest” ha dichiarato Antimo Caputo, Ad del Mulino “Felici del fatto che tra i concorrenti ci siano sempre più spesso giovani talenti: pasticceri capaci di infondere entusiasmo, estro e creatività e di apportare significativi elementi di innovazione.” La giuria tecnica, composta da: Sal De Riso, Gennaro Esposito, Sabatino Sirica e Antimo Caputo, assegnerà al primo classificato, oltre al titolo, 1000 chilogrammi di farina Mulino Caputo e un assegno da mille euro.

    Fonte Ansa.it

  • Casa Setaro festeggia 20 anni con apertura di “Vigna delle Rose”: albergo diffuso e ristorante cantina. Nel Parco del Vesuvio ospitalità sostenibile, prodotti del territorio, degustazioni vini biologici

    Casa Setaro festeggia 20 anni con apertura di “Vigna delle Rose”: albergo diffuso e ristorante cantina. Nel Parco del Vesuvio ospitalità sostenibile, prodotti del territorio, degustazioni vini biologici

    Trecase(Na) – L’ospitalità è sostenibile, i vini sono di Casa Setaro, i piatti dello chef Pierpaolo Giorgio. Apre nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio “Vigna delle Rose”, albergo diffuso creato da Massimo Setaro, il papà del caprettone spumantizzato, che festeggia così i primi 20 anni della sua azienda. Il nome è un chiaro omaggio alla “rosa antica di Pompei”, diffusa nell’area pompeiana durante l’epoca romana.

    Un’impresa agricola a km zero, con orto di stagione, numerosi presidi slow food, cucina creativa, ma anche molto concreta. I piatti sono ricchi di sfumature e con percorsi di degustazioni esplorativi, che rompono gli schemi e celebrano la cucina campana e in particolare quella partenopea, dove lo chef riflette nei piatti le solide radici campane. La tradizione è sempre presente, cavalli di battaglia: ragù e genovese.

    L’esperienza è immersiva, parole d’ordine: bicchiere, orto, piatto, suite. Il direttore di sala e sommelier è Valerio Coppola, abile non solo sui vini, ma anche sulle birre e sui drink realizzati con maestria, per un “beverage pairing” esclusivo e unico nel suo genere,  con interessanti novità, complice l’esperienza di fine dining condivisa con lo chef.

    Quattro camere e una suite, fatte realizzare da Setaro nell’antico casolare di famiglia, dove vivevano e lavoravano i suoi avi e dove lui è cresciuto. Tutto ha il sapore della cultura contadina, i profumi delle albicocche, delle fave, dei piselli, dei pomodori, dei prodotti del Vesuvio. La struttura comprende una piscina con vista sul Vesuvio, un’area relax, una biblioteca, un ampio dehor chiamato “piazza delle Rose” adibito ad anfiteatro per spettacoli e concerti, il ristorante di cucina tipica locale e la suggestiva “Sala delle botti” dove degustare i vini di Casa Setaro.

    «Il fil rouge è l’esperienza – spiega Massimo – qui è possibile partecipare a speciali percorsi di degustazione di vini, con passeggiata nella vigna coltivata in biologico oppure ai “blind tasting”, dove si degusta a occhi bendati e l’ospite è trasportato dall’olfatto e dal gusto, per mettere al centro la capacità di riconoscere profumi e sapori, che appartengono al Vesuvio». 

    I piatti del Natale a Vigna delle Rose Casa Setaro: riso carnaroli di Sibari “Magisa”, cacio e pepe, verza e nduja di Spilinga; baccalà con papaccella napoletana e cece di Teano; torroncino stregato e mandorle.

  • San Sebastiano al Vesuvio. Il sindaco Panico: “La città al centro di un processo di valorizzazione delle proprie risorse”

    San Sebastiano al Vesuvio. Il sindaco Panico: “La città al centro di un processo di valorizzazione delle proprie risorse”

    San Sebastiano al Vesuvio (Na) –Appena concluso un week end teso alla valorizzazione delle eccellenze del territorio.” Ecco quanto dichiarato da Giuseppe Panico, sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, alla conclusione di un altro fine settimana che ha visto la città e le risorse artistiche, culturale e gastronomiche al centro di un rilancio dell’intera area vesuviana.

    “Sabato sera – ha scritto in un post di facebook il sindaco Panicoho portato i saluti ai nostri scout per l’attività di apertura di quest’anno 2023/24 tenutosi nel nostro Parco Urbano alla presenza dei familiari degli iscritti al gruppo locale.

    “Domenica mattina – ha continuato Panicoabbiamo premiato i vincitori della corsa d’atletica promossa da Budokan presso l’azienda agricola Punzo, dove le centinaia di bambini accorsi con i propri familiari hanno vissuto una giornata educativa divertendosi con lo show cooking di FRATELLI LA BUFALA, degustato i prodotti a km zero del nostro territorio e vivendo l’esperienza della vendemmia. A corollario della giornata abbiamo avuto la visita della troupe di Rai 3, impegnata sul nostro territorio per un prossimo servizio di valorizzazione dei prodotti tipici locali.

  • Prosum, l’amaro di Pompei conquista il doppio premio ai World Liqueur Awards

    Prosum, l’amaro di Pompei conquista il doppio premio ai World Liqueur Awards

    Il colore caldo ed ambrato, l’esclusiva ricetta, utilizzando con sapienza una miscela di erbe, rendono Prosum, l’amaro di Pompei, unico nel suo percorso di gusto sensoriale. Dopo il favorevole riscontro, e successo di pubblico ottenuto a Bologna pochi giorni fa, durante la fiera nazionale “Amaroteca”, che ha visto la partecipazione di 60 espositori, ecco che si aggiunge un prezioso tassello; Prosum si è aggiudicato due prestigiosi riconoscimenti: la conquista del 2° posto ai  World Liqueur Awards Silver 2022, per l’apprezzamento del gusto e per il design dell’etichetta. Prosum, prende vita nella storica città di Pompei, nel laboratorio dell’azienda Antichi & Nuovi Sapori, una realtà produttiva, che ha lanciato sul mercato un amaro artigianale.

    Grande la soddisfazione dell’avv. Lorenzo Dimartino, titolare dell’azienda, che con profonda commozione commenta: ”È un riconoscimento che ci lusinga e stimola a proseguire con entusiasmo la nostra strada. Puntare sulla qualità e l’eccellenza, queste sono le nostre prerogative. Ricevere due premi– continua Dimartino ci ha riempito di gioia, e soprattutto sapere che Prosum, sia stato scelto tra tanti colossi mondiali è un primo grande traguardo raggiunto, una vittoria inaspettata”.

    È il primo amaro in assoluto che viene realizzato con il metodo di estrazione a freddo, frutto di uno studio di ricerca dell’Università Federico II di Napoli, facoltà di Chimica, brevettato dal Prof. Naviglio, grazie al quale si è riusciti a mantenere inalterate le proprietà organolettiche delle piante, evitando i processi ossidativi, fino a rendere un prodotto bilanciato, intenso e gradevole al palato. L’orgoglio e la selezione delle erbe officinali e aromatiche, tra cui spicca il tarassaco, l’aggiunta di oli essenziali naturali, la moderata quantità di zucchero per favorire gli effetti digestivi, e la sua gradazione di 30 gradi, sono un tratto distintivo. Un impatto avvolgente, il gusto persistente, deciso e profondo, grazie alla complessa varietà dei suoi ingredienti, l’etichetta ricercata e stilizzata che capeggia sulla bottiglia, caratterizzano Prosum, e lo rendono subito riconoscibile. Ogni cena che si rispetti o dopo un pranzo abbondante, nell’immaginario collettivo italiano, l’amaro è il ‘piacere’ alcolico che molti di noi si concedono, e già al primo sorso di Prosum, si comincia sì un viaggio nel tempo che richiama la tradizione, ma con l’inconfondibile identità moderna e innovativa. Un’equazione perfetta, dove sapore e territorio si fondono armoniosamente, un’immersione tra aromi e ricordi da poter gustare ogni giorno, specie in compagnia e, come il brand Pompei Antichi & Nuovi Sapori suggerisce: “Taste the history”, cioè, Assapora la storia!

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    Prosum Amaro di Pompei
  • La Ricetta del  “Baccalà in cassuola” – A cura di Valentina Raia

    La Ricetta del “Baccalà in cassuola” – A cura di Valentina Raia

    INGREDIENTI PER 2 PERSONE

    700 gr. baccalà

    Farina 00 q.b.

    Olio evo

    Cipolla

    Pomodorini

    Capperi

    Olive nere

    Sale q.b.

    Origano q.b.

    PROCEDIMENTO:

    Tagliare a tocchetti il baccalà, infarinare e friggere in olio bollente.

    Nel frattempo soffriggere in una padella a parte olio evo, olive nere, capperi ed origano.

    Aggiungere i pomodorini, pochissimo sale e far cuocere a fiamma bassa.

    Una volta cotto il sugo fresco, aggiungere i tocchetti fritti di baccalà e far insaporire per qualche minuto. Impiattare e gustare. Qualora piaccia, accompagnare il baccalà in cassuola a crostini di pane.