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Categoria: Cultura

  • Tra dicembre e gennaio l’arte non va in vacanza: tra alberi di Natale e l’arrivo della Befana ecco alcune mostre in corso in Italia 

    Tra dicembre e gennaio l’arte non va in vacanza: tra alberi di Natale e l’arrivo della Befana ecco alcune mostre in corso in Italia 

    Roma – Cinque mostre, dedicate ad alcuni dei maggiori artisti degli ultimi due secoli, dall’Impressionismo ai giorni d’oggi, dalla Sicilia alla Sardegna passando per Campania e Lazio, caratterizzeranno l’offerta delle rassegne d’arte durante la fine del 2025 e l’inizio del 2026.

    Tra l’esposizione dedicata al movimento rivoluzionario dell’arte degli Impressionisti a Sassari, in Sardegna sino al 1° febbraio 2026, e l’ultimo lavoro curato da Achille Bonito Oliva a Napoli, con l’esposizione dedicata a Joan Miró (5 dicembre ’25 – 18 aprile ’26), senza tralasciare la Sicilia con la rassegna diffusa dell’artista contemporaneo Gustavo Aceves, al parco Archeologico di Morgantina e Villa Romana del Casale; passando poi a Roma, con le esposizioni su Gauguin e Picasso al Museo della Fanteria, le proposte per i turisti italiani e stranieri che viaggiano durante le vacanze di fine anno sono molteplici e di valore.

     CAMPANIA – NAPOLI

    Apertura 5 dicembre, sino al 19 aprile ‘26

    La basilica di Santa Maria Maggiore allaPietrasanta ospiterà da sabato 5 dicembre la mostra: “Joan Miró: per poi arrivare all’anima”, prodotta eorganizzata da Navigare srl e curata da Achille Bonito Oliva con Vittoria Mainoldi. Protagonista dell’esposizione è la poetica del pittore catalano che, attraverso oltre 100 opere – quasi tutte litografie – provenienti da collezioni private, traccia il significato dell’arte per Miró: un’arte fatta di sperimentazioni, di continua ricerca, di connubio tra parola e immagine, tra arte visiva e letteratura, in un universo in cui la parola diventa plastica, si rende forma, segno e colore. Tra le opere esposte, le tavole che accompagnano i volumi I e II del catalogo ragionato delle sue litografie, alcune copertine di LP disegnate dall’artista, e la personale interpretazione del personaggio teatrale Ubu Roi creato nel 1896 da Alfred Jarry, padre della Patafisica, con alcune litografie originali a colori (1966) e una serie di riproduzioni “after” di litografie (Ed. Seat, 1987) intitolate Enfance d’Ubu, sempre ispirate alla trilogia scritta da Jarry. Di grande suggestione, infine, anche la raccolta di opere dedicate a soggetti ricorrenti nell’arte di Miró: la figura femminile, il mondo della natura, in particolare degli uccelli, e i famosi “Personnages”, figure ibride, immaginarie, collegate ad un’idea di universo e di natura primordiale.

    www.navigaresrl.com – info +(39) 351 605 1103

    SARDEGNA – SASSARI

    In corso sino al 1° febbraio 2026

    “Luce, Natura, Libertà. I Pionieri del paesaggio: da Barbizon agli Impressionisti” è il titolo della mostra in corso a Sassari al Padiglione Tavolara. L’omaggio al grande movimento artistico francese dell’Impressionismo, realizzato dall’Associazione culturale Aurea Natur con il curatore storico dell’arte Alberto Bertuzzi, include opere di artisti celebri ma anche meno noti, precursori dell’arte impressionista, attivi nel gruppo della cosiddetta Scuola di Barbizon, e quelle di artisti del rivoluzionario movimento ufficializzato con la prima esposizione del 1874 a Parigi. Sono 66 le opere esposte, quasi tutti dipinti a olio, provenienti da collezioni private italiane e francesi. Tra gli artisti in mostra: Jean Baptiste Corot e Théodore Rousseau, Claude Monet, presente con Tempesta a Sainte-Adresse, del periodo giovanile, e l’opera della maturità I pescatori di Poissy sulla Senna, uno studio preparatorio dell’opera omonima conservata al Museo del Belvedere, a Vienna. E ancora, Henri Gervex, Alfred Sisley, Eugène Boudin ma anche Narcisse Diaz de la Peña, con sei opere in mostra, e gli italiani: Giovanni Boldini, Filippo Liardo, Emilio Donnini. L’esposizione chiuderà il 1° febbraio 2026. www.aureanatur.com – info Aurea Natur – Tel.: (+39) 352 0526457

    LAZIO – ROMA

    In chiusura il 25 gennaio 2026

    Al Museo Storico della Fanteria l’arte raddoppia, con le mostre prodotte da Navigare srl, dedicate ai due grandi artisti Paul Gauguin e Pablo Picasso.  “Gauguin. Il diario di Noa Noa e altre avventure”, curata da Vincenzo Sanfo, racconta in particolare l’esperienza umana e artistica polinesiana dell’outsider francese, che tra le oltre 150 opere esposte provenienti da collezioni private, è autore delle 23 xilografie del Diario di Noa Noa (1893-94),scritto durante il suo primo soggiorno nella Polinesia francese, e di disegni, litografie e due opere a lui attribuite: l’olio su tela Femme de Tahiti (1891) e l’acquerello Paysage Tahitien. www.navigaresrl.com – Info biglietteria Mob. + (39) 351 355 8588.

    “Picasso. Il linguaggio delle idee”curata da Joan Abelló con Marco Ancora eCarlota Muiños è, invece, dedicata al genio di Malaga, grande sperimentatore e innovatore. Tra le oltre 100 opere esposte, suddivise in sei sezioni, spiccano le ceramiche realizzate a Vallauris, in Francia, e i 20 esemplari della suite Linoleos, realizzate con la tecnica dell’incisione a linoleum di cui Picasso inventò la variante “a forma persa”, oltre alle litografie per i costumi del balletto Le tricorne, e il Carnet de la Coruña, 1895, con una edizione in facsimile (1971) del carnet di 107 disegni giovanili di Picasso, prestito del Museo Picasso de La Coruña. Entrambe le mostre saranno visitabili sino al 25 gennaio 2026. www.navigaresrl.com – Info Mob. (+39) 351 355 8588.

    SICILIA – PIAZZA ARMERINA (Enna)

    Parco Archeologico di Morgantina e Villa Romana Del Casale

    In chiusura a marzo 2026

    L’esposizione diffusa “Equus Inter Lumina”, prodotta dalla società Renaissance srl, è curata da Vincenzo Sanfo e Nicola Barbatelli. La mostra dell’artista messicano Gustavo Aceves fa parte del grande progetto internazionale intitolato Lapidarium che, sino ad ora, ha fatto tappa a: Berlino, Roma, Atene, Parigi, Pechino, San Pietroburgo e Città del Messico, e ha il suo focus principale a Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, con l’esposizione, tra le varie opere, dei monumentali cavalli dell’artista, tra le quali spiccano le sculture equestri: Il Cavallo della vera CroceIl Cavallo della Discordia ed Helios. La mostra coinvolge, all’interno dell’immenso parco archeologico, anche altri tre comuni come il Comune di Aidone, Pietraperzia e Mazzarino sedi espositive di oltre 150 opere in gesso bianco realizzate dall’artista. La mostra chiuderà a fine marzo 2026. www.villaromanadelcasale.it – Info Segreteria tel.: (+39) 380 7841266

  • Davide Iodice, il mio diverso? Un angelo caduto dal cielo. Il regista vesuciano al Teatro Massimo di Cagliari con Vizita

    Davide Iodice, il mio diverso? Un angelo caduto dal cielo. Il regista vesuciano al Teatro Massimo di Cagliari con Vizita

    Una moderna favola per una riflessione sul tema della diversità e sull’accoglienza: Vizita, spettacolo di Davide Iodice, vesuviano di Pollena Trocchia e Cercola, è in cartellone il 7 dicembre alle 19 al Teatro Massimo di Cagliari dove inaugura la rassegna Questioni di Stile del Cedac Sardegna.

    Una pièce poetica e visionaria, tratta dal romanzo La Visita Meravigliosa di H.G.Wells, uno dei padri della fantascienza.
    “Questo progetto esiste da tantissimo tempo, io ho suggestioni che si accumulano nel cassetto, in attesa del momento adatto“, spiega all’ANSA Iodice, pluripremiato regista partenopeo, diplomato all’Accademia Silvio D’Amico di Roma con Andrea Camilleri, all’attivo collaborazioni con Carmelo Bene, Carlo Cecchi e con il Teatro di Leo.

    Vizita – prosegue -, con testo di Fabio Pisano, uno dei migliori drammaturghi italiani, con cui collaboro spesso, tradotto in albanese dal poeta Zija Vuka, musiche originali di Lino Cannavacciuolo, luci di Loic Hamelin e elementi scenici di Divni Gushta, produzione Teatri Migjeni e Sardegna Teatro, racconta di un prete appassionato di ornitologia, che studia gli uccelli e va a caccia per impagliarli: un giorno spara ma cade dal cielo un vero e proprio angelo dell’arte italiana”.
       

    Una storia paradossale che sembra però avere un esito quasi lieto. “Il prete lo porta nella sua canonica per curargli le ferite e l’angelo viene introdotto nella comunità, all’inizio – precisa il regista – accolto come una cosa miracolosa, un’attrazione, con uno straordinario talento per la musica, prende per la prima volta in mano un violino e suona una musica celestiale, ma poi come avviene per ciò che è strano, diverso, inizia ad apparire come mostruoso”.
        In Vizita l’angelo rappresenta lo straniero, un profugo quindi o un migrante e pone quindi la questione, più che mai attuale e scottante nell’Europa contemporanea, dell’accoglienza.
        “Nella scrittura scenica, partendo dal testo, attraverso le improvvisazioni, sono nate altre immagini – racconta Iodice – come quella di un angelo nel pollaio, una sorta di gabbia che ricorda le recinzioni dei centri di detenzione”.
        Sotto i riflettori – oltre a Pjerin Vlashi (il prete) e Fritz Selmani (l’angelo) – Nikolin Ferketa, Raimonda Markja, Rita Gjeka Kacarosi, Julinda Emiri, Jozef Shiroka, Merita Smaja, Alexander Prenga e Vladimir Doda.
        “Il teatro è un atto comunitario – chiarisce il regista, Premio Speciale Ubu 2024 per Pinocchio / che cos’è una persona? – non è un parlarsi addosso, ma una possibilità di vita più intensa, dove c’è ancora spazio per le emozioni e per la nostra fragilità”.

    Fonte: Ansa.it

  • Torna al Teatro Cilea Peppe Iodice con “Ho visto Maradona”, uno spettacolo comico e soprannaturale che rivela le verità nascoste della città di Napoli

    Torna al Teatro Cilea Peppe Iodice con “Ho visto Maradona”, uno spettacolo comico e soprannaturale che rivela le verità nascoste della città di Napoli

    Napoli – Prosegue a gonfie vele la Stagione Teatrale 2025-2026 del Teatro Cilea di Napoli. Dopo il sold out per le serate di Peppe Barra, l’esordio promettente degli allievi della Cilea Academy, l’esplosiva performance della “sciacalla” Aurora Leone e l’esilarante comicità di Ciro Ceruti, il celebre teatro del Vomero accoglie il ritorno di un amatissimo interprete della scena comica napoletana: Peppe Iodice.

    Dal 4 al 7 dicembre (repliche incluse nell’abbonamento) e, a seguito del grande interesse, dal 10 al 14 dicembre (tranne il venerdì 12) con nuove date FUORI ABBONAMENTO, andrà in scena “Ho visto Maradona”, scritto dallo stesso Iodice insieme a Francesco Burzo e Marco Critelli, per la regia di Francesco Mastandrea.

    Lo spettacolo si sviluppa da una premessa tanto semplice quanto geniale: cosa accadrebbe se Peppe Iodice, per un giorno, si trovasse a contatto con l’aldilà? Cosa racconterebbe al suo ritorno da quel luogo dove si trovano tutte le verità che forse non vediamo, o non vogliamo vedere?

    È questo l’incipit di un viaggio narrativo straordinario. Grazie a una serie di incontri soprannaturali – primo fra tutti quello con il “Piede d’Oro”, patrono laico della città di Napoli – Iodice ci rivela tutto ciò che ha visto, capito e scoperto. Gli incontri che ha fatto gli hanno finalmente aperto gli occhi, regalando al pubblico un racconto libero da ogni filtro.

    Questo espediente narrativo permette al comico napoletano di essere più libero, sincero e autentico che mai, innescando il suo talento con una visione del mondo priva di freni e convenzioni. Attorno a lui, sul palco, ci sono gli amici di sempre, ma anche ospiti indesiderati riuniti per un ultimo saluto, che si troveranno di fronte un Peppe Iodice più vivo che mai, pronto a scatenarsi e a divertire ancora una volta i suoi tantissimi fan.

    Biglietti: a partire da 25 euro.
    Prevendite: https://teatrocilea.it/spettacoli/peppe-iodice-ho-visto-maradona/
    Inizio: giovedì, venerdì e sabato ore 21; domenica ore 18.

    IL RESTO DELLA STAGIONE DEL CILEA:
    Francesco Cicchella (in “Tante belle cose” in scena dal 18 dicembre e per tutte le festività), Lina Sastri (dal 22 gennaio), Paolo Caiazzo (in “I promessi suoceri” in scena dal 5 marzo), Carlo Buccirosso (in “L’erba del vicino è sempre più verde”, in scena dal 26 marzo) e Nino Frassica (in “Novella Bella” in scena dal 30 aprile). Dal 7 maggio Biagio Izzo in “Finché giudice non ci separi”.

  • X Edizione di “Sicut Sagittae Rassegna di Musica Antica – Gran finale” con Rinaldo Alessandrini e il Concerto Italiano In programma madrigali di Claudio Monteverdi

    X Edizione di “Sicut Sagittae Rassegna di Musica Antica – Gran finale” con Rinaldo Alessandrini e il Concerto Italiano In programma madrigali di Claudio Monteverdi

    La Fondazione Il Canto di Virgilio chiude in bellezza la X Edizione della rassegna “Sicut Sagittae – rassegna di musica antica” con un evento di altissimo profilo artistico. L’appuntamento di chiusura, promosso dal MiC (Ministero della Cultura) e dalla Regione Campania, si terrà venerdì 28 novembre alle ore 20.30 presso la sede della Fondazione in via S. Chiara 10 a Napoli.

    Sul palco salirà il maestro Rinaldo Alessandrini con il suo Concerto Italiano, ensemble tra i più acclamati a livello internazionale, per un programma dal titolo emblematico: “Come veggiamo usarsi ne’ madrigali moderni”.
    Questo concerto è un invito ad attraversare il mondo poetico e sonoro del primo Seicento, un’epoca in cui la musica si fece linguaggio dell’anima e la parola, finalmente libera, trovò nelle voci e negli strumenti la sua espressione più vera e commovente.

    Il programma offre uno sguardo appassionato e approfondito sulla produzione madrigalistica di Claudio Monteverdi, spaziando dal primo all’ottavo libro. È un percorso che traccia l’evoluzione del pensiero musicale del compositore, dalla sua adesione alle correnti poetiche del tempo alla sua irrefrenabile tensione verso una nuova, dirompente espressività. Si parte dal Primo Libro, ancora permeato dell’eredità cinquecentesca, per giungere alla piena, matura consapevolezza stilistica dell’Ottavo Libro.
    In questo viaggio, Monteverdi esplora i territori dell’innovazione e dell’emozione, fondendo parola e suono in un abbraccio indissolubile che diventerà il cuore della modernità musicale.

    Una tappa cruciale di questo cammino è il Quarto Libro, dove il compositore cremonese ridefinisce radicalmente il rapporto tra musica e testo, trasformando l’armonia in un gesto teatrale e la dissonanza in parola viva e palpitante. È in questa fase che la musica diventa dramma puro, anticipando i principi della “seconda pratica” e gettando le basi per il linguaggio dell’opera.

    Accanto ai capolavori vocali di Monteverdi, il concerto propone le pagine strumentali di Giovanni Battista Fontana e Marco Uccellini, che offrono momenti di respiro e virtuosismo. Questi brani sono lo specchio di una straordinaria fioritura artistica italiana che, partendo dal madrigale, si espande verso la sonata, aprendo nuove e feconde vie alla scrittura strumentale.

    A guidare il pubblico in questo itinerario denso e vibrante sarà Rinaldo Alessandrini, fondatore e direttore del Concerto Italiano, universalmente riconosciuto come il massimo interprete e un fine “archeologo” di questo repertorio. La sua esecuzione, celebre per il rigore filologico e l’intensità espressiva, non si limita a ricostruire un suono, ma restituisce la vertigine di un’epoca in cui il suono divenne teatro e la musica, per la prima volta, si fece specchio fedele della vita interiore. Sotto la sua guida, l’amore, la perdita, la meraviglia e il desideria che abitano i versi dei poeti monteverdiani tornano a vivere e a risuonare in ogni intervallo, in ogni dissonanza, in ogni sospensione.

    Questo concerto è più di un evento musicale; è un viaggio che dal passato ci parla con urgenza al presente, ricordandoci che in Monteverdi, come in ogni arte immortale, risuona la verità più profonda dell’uomo: la sua eterna, inquieta e meravigliosa modernità.

    Biglietti
    Ingresso unico: 15 euro + diritti di prevendita disponibile sul portale www.Azzuroservice.net

  • Dal 5 dicembre all’11 gennaio “Natale a Napoli 2025”, una città in festa tra cultura, musica e comunità

    Dal 5 dicembre all’11 gennaio “Natale a Napoli 2025”, una città in festa tra cultura, musica e comunità

    NapoliIl Comune presenta “Natale a Napoli 2025”, il grande cartellone delle iniziative culturali che, dal 5 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026, trasformerà la città in un palcoscenico diffuso dedicato all’incontro, alla bellezza e alla partecipazione.
    Un cartellone ancora più ricco e articolato, in cui si intrecciano tradizione e contemporaneità, valorizzazione dei luoghi simbolici e di quelli più periferici, tra concerti, rassegne musicali e cinematografiche, spettacoli per famiglie, laboratori e grandi eventi di richiamo nazionale e internazionale, tutti con ingresso gratuito.
    Tra gli ospiti attesi: Enzo Avitabile, Eugenio Bennato, Teresa De Sio, Tony Esposito, Raphael Gualazzi, Paolo Hendel, Neri Marcorè, Beth Orton, Paolo Hendel, David Riondino, Carmen Souza e tanti altri.

    Uno dei progetti cardine della programmazione delle festività è “Altri Natali”, giunto alla sua quarta edizione, che rinnova e rafforza l’impegno dell’Amministrazione Manfredi verso l’accoglienza, l’inclusione e la coesione sociale, intesi come scelta culturale e civica. La manifestazione, che ha coinvolto attivamente associazioni ed enti del terzo settore, ha selezionato tramite un avviso pubblico 43 progetti, per una dotazione finanziaria complessiva di 555 mila euro. In programma 188 appuntamenti tra rassegne, eventi e attività laboratoriali, sviluppati e distribuiti in tutte e dieci le Municipalità.

    Il Comune di Napoli –dichiara il coordinatore delle politiche culturali Sergio Locoratolo– rinnova con convinzione il proprio impegno nel fare della cultura lo strumento principale della crescita civile della città. ‘Altri Natali’ incarna una visione che mette al centro accoglienza, inclusione e partecipazione, principi che guidano ogni nostra scelta amministrativa. Abbiamo lavorato perché la cultura raggiunga ogni quartiere, diventando occasione di incontro, di creazione di nuove sinergie e di riconoscimento delle identità locali. La valorizzazione degli spazi simbolici, la collaborazione con le Municipalità e il sostegno agli operatori culturali confermano una strategia che non è episodica, ma strutturale. La politica dei bandi pubblici, che stiamo rafforzando di anno in anno, è lo strumento attraverso cui garantiamo equità, trasparenza e continuità agli investimenti. Un passo ulteriore lo compiamo con il nuovo bando ‘Cultura Napoli 2026’: costruire un palinsesto annuale che renda la creatività locale un’autentica infrastruttura sociale ed economica. È questa la Napoli che vogliamo: una città policentrica, capace di innovare, di educare e di aprirsi al mondo, mettendo al centro i suoi cittadini”.

    La musica, cuore pulsante del “Natale a Napoli 2025”, non vive solo negli appuntamenti di “Altri Natali”, ma anche in una serie di progetti speciali che attraversano spiritualità, ricerca sonora, identità culturale, poesia e valorizzazione del patrimonio musicale cittadino. Un itinerario che accompagna pubblico e territori in un viaggio tra tradizione, contemporaneità e sperimentazione.

    Nella programmazione delle festività -osserva Ferdinando Tozzi, delegato del sindaco di Napoli per l’industria musicale e l’audiovisivo– riaffermiamo con forza la visione di ‘Napoli Città della Musica’, un progetto che poggia su diverse parole chiave, tra cui: contaminazione, città policentrica, attenzione a tutte le generazioni, inclusione e internazionalizzazione. È attraverso queste direttrici che continuiamo a costruire una Napoli capace di esprimere la propria identità musicale e culturale con uno sguardo sempre più aperto al mondo. All’interno di questa visione si inseriscono anche i due grandi appuntamenti selezionati attraverso la manifestazione d’interesse per la programmazione natalizia di ‘Napoli Città della Musica’: il concerto dei Kokoroko con gli Psychè, che porta in città un mix di sonorità afrobeat e creatività partenopea, e ‘Neapolitan Power – Dalle origini al futuro’, un tributo a James Senese e alla nostra storia musicale”.

    Ad aprire il calendario, dal 13 dicembre al 5 gennaio, è “Sacro Sud”, il festival ideato e diretto da Enzo Avitabile e prodotto da Black Tarantella. Nelle chiese di Santa Maria Donnaregina Nuova, San Pietro ad Aram, Sant’Anna dei Lombardi e San Giovanni Battista a San Giovanni a Teduccio, si alternano suoni e culture provenienti da Spagna, Romania, Gambia, Olanda, Iran e Italia, con artisti come Piñana, Balanescu Quartet, Sona Jobarteh, Ernst Reijseger, Ramin Bahrami & Massimo Mercelli e lo stesso Avitabile. Una rassegna che intreccia spiritualità e dialogo tra popoli.

    Dal 16 al 30 dicembre il percorso prosegue con “’700 – Apoteosi di Napoli Capitale della Musica”, rassegna curata dall’Associazione Domenico Scarlatti, con la direzione artistica di Enzo Amato: cinque appuntamenti nelle chiese di Santa Maria la Nova, Santissima Trinità dei Pellegrini e Donnalbina per ripercorrere la grande stagione della Scuola musicale napoletana, celebrando il secolo d’oro che ha reso la città un punto di riferimento europeo.

    Il 18 dicembre alla Rotonda Diaz arriva uno degli eventi più attesi: “Kokoroko – Psychè – Contaminazioni & Groove”, il concerto firmato da Ponderosa Music&Art. I Kokoroko, tra le realtà più influenti della nuova scena afrobeat e jazz contemporanea europea, sono i protagonisti dell’evento, che vede anche la partecipazione degli Psychè, band napoletana che fonde jazz, rock ed elettronica in un linguaggio musicale in continua evoluzione.

    Il 22 e 23 dicembre la chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato ospita “Novecento Breve – Nove poeti italiani dalla Prima Guerra Mondiale alla Caduta del Muro di Berlino”reading–spettacolo a cura di Ladoc. Il poeta Ferdinando Tricarico si confronta con la grande tradizione letteraria del secolo scorso, accompagnato dalle composizioni elettroniche dal vivo di Luca Fiorillo, in un’esperienza che intreccia voce, memoria e sperimentazione. Spazio ai versi e alle parole di Franco Fortini, Giuseppe Ungaretti, Umberto Saba, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Vittorio Sereni, Pier Paolo Pasolini, Edoardo Sanguineti e Italo Calvino.

    Dal 26 al 29 dicembre il complesso monumentale di Santa Maria la Nova ospita la terza edizione di “Racconti al Femminile”, rassegna musicale prodotta da CMN Produzioni che celebra la forza e la sensibilità delle donne nella musica. Sul palco si alternano artiste d’eccezione come Beth Orton, Ada Montellanico, Ginevra Di Marco e Indra Rios Moore, ciascuna con un percorso artistico capace di coniugare identità e ricerca.

    Il viaggio sonoro culmina il 29 dicembreal PalaVesuvio con “Neapolitan Power – Dalle origini al futuro”, spettacolo proposto da Sponda Sud. Una celebrazione del movimento musicale che dagli anni Settanta ai Duemila ha ridefinito l’identità sonora di Napoli, articolata in quattro momenti: un tributo dell’Ensemble Parthenope a due giganti come James Senese e Giuseppe Vessicchio, recentemente scomparsi; l’omaggio ai Napoli Centrale e a Senese con Pietro Santangelo; il concerto di Eugenio Bennato con la violinista russa Inna Kulikova, la cantante ucraina Juliana Pylypiuk e la pianista Natalia Shestakova, nata da padre russo e madre ucraina; e un grande finale corale che riunisce Tony Esposito, Teresa De Sio, Raiz, Fabiana Martone, Dario Sansone, Roberto Colella, Tommaso Primo, Gabriele Esposito, Gianni LaMagna, Mauro Gioia e Napoleone.

  • Napoli. Al Teatro Cilea lungo week end con “Non tutti i mali vengono per nuocere”, una commedia in due atti con Ciro Ceruti

    Napoli. Al Teatro Cilea lungo week end con “Non tutti i mali vengono per nuocere”, una commedia in due atti con Ciro Ceruti

    Prosegue con grande successo la Stagione Teatrale 2025-2026 del Teatro Cilea di Napoli. Dopo il sold out per le serate di Peppe Barra, l’esordio promettente degli allievi della Cilea Academy e l’esplosiva performance della “sciacalla” Autora Leone, che ha scelto il Cilea per l’avvio del suo nuovo tour nazionale, il cartellone prosegue con un altro grande nome della comicità partenopea.

    Dal 27 al 30 Novembre, per il quarto appuntamento della stagione, salirà sul palco Ciro Ceruti con il suo nuovo spettacolo, “Non tutti i mali vengono per nuocere“. Una commedia in due atti, scritta da Ciro Ceruti insieme a Francesco Mastandrea e Floriana De Martino e diretta dallo stesso attore comico, che promette di unire l’ironia alla riflessione sociale.

    Al fianco di Ceruti, sul palco, un cast d’eccezione: Laura Borrelli, Ludovica Artel, Floriana De Martino con la partecipazione straordinaria di Paco De Rosa.

    La commedia ci conduce in un viaggio tragicomico attraverso gli ultimi due decenni del nostro Paese. “Come raccontare gli ultimi vent’anni in un minuto? Semplice, raccontando gli ultimi quindici”. Con questo incipit, Ceruti dipinge un affresco dell’Italia dal periodo del “finto benessere” – quando “le banche erogavano mutui pure ai parcheggiatori abusivi” – fino al “botto” del 2011, quando l’intero sistema implode, provocando la caduta di “Spendilandia”.

    Commercianti, professionisti, dirigenti: il ceto medio viene abbattuto e tutto ciò che rappresentava una certezza solidificata negli anni svanisce, lasciando il posto a “eserciti di nuovi poveri”. Ma cos’è la povertà? Nel racconto di Ceruti, essa diventa “il mezzo di contrasto per scoprire quanta dignità c’è nell’animo di una persona”. La povertà mette a nudo, non solo fisicamente, “in mutande tanto per intenderci”, ma rivela la nostra essenza più profonda.

    “Lo so cosa pensate… ma io ero venuto a farmi due risate…”, sussurra l’attore al pubblico. E la risposta è proprio nella promessa dello spettacolo: è risaputo che la linea di confine che divide la tragedia e la comicità è estremamente sottile. Ciro Ceruti sa perfettamente come percorrerla, regalando al pubblico risate che non sono mai fini a sé stesse, ma che nascono dalla consapevolezza e dall’osservazione spietata e affettuosa della realtà.

    Un appuntamento da non perdere per chi vuole ridere e, allo stesso tempo, riflettere sulle contraddizioni del nostro tempo.


    Biglietti: Platea 00 euro, Galleria 00 euro.
    Inizio: giovedì, venerdì e sabato ore 21; domenica ore 18.


    IL RESTO DELLA STAGIONE DEL CILEA:
    Peppe Iodice (in “Ho visto Maradona” dal 4 dicembre e fuori abbonamento dal 10 dicembre), Francesco Cicchella (in “Tante belle cose” in scena dal 18 dicembre e per tutte le festività), Lina Sastri (dal 22 gennaio), Paolo Caiazzo (in “I promessi suoceri” in scena dal 5 marzo), Carlo Buccirosso (in “L’erba del vicino è sempre più verde”, in scena dal 26 marzo) e Nino Frassica (in “Novella Bella” in scena dal 30 aprile). Dal 7 maggio Biagio Izzo in “Finché giudice non ci separi”.

  • Gabriele Esposito annuncia il mini tour teatrale campano dal titolo “Pe’ sempe” supportato dal singolo “Chella Llà” che supera i 4 milioni di streaming

    Gabriele Esposito annuncia il mini tour teatrale campano dal titolo “Pe’ sempe” supportato dal singolo “Chella Llà” che supera i 4 milioni di streaming

    Gabriele Esposito, il giovane cantautore napoletano che continua a conquistare il pubblico con il suo sound unico, è pronto a vivere un nuovo capitolo della sua carriera: il mini tour teatrale “Pe’ Sempe”. Un progetto intimo e potente, che porterà la sua musica in alcuni dei teatri della Campania, a partire da un già Sold Out al Teatro Sannazaro di Napoli il 28 novembre prossimo.

    Il mini tour, che si snoda tra l’inverno 2025 e 2026, è accompagnato dal lancio del nuovo singolo “Chella Llà”, un brano che ha già dimostrato di toccare il cuore del pubblico, superando in poche settimane la soglia dei 4 milioni di streaming complessivi sulle piattaforme digitali.
    GUARDA E ASCOLTA
    Il videoclip – diretto da Andrea Matacena & Vincenzo “Neviconz” Succoia – è liberamente ispirato al film “Totó, Peppino e la… malafemmina”, 1956.
    Cast: Gabriele Esposito, Noemi Sales, Biagio Manna, Claudia Napolitano, Giuseppe Liguori, Gennaro Scarpato, Angela Palumbo, Riccardo Varrengia e Danilo Coppola.

    “Chella Llà” è solo il primo assaggio di ciò che verrà: nelle prossime settimane, infatti, è atteso un secondo singolo che anticiperà l’uscita di un nuovo EP, previsto per il prossimo anno. Il disco, che seguirà “Via Scarlatti” (2022) e “accurdammece vol.1” (2024), sarà ancora una volta prodotto dalla label romana Asino Dischi.

    Il tour prenderà il via ufficialmente giovedì 28 novembre con un attesissimo concerto nel prestigioso Teatro Sannazaro di Napoli, inserito cartellone della rassegna “I colori della musica”. La serata, che inizierà alle ore 21:00, è già Sold Out, a testimonianza del forte legame tra l’artista e la sua città. Sul palco, Esposito ripercorrerà i successi della sua discografia e regalerà al pubblico delle anticipazioni sui nuovi inediti.

    Il viaggio di “Pe’ Sempe” continuerà poi: venerdì 13 dicembre 2025 al Teatro Sala Roma di Nocera Inferiore (Salerno) e sabato 14 febbraio 2026 al Teatro Lendi di Sant’Arpino (Caserta), per una speciale data in occasione di San Valentino.
    Il calendario degli appuntamenti è in aggironamento.

    In occasione dell’annuncio del tour, Gabriele Esposito ha condiviso una riflessione sul significato di “Pè Sempe – Note di un amore che resta”:
    “Questo mio primo tour teatrale rappresenta la volontà di far entrare le persone ancora di più in ciò che è il motore e il sentimento del mio fare musica. Sarà un viaggio dentro ciò che non finisce mai: l’amore, la musica e i legami che restano anche quando la vita cambia forma.”

    NOTE BIOGRAFICHE

    Considerato una delle voci più promettenti e rappresentative della nuova scena musicale napoletana e italiana, Gabriele Esposito ha saputo conquistare il pubblico unendo la tradizione della sua città con un sound moderno e internazionale. Molto apprezzato dalla GenZ, il suo sound mescola pop, indie e le sonorità tradizionali napoletane, dando vita al sound “new-politan” che sta emergendo con forza. Dopo l’esperienza a XFactor10 e la pubblicazione di EP di successo, la sua scrittura autentica continua a parlare d’amore, speranza e vita vissuta, conquistando il cuore di milioni di persone.

  • Napoli. Parthenope prima di Neapolis”: inaugurata la mostra permanente

    Napoli. Parthenope prima di Neapolis”: inaugurata la mostra permanente

    Napoli – Ieri mattina, presso la stazione ANM di Monte Echia è stata inaugurata la mostra “Parthenope prima di Neapolis”, promossa dall’ Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità.

    Attraverso una serie di pannelli, che con un QR Code ripropongono in alta definizione tutta la storia dall’archeologia fino ai tempi moderni, la mostra offre al visitatore che entra e cammina nel tunnel di accesso all’ascensore un percorso alla scoperta delle origini più antiche della città.

    Un’esperienza unica che offre una panoramica sulle istituzioni e sui siti culturali presenti nell’area, oggi comodamente raggiungibili attraverso il nuovo ascensore urbano e la stazione Chiaia della linea 6.

    Il progetto espositivo è il primo risultato del tavolo tecnico che si è insediato lo scorso 20 gennaio e a cui hanno partecipato, con il coordinamento del Comune di Napoli, autorevoli rappresentanti di Napoli2500, Acqua Bene Comune Napoli, Azienda Napoletana Mobilità, Archivio di Stato di Napoli, Polizia di Stato, Polo delle Arti Caselli Palizzi, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli e Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Scuola Militare Nunziatella e FAI I luoghi del cuore, Università degli Studi di Napoli Federico II CIRICE e Dipartimento di Architettura, UniParthenope, con la partecipazione di Grandi città e Euploia Monte Echia.

    Presenti all’inaugurazione il Sindaco di Napoli e l’Assessore alle Infrastrutture e Mobilità.

    “Nel percorso che va verso la stazione abbiamo ritenuto utile far conoscere a tutti cosa c’è sopra – sottolinea l’Amministrazione – dai vasi originali con Partenope ad altri reperti di un patrimonio custodito al Mann o al British Museum, questo luogo è tra i più antichi al mondo, un mix di quasi tremila anni che attraversa tutta la storia condensata in questo posto magico. Le stazioni dell’arte assumono anche una funzione educativa e informativa, in questo modo i napoletani ed i turisti presenti in città possano conoscere meglio la straordinaria storia di Napoli e tutto quello che è avvenuto in oltre 2500 anni. L’idea di questi pannelli nella galleria di Monte Echia è utile ad apprezzare anche i numerosi monumenti che sono una testimonianza di questa storia straordinaria”.

  • Napoli.  Joan Miró celebra il Natale alla basilica della Pietrasanta

    Napoli. Joan Miró celebra il Natale alla basilica della Pietrasanta

    Napoli‘ – L’arte di Joan Miró colora il cuore di Napoli. La poetica del pittore catalano sarà protagonista della mostra Joan Miró: per poi arrivare all’anima alla basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta dal 5 dicembre al 19 aprile 2026. Organizzata da Navigare srl in collaborazione con Lapis Museum, e curata da Achille Bonito Oliva con Vittoria Mainoldi, la retrospettiva intende evidenziare, attraverso circa 120 opere – quasi tutte litografie – provenienti da collezioni private, il rapporto profondo di Miró (1893 -1983) con la parola, la grafica e le diverse tecniche della stampa.

    Nel progetto espositivo, diviso in 7 sezioni, si susseguono immagini celebri e iconiche del maestro catalano, selezionate per raccontare il significato dell’arte per Miró: un’arte fatta di sperimentazioni, di continua ricerca, di connubio tra parola e immagine, tra arte visiva e letteratura, in un universo in cui la parola diventa plastica, si rende forma, segno e colore.

    Stretto fu il rapporto che Miró coltivò con numerosi poeti e scrittori del suo tempo, personalità originali di cui Mirò illustrò diverse opere: il dadaista Tristan Tzara e il surrealista Paul Éluard, lo scrittore etnologo Michel Leiris e il sovversivo René Char, il poeta dell’amore Jacques Prévert, e l’innovatore e sperimentatore Raymond Queneau e, infine, lo scrittore e artista plastico Joan Brossa.

      Tra le sperimentazioni di Miró, la litografia occupò un ampio spazio. In mostra saranno presenti le tavole che accompagnano i volumi I e II del catalogo ragionato delle sue litografie. Tra le altre opere esposte, anche alcune copertine di LP disegnate dall’artista, e la personale interpretazione del personaggio teatrale Ubu Roi creato nel 1896 da Alfred Jarry, padre della Patafisica. Affascinato dallo spirito provocatorio e antiborghese della pièce, Miró dedica al re meschino litografie, incisioni, disegni e sculture, reinterpretandone la figura in chiave personale e simbolica. In mostra saranno presenti alcune litografie originali a colori (1966) e una serie di riproduzioni “after” di litografie (Ed. Seat, 1987) intitolate Enfance d’Ubu, sempre ispirate alla trilogia scritta da Jarry.

    Di grande suggestione, infine, anche la raccolta di opere dedicate a soggetti ricorrenti nell’arte di Miró: la figura femminile, il mondo della natura, in particolare degli uccelli, e i famosi “Personnages”, figure ibride, immaginarie, collegate ad un’idea di universo e di natura primordiale.

    La mostra sarà aperta tutti i giorni. Da lunedì al venerdì ore 9:30 – 19:30. Sabato, domenica e festivi: 9:30 – 20:30. Vendita online: ticketone.it. Info: www.navigaresrl.com/

  • “Parthenope prima di Neapolis”: Mercoledì 19 novembre la presentazione della mostra

    “Parthenope prima di Neapolis”: Mercoledì 19 novembre la presentazione della mostra

    Napoli – Domani, mercoledì 19 novembre alle ore 10:30, presso la stazione ANM di Monte Echia (Via Santa Lucia 128, angolo via Chiatamone), sarà inaugurata la mostra “Parthenope prima di Neapolis”, promossa dall’ Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità.

    La mostra propone al visitatore che entra e cammina nel tunnel di accesso all’ascensore un percorso alla scoperta delle origini più antiche della città e offre una panoramica sulle istituzioni e sui siti culturali presenti nell’area, oggi comodamente raggiungibili attraverso il nuovo ascensore urbano e la stazione Chiaia della Linea 6.

    Questo progetto espositivo è il primo risultato del tavolo tecnico che si è insediato lo scorso 20 gennaio e a cui hanno partecipato, con il coordinamento del Comune di Napoli, autorevoli rappresentanti di Napoli2500, Acqua Bene Comune Napoli, Azienda Napoletana Mobilità, Archivio di Stato di Napoli, Polizia di Stato, Polo delle Arti Caselli Palizzi, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli e Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Scuola Militare Nunziatella e FAI I luoghi del cuore, Università degli Studi di Napoli Federico II CIRICE e Dipartimento di Architettura, UniParthenope, con la partecipazione di Grandi città e Euploia Monte Echia.

    Saranno presenti il Sindaco di Napoli e l’ Assessore alle Infrastrutture e Mobilità.