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Categoria: Gusto

  • Arriva la ‘Graffa al Monet’ di Mario Leonessa: impasto di produzione propria e fritta al momento. Puoi gustarla alla ‘Caffetteria Pasticceria Gelateria – Monet’ di Cercola – VIDEO  –

    Arriva la ‘Graffa al Monet’ di Mario Leonessa: impasto di produzione propria e fritta al momento. Puoi gustarla alla ‘Caffetteria Pasticceria Gelateria – Monet’ di Cercola – VIDEO –

    Cercola (Na) – Da qualche settimana la “Caffetteria Pasticceria Gelateria –  Monet“ propone alla sua clientela anche  la classica Graffa:  fritta al momento e ben dorata, utilizzando un impasto di produzione propria secondo la ricetta tradizionale portata avanti nei decenni dalla squadra di pasticceri in forza al noto ristoratore vesuviano Mario Leonessa, titolare di questo ‘concetto di gusto’ inserito in un locale posto al centro storico di Cercola, tra i palazzi monumentali pubblici e nell’accogliente scenario dei giardini comunalii.

    Quella offerta dalla “Caffetteria Pasticceria Gelateria –  Monet“ resta un’esperienza gustativa che vale la pena vivere per gli amanti della tradizione dolciaria napoletana, infatti, dalle vetrine spunteranno anche altri dolci preparati al momento: quali le crepes e i pancakes. Insomma, le porte del Paradiso dolciario sono spalancate per i cliente al Bar Monet.

    VIDEO Musica e frittura: i suoni paradisiaci della “Caffetteria Pasticceria Gelateria – Monet” – Corso Domenico Riccardi, n. 385 – Cercola (Na)

    La ‘carezza’ del titolare della “Caffetteria Pasticceria Gelateria –  Monet“ Mario Leonessa: per tutto il mese di febbraio la graffa a1.50€ e caffè a 1€:  ecco la promozione che ha riservato il il ‘Bar Monet‘ a tutti i clienti che in questo periodo, misurato in qualche mese, nonostante i disagi determinati dai lavori del  rinnovo dei locali, hanno continuato quotidianamente, comunque, a gustarsi il caffè e le delizie.

    Il viaggio nel gusto di TuttoVesuvioCoordinamento giornalistico a cura di Valentina Raia

  • Stasera su Rai 1 ‘La Cena di Natale’, conduce Antonella Clerici. Si celebra la cucina italiano patrimonio dell’Unesco. A tavola anche Enzo Miccio e il Coro di Caivano

    Stasera su Rai 1 ‘La Cena di Natale’, conduce Antonella Clerici. Si celebra la cucina italiano patrimonio dell’Unesco. A tavola anche Enzo Miccio e il Coro di Caivano

    Una serata evento per celebrare il riconoscimento della Cucina Italiana Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’Unesco: martedì 23 dicembre alle 21.30 in diretta su Rai 1, Antonella Clerici conduce “Cena di Natale – La festa della cucina italiana”. Una serata con un’attenzione particolare al menu delle feste e al Natale, alle sue usanze, ai simboli, alle canzoni, al folklore e alla grande tradizione culinaria italiana.
    In uno studio dalle atmosfere tipicamente natalizie, Antonella Clerici – con il suo stile spontaneo – propone uno show coinvolgente con tanti personaggi amati dal pubblico per celebrare insieme la festa più attesa dell’anno. Molti gli ospiti e le performance inedite: numeri musicali con le più famose canzoni natalizie, momenti di divertimento e comicità, collegamenti con i volti più autorevoli della Rai, incontri e aneddoti personali e anche qualche momento di riflessione. 

    Tra gli ospiti: Al Bano con il Piccolo Coro dell’Antoniano ed il Piccolo Coro di Caivano, Alfio Bottaro, Massimo Bottura, Peppone Calabrese, Antonino Cannavacciuolo, Clementino, Carlo Conti, Salvatore De Riso, Maddalena Fossati, Mons. Mauro Gambetti, Gianluca Gazzoli, Michela Giraud, Maurizio Lastrico, Fulvio Marino, Alberto Matano, Enzo Miccio, Gianni Morandi, Nek, Noemi, Daniele Persegani e Belen Rodriguez.
    Al centro dello studio, una tavola splendidamente apparecchiata per il cenone, quest’anno ancora più scenografica, farà da collante tra i tanti momenti di spettacolo e le incursioni di Antonella nell’adiacente cucina di “È sempre mezzogiorno”. In questo ambiente, appositamente addobbato per l’evento, alcuni tra i valenti chef del programma le racconteranno i piatti più amati del pranzo e della cena di Natale e li prepareranno in diretta.

    Alla grande festa della cucina italiana parteciperà anche una corposa rappresentanza del mondo della ristorazione italiana: chef, cuochi, ristoratori e i giovani allievi delle scuole alberghiere. Questo il ricco menu di “Cena di Natale – La festa della cucina italiana”: spettacolo e intrattenimento, incontri e confidenze, tradizione e cucina. 

  • La tradizione vesuviana incontra l’innovazione, domenica 21 settembre il Panificio Margiù di Cercola riapre con nuovi servizi e prodotti

    La tradizione vesuviana incontra l’innovazione, domenica 21 settembre il Panificio Margiù di Cercola riapre con nuovi servizi e prodotti

    Cercola (Na) – A chi sarà capitato di passare davanti al civico 14 di Viale dei Platani, avrà notato come lo storico Panificio Margiù sia chiuso per ristrutturazione. Il cambiamento, tuttavia, non interesserà solo la struttura fisica del locale, bensì anche i servizi offerti alla clientela. i classici ‘Prodotti Margiù saranno riproposti, il progetto commerciale, invece, sarà rinnovato sul modello della bakery internazionale, sempre più diffuso in Italia. Questo consiste nella creazione di un ambiente multifunzionale, composto di panificio, pasticceria, gelateria, caffetteria e tavola calda, che possa rispondere ad una più vasta gamma di esigenze e adattarsi anche a quelle che sono le necessità di famiglie e lavoratori. Domenica 21 settembre è prevista l’inaugurazione che avrà inizio in tarda mattinata e proseguirà nel pomeriggio con un brindisi con la clientela, successivamente il Panificio Margiù sarà aperto in orario continuato dal martedì al sabato, dalle ore 7 alle 22, mentre la domenica e il lunedì dalle 7 alle 16.

    Sono ormai quasi 10 anni che il modello della bakery, originariamente anglosassone, riscuote un grande successo anche in Italia. La sua larga diffusione si avvale sicuramente dell’incontro tra i prodotti della tradizione italiana con le specialità europee, ma anche della capacità di adattarsi al nostro stile di vita sempre più frenetico ed esigente; tanto è vero che in concomitanza dell’arrivo di questo nuovo tipo di attività, è iniziata anche una trasformazione dei locali più tradizionali i quali, per non soccombere ad un ambiente gastronomico sempre più saturato, gli operatori del settore hanno iniziato a modernizzarsi intraprendendo, quasi sempre, proprio la strada della multifunzionalità, che ben si sposa con le esigenze del cittadino che spesso ha bisogno di trovare tutto nello stesso luogo e ad ogni orario.

  • Alessandra Bernardini si aggiudica l’ottava edizione di “San Gennà…Un Dolce per San Gennaro” by Mulino Caputo con “Pucundria – Il miracolo è nel ritorno”

    Alessandra Bernardini si aggiudica l’ottava edizione di “San Gennà…Un Dolce per San Gennaro” by Mulino Caputo con “Pucundria – Il miracolo è nel ritorno”

    Vivere al Nord e avere Napoli nel cuore. Fondere le radici, i sentimenti, l’artigianalità, la fede verso il patrono e trasformare tutto questo in un dolce dedicato a San Gennaro è il percorso che ha portato Alessandra Bernardini a creare “Pucundria – Il miracolo è nel ritorno”, con il quale si è aggiudicata l’ottava edizione del Pastry contest  “San Gennà…Un Dolce per San Gennaro” by Mulino Caputo.

    Felice ed emozionata, la pasticcera ventottenne, in forza presso il DavPastryLab di Albano Sant’Alessandro, in provincia di Bergamo, racconta la storia della sua monoporzione.

    Pucundria è un dolce dedicato a tutti i ‘fuorisede’, come me, rappresenta quel sentimento di appartenenza che ogni ragazzo custodisce quando lascia casa. Un po’ malinconico come concetto, ma molto autentico. Benché sia felice di lavorare a Bergamo, spero di tornare presto a casa e sogno di aprire una pasticceria tutta mia“.

    Per i non napoletani, la  ‘Pucundria’ è  la saudade in chiave partenopea: un insieme di rimpianto nostalgico, malinconia e lieve tristezza. 

    Partita, professionalmente, dall’Aloha Eventi di Bacoli, passata per la Chocolate Academy di Milano, Alessandra è approdata al DaVPastryLab dopo una significativa formazione accanto ad Emanuele Forcone, già Campion del Mondo di Pasticceria.

    Alessandra descrive così il suo dolce:  “Si tratta di una sfoglia di cioccolato che rappresenta la Mitra di San Gennaro, sulla quale ho disegnato il rosone del Duomo di Milano, con il desiderio di fondere i simboli delle due città. La composizione del dolce prevede una financier all’amarena, realizzata con la farina Frolla di Mulino Caputo, diplomatica al limone e vaniglia tostata, confettura di limone e fiori d’arancio, croccantino alla mandorla e coulis di amarena.”

    La vincitrice porta a casa un premio di mille euro e mille chilogrammi di farina Mulino Caputo, come stabilito dalla giuria composta dai maestri pasticcieri Sal De Riso e Sabatino Sirica, dallo chef  Gennaro Esposito e da Antimo Caputo, Ceo dell’azienda promotrice della kermesse.

    Alla Bernardini anche un riconoscimento da Santorè, azienda specializzata nella produzione di frutta candita e frutta secca, sponsor tecnico dell’evento, con un’opera in ceramica dell’artista Mate.

    La finale del contest si è svolta in una location d’eccellenza: la terrazza panoramica del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo, affacciata sul Maschio Angioino e sul porto di Napoli, con il Vesuvio a fare da sfondo.

    Per il Ceo del Mulino, Antimo Caputo: “La volontà di promuovere questo contest è nata per colmare un vuoto: San Gennaro, il più celebrato e più amato tra i protettori di Napoli, paradossalmente, non ha mai avuto un dolce a lui dedicato. Con questo concorso, abbiamo voluto stimolare la pasticceria napoletana, e non solo, a sperimentarsi nella creazione di un dolce ispirato al Santo. Anche questa edizione, come le precedenti, ha visto in gara dolci interessanti e molti pasticceri giovanissimi, addirittura un ventiduenne, come Angelo Guarino. I giovani sono molto creativi, amano mettersi in gioco e noi li sosteniamo sempre con entusiasmo”

    Molto apprezzate anche le proposte degli altri finalisti: Guglielmo Cavezza del Mommy Cafè di  Cicciano, ha presentato ‘Stregati da San Gennaro’: una pasta frolla con crema al liquore Strega, biscotto morbido alla nocciola e amarena; Giuseppe Cristofaro della Pasticceria Raffaele Barbato di Frattaminore, con il suo  ‘Oro di San Gennaro’ , una pasta brioche con crema di bufala aromatizzata allo zafferano e cremoso alle ciliegie; Benedetta D’Antuono, della Piccola Pasticceria artistica Cake Art di Sorrento, ha proposto ‘Tesoro di Napoli‘: una tartelletta di pasta frolla alle nocciole, con coulis di amarene, lemon curd  con limoni di Sorrento e glassa a specchio a base di purea di amarena e cioccolato bianco. Angelo Guarino, pastry chef de La Corte degli Dei di Palazzo Acampora, ad  Agerola, è arrivato in finale con  ‘San Gennà… penzace tu‘, una tartelletta di pasta frolla, con lamponi e crema di mandorle, mousse di yogurt glassato al lampone, bigné con cremoso al té matcha e craquelin al cioccolato; Andrea Marano , del Victor Lab di Riccione, ha presentato alla giuria ‘Sangue e lava’:  una roccia di cioccolato al latte modellata a mano, con crumble alla liquirizia, chantilly al Dulcey e inserto all’amarena; Bruno Merlonghi, primo pasticcere presso l’Aloha Eventi di Bacoli, ha presentato ‘A Speranza’, una financier rivestita con bavarese yuzu e basilico, rifinita con gel e composta di ciliegie.

    In conclusione di evento, Antimo Caputo ha dato appuntamento per il prossimo anno quando, in un’edizione straordinaria, si sfideranno tutti i vincitori delle manifestazioni precedenti per decretare il “Dolce prodigioso” per eccellenza, quello che rappresenterà San Gennaro nella pasticceria napoletana e, quindi, nazionale.

  • 7 finalisti  del contest “San Genna’… Un Dolce per San Gennaro” by Mulino Caputo. Il 9 settembre si decreterà il vincitore. Dominano i pasticcieri dell’area metropolitana di Napoli

    7 finalisti del contest “San Genna’… Un Dolce per San Gennaro” by Mulino Caputo. Il 9 settembre si decreterà il vincitore. Dominano i pasticcieri dell’area metropolitana di Napoli

    Sono sette i finalisti che si contenderanno il titolo del contest “San Genna’… Un Dolce per San Gennaro” by Mulino Caputo per il 2025: la sfida conclusiva si svolgerà il 9 settembre, a Napoli, al Roof Garden Angiò del Renaissance Naples Mediterraneo.

    I finalisti dell’ottava edizione sono: Alessandra Bernardini, aiuto pasticcere presso Dav Pastry Lab di Bergamo; Guglielmo Cavezza, titolare del Mommy Cafè di Cicciano, in provincia di Napoli; Giuseppe Cristofaro, della Pasticceria Raffaele Barbato di Frattaminore; Benedetta D’Antuono, titolare della Pasticceria Cake Art di Sorrento; Angelo Guarino, Pastry chef presso La Corte degli Dei, locanda di Palazzo Acampora, ad Agerola; Andrea Marano, pasticcere presso il Victor Lab di Riccione e Bruno Merlonghi, primo pasticciere presso Aloha Eventi di Bacoli.

    Ai partecipanti è stato richiesto di realizzare una monoporzione inedita, utilizzando una delle farine Mulino Caputo e un ingrediente di colore rosso (simbolo del miracolo del sangue di San Gennaro) e/o di colore giallo (in riferimento all’epiteto popolare “Faccia ‘ngialluta”), scelto tra quelli prodotti dall’azienda Santorè, specializzata nella lavorazione della frutta.
    “Siamo veramente orgogliosi dei risultati ottenuti da questo contest” ha dichiarato Antimo Caputo, Ad del Mulino “Felici del fatto che tra i concorrenti ci siano sempre più spesso giovani talenti: pasticceri capaci di infondere entusiasmo, estro e creatività e di apportare significativi elementi di innovazione.” La giuria tecnica, composta da: Sal De Riso, Gennaro Esposito, Sabatino Sirica e Antimo Caputo, assegnerà al primo classificato, oltre al titolo, 1000 chilogrammi di farina Mulino Caputo e un assegno da mille euro.

    Fonte Ansa.it

  • Napoli. Coca-Cola Pizza Village 2025: sei giorni di pizza, musica e cultura alla Mostra d’Oltremare dall’1 al 6 luglio

    Napoli. Coca-Cola Pizza Village 2025: sei giorni di pizza, musica e cultura alla Mostra d’Oltremare dall’1 al 6 luglio

    Napoli – Dall’1 al 6 luglio la Mostra d’Oltremare di Napoli ospiterà la XIII edizione del Coca-Cola Pizza Village, uno degli eventi gastronomici più importanti a livello internazionale, diventato simbolo della cultura partenopea e del successo della pizza italiana nel mondo.

    L’edizione 2025 è stata presentata ufficialmente questa mattina a Palazzo San Giacomo, nel corso della conferenza stampa alla quale ha preso parte il sindaco Gaetano Manfredi e l’assessora alle Politiche giovanili e al Lavoro, Chiara Marciani, insieme agli organizzatori Claudio Sebillo e Alessandro Marinacci, all’amministratore delegato di Mulino Caputo, Antimo Caputo, al presidente della Mostra d’Oltremare, Remo Minopoli, e al team di RTL 102.5. A condurre l’incontro è stato Gianni Simioli, voce storica della radio e profondo conoscitore dell’anima napoletana.

    Nato per unire cultura gastronomica e intrattenimento, Pizza Village si è affermato negli anni come un appuntamento unico, capace di coniugare artigianalità, turismo, spettacolo e partecipazione.

    Anche quest’anno, le migliori pizzerie, tra storiche e contemporanee con i nuovi interpreti, saranno presenti nel grande villaggio a ingresso gratuito, animato da masterclass, laboratori, incontri divulgativi e dal format narrativo Pizza Tales, che mette a confronto pizzaioli, territori, storie di pizza e di altri mondi.

    Al centro della scena, nuovamente il grande palco firmato RTL 102.5, media partner ufficiale, che ogni sera trasmetterà in diretta radio tv ed animerà il villaggio con live e ospiti d’eccezione, senza biglietto, senza barriere, pensati davvero per tutti.

    Tra i primi nomi trapelati: Alex Ways, Alfa, BigMama, Florinda, LDA, Napoleone, Sarah Toscano, Settembre, Tiromancino, Trigno, ai quali si aggiungeranno presto gli altri protagonisti delle hit del momento e tanti altri interpreti e voci della scena napoletana contemporanea, tra cui il vincitore di un Contest musicale che avrà l’opportunità di rientrare in uno dei calendari musicali più attesi dell’estate.

    «La XIII edizione del Pizza Village è la conferma di un appuntamento consolidato e apprezzato in città, un punto di riferimento in grado di coniugare gastronomia tipica e intrattenimento. La cornice della Mostra d’Oltremare, con i suoi ampi spazi, si è rivelata la sede ideale per ospitare eventi molto partecipati e per decongestionare aree del centro già molto frequentate. Il Pizza Village, ogni anno, si riconferma punto di incontro e confronto necessario per artigiani della pizza e appassionati: un’ottima occasione per portare in alto la cultura della pizza e favorire un dialogo costante tra tradizione e contemporaneità. È volano di crescita e sviluppo per l’economia locale, un appuntamento che, ogni anno, richiama napoletani e turisti alla partecipazione e alla condivisione, e gli spettacoli dal vivo accompagnano il buon cibo e la convivialità. Nell’anno delle celebrazioni di Napoli 2500, il Pizza Village contribuisce ad ampliare l’offerta della città, sempre più ricca e poliedrica, valorizzando l’area occidentale. Di questo ringrazio gli organizzatori e tutti i partner coinvolti per l’impegno costante. È una grande soddisfazione per tutti noi», ha affermato il sindaco Manfredi.

    «Pizza Village è una straordinaria vetrina per l’eccellenza napoletana. Non solo celebra l’antica e prestigiosa arte del pizzaiuolo, tramandata di generazione in generazione, con la genuinità del gusto e con i maestri pizzaioli che da tredici edizioni si incontrano per una kermesse che attira decine di migliaia di persone; ma è anche un grande attrattore per i napoletani e per i turisti, proponendo sei giorni di musica, cultura e conoscenza con incontri e dibattiti sulla pizza e i suoi ingredienti. Ha, inoltre, il pregio di esportare la nostra cultura in altri luoghi del mondo, a Milano come a Londra, New York e in Arabia Saudita». Così l’assessora al Turismo e alle Attività produttive, Teresa Armato.

    «Siamo molto contenti del Pizza Village che è ormai un appuntamento fisso della programmazione nella nostra città, che abbina una grande tradizione della nostra gastronomia come la pizza e tutte le eccellenze che sono dietro una buona pizza, a tanti momenti di spettacolo e intrattenimento. Per i nostri concittadini e per i turisti sarà l’occasione per apprezzare il contest e tutte le novità che propone questa edizione», ha sottolineato l’assessora Marciani. «Pizza Village è un progetto che va ben oltre il cibo, che nasce con l’obiettivo di valorizzare il brand Napoli e raccontarne l’identità attraverso un linguaggio popolare e accessibile. Agli inizi un potente volano per il turismo e l’economia locale, oggi si candida a diventare un vero e proprio ambasciatore internazionale del nostro patrimonio culturale. È per questo che siamo approdati a Milano tre anni fa e che, presto, potenzieremo la nostra presenza anche all’estero» hanno detto Claudio Sebillo e Alessandro Marinacci.

  • ‘Festival  del Panuozzo’ a Gragnano dal 22 al 24 giugno. I produttori puntano all’IGP

    ‘Festival del Panuozzo’ a Gragnano dal 22 al 24 giugno. I produttori puntano all’IGP

    Gragnano (Na) – Da domenica 22 a martedì 24 giugno, torna a Gragnano il “Festival del Panuozzo”, evento enogastronomico che dà il via all’estate gragnanese.
    In via Quarantola, undici produttori con forni a legna offriranno ai visitatori degustazioni di panuozzi, dal gusto classico (pancetta e mozzarella) alle alternative “special”, una per ogni produttore.
    Artisti di strada e dj set, laboratori per bambini e uno spazio inclusivo dedicato alle persone affette da disabilità accompagneranno i visitatori nella degustazione.

    L’evento è patrocinato dalla Città di Gragnano e dalla Regione Campania, mentre il programma completo sarà presentato nei prossimi giorni.
    “È un percorso che stiamo facendo da diversi anni – spiega il sindaco di Gragnano, Nello D’Auria – volto ad una forte valorizzazione di tutte le nostre eccellenze, tra cui il panuozzo.

    I numeri parlano chiaro: Gragnano è la capitale dell’enogastronomia e si sta trasformando sempre più in un centro d’interesse per tanti giovani che consumano il panuozzo, un prodotto sempre più incentrato sulla qualità, sulla competenza negli impasti e sulla qualità dei prodotti utilizzati per la farcitura. Quest’anno, infine, ci sarà una dedica speciale per Gianni Rossetti, che organizzò la prima Festa del Panuozzo negli anni ’90”.
    “L’obiettivo – afferma Ciro Minopoli, presidente dell’associazione produttori Panuozzo di Gragnano – è quello di ampliare l’offerta, portando il vero Panuozzo di Gragnano oltre i confini della città, partecipando ad eventi e fiere, per valorizzare un prodotto nato a nella nostra città e sempre più apprezzato in giro per la Campania e in Italia. Abbiamo già registrato un marchio, ma puntiamo al riconoscimento Igp per la difesa dell’origine del prodotto e della metodologia di realizzazione che è racchiusa in un disciplinare. Inoltre, ci stiamo muovendo in sinergia con la neonata associazione produttori Fior di latte di Gragnano e il Consorzio produttori Penisola Sorrentina DOP. Un primo step importante lo abbiamo vissuto poche settimane fa alla Fiera internazionale TuttoPizza, punto di riferimento per gli operatori del settore pizzeria. Il Panuozzo di Gragnano – conclude il presidente Minopoli – è stato ospite d’onore nello stand della Regione Campania, un’occasione preziosa per promuovere le eccellenze gastronomiche del nostro territorio e rafforzare la visibilità di Gragnano in un contesto internazionale, tra operatori, appassionati e professionisti del settore”.
        Gli stand saranno curati dalle pizzerie-panuozzerie: Mascolo 1982, Mascolo 1995, Pascarlì, Il Tris, La Valle dei Mulini, ‘O Presidente, Il Tempio, Luigi ‘o furnar, MalaInGrano e Ciccio ‘o ciccione.

  • Premio Contadino dell’anno, le storie dell’impegno. A Eruzioni del Gusto laboratori e show cooking

    Premio Contadino dell’anno, le storie dell’impegno. A Eruzioni del Gusto laboratori e show cooking

    Nei campi ad arare e a seminare, ma anche a prendersi cura del bestiame e degli attrezzi fino a far conoscenza delle nuove tecnologie per migliorare la fertilità della terra.

    Le mani sapienti dei contadini lavorano i prodotti primi, li trasformano fino a farli giungere sulla tavola. E’ così per Berardino Lombardo e Peppe Zullo, due contadini chef che hanno ricevuto una menzione speciale. Sul green carpet allestito per l’occasione, hanno speso poche parole sulla passione che da sempre distingue il loro lavoro “Mio nonno era contadino, così come mio padre. Io ho cercato di deviare ma le radici sono radici e ho messo su una azienda all’età di 40 anni e ho ripreso il loro lavoro. Ce l’hai dentro: oggi sono un contadino sereno, tranquillo e felice. Essere contadino significa saper trattare il prodotto, ho aperto un agriturismo e faccio una cucina semplice, povera e stagionale solo con i prodotti che coltivo io” dice Bernardino Lombardo che a Conca della Campania ha 25-30 ettari coltivabili. “Già da tempo cucinavo e continuo a farlo, oggi si parla molto di agrichef una figura che per me è importante perché un contadino che sa anche cucinare e un cuoco che sa fare il contadino, è il massimo” ha aggiunto Peppe Zullo che lavora a Orsara di Puglia.
       

    Tra gli ospiti anche il maestro Peppe Vessicchio che ha raccontato l’esperienza degli Orti della Musica, uno spazio dove la musica accompagna la crescita armoniosa delle piante con effetti positivi. Intervenuti in presenza e in collegamento Oscar Farinetti, padre Enzo Fortunato responsabile della comunicazione della Santa Sede, Enzo Ercolino, Beatrice Ughi collegata da New York, Luigi Cremona, Federico Samaden e Maurizio De Giovanni. Il Premio è nato da un’idea di Fofò Ferriere, Patrizia Spigno, Carmine Maione.
       

    I premiati: Mario Angrisani (decano), Gaetano Romano (pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop) Bruno Sodano e Vincenzo Egizi (custode agrobiodiversità), Vera Verrone e Simona Briganti (presidi Slow Food Vesuviani), Vincenzo Aufiero e zia Liliana (pomodoro San Marzano), Edoardo Ruggiero, Peppe Vessicchio e Michele Squitieri (Orti della musica), Antonietta Melillo (cipolla di Alife), Mimmo Barbiero (Pomodoro Riccio), Carmela Cuomo (pomodoro corbarino), Nicola Costagliola (pomodoro cannellino dei Campi Flegrei), Marianna D’Auria (pomodorino di ciollina lampadina e pendolino), Attilio Pisauro (Orti Urbani), Michele e Aniello Carbone (Orti Sociali), Francesco e Grazia Barba (Contadino delle Apulie), Padre Claudio Joris ((Frati ‘custodi’), Francesco Ammendola e Rosa Iandolo (Mercati della terra), Nello Falzarano (cipolla di Airola), Carmela Caiazzo (Generazione ‘Z’).

    Dopo l’incontro, è stato presentato il progetto PESTARE cui ha fatto seguito il laboratorio del gusto a cura di Fofò Ferriere sulle 5 varietà del Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop. Hanno partecipato al laboratorio gli chef guidati da Antonio Sorrentino Apcn e quelli guidati da Ludovico D’Urso del Dipartimento Solidarietà Emergenze Campania della Fic.

    Al pubblico pasta di Gragnano Igp con Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop, pasta e zucca napoletana col peperoncino, pasta e fagioli con il cannellino con cotenna, olio campano e pacchero ripieno di ricotta di bufala su succo di San Marzano.
       

    A Eruzioni del Gusto protagonista il mare con Feampa Campania, tra convegni e degustazione di prodotti ittici di alta qualità.

    In pomeriggio l’incontro ‘Le strade del vino di Toscana’, una narrazione scandita dalla degustazione di 5 vini che raccontano 5 diversi territori della Toscana a cura di Vetrina Toscana e Toscana Promozione Turistica in collaborazione con Federazione Strade del Vino dell’Olio e dei Sapori di Toscana con Michelangelo Tesconi. A seguire degustazione di Pane toscano Dop e Olio Toscano Igp, Testaroli al Pesto, Prosciutto Bazzone della garfagnana, Biroldo della Garfagnana (A cura di Vetrina Toscana e Toscana Promozione Turistica). Fonte Ansa.it

  • Regione Campania al Vinitaly di Verona. Convegni, masterclass e degustazioni del vino con il brand Campania

    Regione Campania al Vinitaly di Verona. Convegni, masterclass e degustazioni del vino con il brand Campania

    a Regione Campania partecipa alla 56^ edizione del Vinitaly – a Verona dal 14 al 17 aprile 2024 – con una collettiva di oltre 180 aziende dai territori protagonisti della “Campania divino”.

    Il padiglione Campania – un ampio spazio di 5800 mq – curato dall’assessorato all’Agricoltura e dall’assessorato alle Attività Produttive della Regione Campania, in collaborazione con le quattro Camere di Commercio (Napoli, Caserta, Avellino e Benevento, Salerno), ospiterà gli stand delle aziende campane raggruppati in cinque corridoi distinti in base ai territori di produzione: Irpinia, Sannio, Salerno, Caserta e Napoli.

    Il padiglione Campania “Terra di vino, storia e passione” è allestito con grafiche ispirate ai colori e alle scene degli affreschi pompeiani, che raccontano il millenario legame della regione con il vino.

    “La nostra partecipazione al Vinitaly 2024 – ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura Nicola Caputo – è incentrata sull’identità del brand “Campania”, ormai sempre più riconosciuto in Italia e all’estero, secondo la vincente strategia indicata dal presidente Vincenzo De Luca. L’enologia campana è un settore in costante crescita con oltre quattrocento aziende attive sul nostro territorio, che oggi dialogano tra loro e con le istituzioni anche attraverso nuovi strumenti, come la Cabina di Regia Vitivinicola che abbiamo istituito due anni fa proprio allo scopo di rafforzare la dimensione cooperativa del comparto, in direzione di una maggiore unitarietà nelle azioni di crescita e di marketing”.

    “Con questa edizione del Vinitaly, per la prima volta dopo oltre dieci anni – ha dichiarato l’assessore alle Attività Produttive Antonio Marchiello – la Regione Campania si è posta alla guida, in piena sintonia e con il supporto del sistema camerale, della selezione delle aziende campane garantendo un nuovo approccio unitario, non solo nella gestione degli spazi espositivi ma anche nella organizzazione delle azioni di comunicazione, consentendo di amplificare l’impatto e assicurare una presenza efficace in fiera. Ciò testimonia l’impegno della Regione Campania nel sostenere attivamente lo sviluppo e la competitività del comparto enologico, in armonia con le altre istituzioni territoriali. Continueremo a lavorare con determinazione per consolidare e ampliare queste iniziative, al fine di promuovere ulteriormente l’eccellenza dei vini made in Campania”.

    Dopo il successo dello scorso anno, torneranno protagonisti al prossimo Vinitaly i Consorzi di Tutela dei Vini campani, con uno spazio a loro dedicato nell’area centrale, la “piazza Campania”, che sarà un’affascinante agorà che ospiterà l’interessante programma di convegni e masterclass, con la partecipazione di wine experts internazionali messo a punto dalla Regione.

    Al suo interno sarà allestita anche l’Enoteca Regionale organizzata con le proposte dei 7 Consorzi di Tutela Vini (Vitica, Irpinia, Sannio, Vita Salernum Vites, Vesuvio, Campi Flegrei e Ischia, Penisola Sorrentina) che offriranno in degustazione al pubblico in formula continua, con il supporto dei sommelier specializzati dell’Ais Campania, i vini a marchio dop e igp regionali.

    Nel fitto programma di eventi va segnalato l’approfondimento dal titolo “Il vino tra passato e futuro”, in occasione degli 800 anni dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, con i professori Luigi Frusciante e Luigi Moio. Un rilievo particolare nei talk sarà dato agli scenari futuri dell’enologia regionale: dalla scoperta dei sorsi campani con anima più contemporanea, alle nuove possibilità offerte dalle attività che ruotano intorno al turismo del vino, che saranno oggetto di uno specifico focus sull’Enoturismo, con la partecipazione dell’assessore al Turismo della Regione Campania Felice Casucci e l’assessore alle Agricoltura Nicola Caputo.

    In programma anche un interessante convegno sulle infinite suggestioni e opportunità che nascono dall’incontro tra il mondo della Pizza Napoletana e il vino, con la partecipazione di noti pizzaioli campani.

    Inoltre, torna quest’anno il Premio “Ambasciatori dei vini Campani”, alla sua seconda edizione: è l’apprezzato concorso sulla miglior Carta dei vini campani nei ristoranti italiani, che lo scorso anno ha premiato 19 ristoratori nominati “ambasciatori dei vini di Campania”.

    Infine, non mancheranno in “Piazza Campania” i momenti dedicati agli abbinamenti con il cibo: dalla Mozzarella di Bufala Campana dop, a cura dell’omonimo Consorzio di Tutela, alle tipicità del “Neapolitan Street Food”.

  • I Sapori del Golfo. Maccheroncelli all’ortolana, la ricetta vegetariana  del Pastificio Leonessa

    I Sapori del Golfo. Maccheroncelli all’ortolana, la ricetta vegetariana del Pastificio Leonessa

    Il nostro viaggio nel mondo del gusto partenopeo approda a Cercola con la ricetta “Maccheroncini all’ortolana” del Pastificio Leonessa: negli anni proposta ed apprezzata dai napoletani e vesuviani. Ricetta adatta per i vegetariani.

    Ingredienti per 4 persone: 500 gr di maccheroncelli freschi; 1 zucchina, 1 melanzana, 1 peperone, 200 gr di pomodorini di collina, 100 gr di provola affumicata, 6 cucchiai di olio extravergine di oliva, basilico fresco, parmigiano reggiano grattugiato, aglio e cipolla.

    Preparazione: In un tegame metto a rosolare l’aglio ed un po’ di cipolla tritata finemente nell’olio, quando inizia ad imbiondire aggiungo le verdure tagliate alla giuliana, i pomodori, il sale e faccio cuocere coperto per circa dieci minuti, eventualmente aggiungendo un po’ d’acqua di cottura della pasta. Da parte lesso i maccheroncelli in abbondante acqua salata, li scolo al dente e li salto nel tegame unendo la provola tagliata a dadini il formaggio ed il basilico. Servo ben caldo. VINO: Falanghina.

    Vi consigliamo di utilizzare prodotti di prima qualità in questa ricetta, non deve mancare il maccheroncello prodotto dal Pastificio Leonessa; l’olio extravergine di oliva prodotto da Punzo e la provola affumicata preparata dal caseificio dei F.lli Beneduce