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Categoria: Cronaca

  • Napoli. Lite tra due 17enni al  ‘Ponte dei Francesi’, ferite non gravi da colpi di pistola. Ricoverati all’Ospedale del Mare, indaga la Polizia di Stato

    Napoli. Lite tra due 17enni al ‘Ponte dei Francesi’, ferite non gravi da colpi di pistola. Ricoverati all’Ospedale del Mare, indaga la Polizia di Stato

    Napoli – Sarebbe riconducibile a una lite tra giovanissimi, avvenuta nella notte a Napoli, il ferimento di due ragazzi di 17 anni medicati dai sanitari dell’Ospedale del Mare di Ponticelli.

    I due hanno riportato ferite non gravi da colpi d’arma da fuoco rispettivamente alla gamba e al braccio. Agli agenti del commissariato di Ponticelli intervenuti dopo una segnalazione dell’ospedale, hanno riferito di essere stati feriti al culmine di una lite: erano in auto in via Ponte dei Francesi, quando hanno litigato con i passeggeri di un’altra vettura dalla quale, a un certo punto, sono partiti colpi di pistola.
       

    Per fare piena luce sulla vicenda sono ora in corso indagini da parte del commissariato Ponticelli e della Squadra Mobile.

    Fonte:Ansa.it

  • Napoli. Immobili pubblici occupati e trasformati in abitazioni, due persone denunciate a San Pietro a Patierno

    Napoli. Immobili pubblici occupati e trasformati in abitazioni, due persone denunciate a San Pietro a Patierno

    Napoli – Due persone sono state deferite all’Autorità Giudiziaria per occupazione abusiva di immobili pubblici, nell’ambito di un’operazione interforze ad “Alto Impatto” alla quale hanno partecipato, insieme alla Polizia di Stato e all’Arma dei Carabinieri, anche gli agenti delle unità operative Secondigliano e Tutela Edilizia e Patrimonio della Polizia Locale. I controlli sono stati avviati a seguito di alcuni esposti riguardanti l’occupazione abusiva di alloggi di proprietà pubblica e presunti abusi edilizi nel quartiere San Pietro a Patierno.

    Le due persone denunciate, oltre al reato di invasione di edifici, dovranno rispondere anche degli interventi edilizi realizzati per trasformare in abitazione un locale originariamente adibito a scantinato.

    Durante le verifiche sono stati inoltre scoperti quattro allacci abusivi alla rete elettrica e un allaccio abusivo alla rete idrica. Nei confronti dei responsabili è stato ipotizzato il reato di furto aggravato.

    L’operazione ha interessato anche gli spazi comuni e la sede stradale. Sono stati rimossi 20 motoveicoli e 30 autoveicoli in stato di abbandono che ostruivano il passaggio pedonale verso lo stabile, consentendo così di ripristinare la fruibilità dell’androne e delle aree di accesso.

    È stato inoltre rinvenuto un furgone risultato provento di furto, successivamente restituito al legittimo proprietario. Al suo interno sono stati trovati circa 500 scatoloni contenenti calzature di noti marchi di alta moda, anch’esse risultate oggetto di furto.

    Ulteriori accertamenti di natura edilizia effettuati nella stessa zona hanno permesso di individuare un manufatto abusivo realizzato su area pubblica, per il quale è stato disposto il sequestro. All’interno erano stoccate duemila paia di calzature della stessa tipologia di quelle rinvenute nel furgone. La merce è stata sequestrata e affidata a un custode giudiziario. Per questo episodio si procede per il reato di ricettazione.

  • Regione Campania. Scuola: al via il bando “IOSTUDIO” 2025/2026

    Regione Campania. Scuola: al via il bando “IOSTUDIO” 2025/2026

    Pubblicato l’Avviso per l’erogazione delle borse di studio “IoStudio” relative all’anno scolastico 2025/2026. L’iniziativa, finanziata attraverso il Fondo unico per il welfare dello studente e per il diritto allo studio, mira a sostenere attivamente le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio regionale.

    L’intervento si pone l’obiettivo strategico di contrastare il fenomeno della dispersione scolastica, agevolando l’accesso all’acquisto di libri di testo, alla mobilità studentesca e alla fruizione di servizi culturali.

    Il piano di sostegno per l’annualità 2025/2026 prevede complessivamente 27.207 borse di studio. I fondi sono messi a disposizione dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, ciascun contributo economico è pari a 250,00 euro.

    Le istanze dovranno essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale dei servizi digitali della Regione Campania.

    Sul portale istituzionale della Regione è consultabile il testo integrale dell’Avviso, contenente i requisiti di accesso legati all’indicatore ISEE, alla frequenza scolastica e alla documentazione obbligatoria richiesta.

    “Con questo bando garantiamo un supporto concreto a oltre 27mila famiglie campane. La nostra priorità è far sì che le difficoltà economiche non diventino un ostacolo insormontabile per la crescita dei ragazzi. Lavoriamo per una scuola che non lasci indietro nessuno, partendo dal presupposto che il welfare studentesco è una precondizione fondamentale per l’uguaglianza e la coesione sociale nei nostri territori”, così l’assessore all’istruzione e politiche sociali della Regione Campania , Andrea Morniroli. 

  • Trapianto fallito al Monaldi, gli ispettori del Ministero della Salute all’ospedale di Bolzano

    Trapianto fallito al Monaldi, gli ispettori del Ministero della Salute all’ospedale di Bolzano

    Sono arrivati all’ospedale di Bolzano gli ispettori inviati dal ministero della Salute per acquisire i documenti relativi alla vicenda del cuore danneggiato trapiantato a Domenico, morto al Monaldi di Napoli.

    La scorsa settimana gli ispettori avevano già svolto le stesse procedure nell’ospedale partenopeo finito al centro della bufera. Gli ispettori sono arrivati al nosocomio di Bolzano intorno alle 15 per ricostruire nei minimi dettagli tutto l’iter dell’espianto e del trasporto verso Napoli dell’organo.

    Per questo viene acquisita l’intera documentazione e vengono effettuate anche delle audizioni. Vista la sua complessità, il lavoro potrebbe protrarsi fino a domani. In queste ore c’è attesa per la decisione del gip sulla richiesta di incidente probatorio nell’inchiesta sulla morte di Domenico. Un passaggio fondamentale nel merito dell’indagine perché l’autopsia consentirà di far luce sulle cause della morte del bambino ma anche per liberare la salma e consentire la celebrazione dei funerali. Domani la Procura di Napoli conferirà inoltre l’incarico ai tecnici per analizzare i cellulari sequestrati ai 7 indagati, il cui numero potrebbe essere destinato ad aumentare.

    Il Nas di Trento infatti si era recato all’ospedale bolzanino per una serie di accertamenti. I militari si sono fatti consegnare l’elenco di tutto il personale, di tutti i livelli professionali, coinvolto nell’intera procedura di espianto e trasporto del cuore. Lì a Bolzano peraltro è stato fornito il ghiaccio secco per la conservazione del cuore che avrebbe danneggiato l’organo. Dal fronte Monaldi oggi si è fatta sentire la voce di Giuseppe Limongelli, responsabile gestione cardiologica fino a circa un mese prima del trapianto, che ha voluto fare chiarezza dopo “il clamore mediatico che stanno suscitando le sue dimissioni”.

    Ha parlato attraverso il suo legale, Gennaro Razzino: “Non ha avuto alcun ruolo, né tantomeno ricevuto informativa dai responsabili del team chirurgico e follow up trapianto pediatrico in relazione alla fase immediatamente precedente al trapianto, alla fase chirurgica e post chirurgica, motivi che gli hanno imposto di rassegnare le dimissioni dalle funzioni di responsabile della gestione cardiologica pre chirurgica”.

    E ha fatto impressione una foto che ha confermato quanto già emerso una quindicina di giorni fa: è stato utilizzato un frigo di plastica rigida, simile a quelli che si usano per tenere fresche le bibite quando si va al mare, portato da Napoli fino a Bolzano e poi riportato nel capoluogo partenopeo con un cuore che però è giunto danneggiato dal troppo freddo. Il box che appare nella foto ha il manico arancione e il colore blu. C’è una scritta a pennarello ‘S. OP. C. CHPED’ che sta per Sala operatoria Cardiochirurgia pediatrica.

    Dal Monaldi infine un’altra triste storia. Quella di un neonato di sei giorni, Christian, morto nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale il 10 dicembre del 2024. Sulla vicenda è stata aperta un’indagine: a 12 sanitari, tra medici e infermieri, è stata contestata la responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario in cooperazione. A marzo il gup deciderà sul rinvio a giudizio di 11 di loro. Il papa, Marco, denuncia: ‘volevano cremarlo ma decidemmo per l’autopsia: vogliano giustizia”.

    Fonte: Ansa.it -foto Ansa.it

  • Campania. Regione, domani a Palazzo Santa Lucia sarà presentato progetto GenerAzione CreAttiva

    Campania. Regione, domani a Palazzo Santa Lucia sarà presentato progetto GenerAzione CreAttiva

    Napoli – Venerdì 27 febbraio alle ore 11:00, a Palazzo Santa Lucia, sarà presentato il progetto GenerAzione CreAttiva, finalizzato a rafforzare la partecipazione civica e sociale delle giovani generazioni attraverso i linguaggi della creatività e l’innovazione.

    L’iniziativa, promossa dall’Osservatorio Giovani del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è finanziata dalla Regione Campania nell’ambito dell’Avviso pubblico “Misure per i Giovani”.

    Interverranno l’assessora alle Politiche giovanili della Regione Campania Fiorella Zabatta, la consigliera regionale Lucia Fortini e il coordinatore scientifico dell’Osservatorio giovani e del progetto Raffaele Savonardo

  • “I Trovatelli nelle Piazze di Napoli”: il Comune e l’ASL promuovono l’adozione consapevole al Vomero

    “I Trovatelli nelle Piazze di Napoli”: il Comune e l’ASL promuovono l’adozione consapevole al Vomero

    Napoli – Tornano i “Percorsi di adozione consapevole” con l’iniziativa “I Trovatelli nelle Piazze di Napoli”. Sabato 28 febbraio 2026, dalle ore 10:00 alle 13:00, il cuore del Vomero ospiterà un appuntamento dedicato agli amici a quattro zampe e a chi desidera accogliere un nuovo membro in famiglia.

    L’evento si terrà in Via Scarlatti (angolo Via Alvino) e vedrà la partecipazione degli operatori de “La Collina di Argo”, il Centro Comunale di Accoglienza per cani situato in Via V. Janfolla.

    Un impegno per il benessere animale

    L’iniziativa, promossa dal Comune di Napoli in collaborazione con l’ASL Napoli 1 Centro, nasce con l’obiettivo di svuotare i canili e offrire agli animali abbandonati una seconda possibilità.

    “La Collina di Argo” non è solo una struttura di accoglienza, ma un vero polo di riferimento per la cura degli animali, dove personale specializzato accompagna i futuri proprietari in percorsi di adozione guidati, garantendo che l’incontro tra cane e uomo sia basato sul rispetto e sulla conoscenza reciproca.

    Dettagli dell’appuntamento

    I cittadini interessati potranno:

    • Incontrare alcuni dei cani in cerca di casa.
    • Ricevere informazioni sui percorsi di adozione consapevole.
    • Conoscere le attività e i servizi offerti dal centro comunale.

    “Adotta un Trovatello: non è solo un atto d’amore, ma una scelta consapevole per migliorare la vita di un animale e la propria.”

  • Napoli. Polizia Locale: Controlli mirati tra Via Casanova e Piazza San Francesco a Capuana. Accertate 21 violazioni al Codice della Strada

    Napoli. Polizia Locale: Controlli mirati tra Via Casanova e Piazza San Francesco a Capuana. Accertate 21 violazioni al Codice della Strada

    Napoli – Gli agenti dell’Unità Operativa San Lorenzo hanno effettuato un servizio mirato di controllo della circolazione stradale nell’area compresa tra Via Casanova (altezza ex Pretura), l’imbocco di Piazza San Francesco a Capuana e l’inizio di Via Cesare Rosaroll. L’operazione è scaturita da specifiche segnalazioni riguardanti la pericolosità dell’incrocio, finalizzate a ridurre i fattori di rischio per pedoni e conducenti.

    I numeri dell’operazione

    L’attività di presidio ha portato al controllo di 121 veicoli, con un bilancio complessivo di 21 verbali elevati per diverse violazioni al Codice della Strada. Nel dettaglio, le sanzioni hanno riguardato:

    Revisione (Art. 80): 8 infrazioni per mancata ottemperanza alla verifica tecnica periodica.

    Guida senza patente (Art. 116): 3 violazioni accertate.

    Circolazione con veicolo sottoposto a fermo (Art. 214): 3 violazioni.

    Assicurazione obbligatoria (Art. 193): 2 veicoli privi di copertura RCA.

    Uso di smartphone alla guida (Art. 173): 2 sanzioni per l’utilizzo di apparecchi radiotelefonici.

    Documentazione e Patenti (Artt. 180 e 126): 2 violazioni per mancata esibizione dei documenti e 1 per guida con patente scaduta.

  • Napoli. Ospedale San Giovanni Bosco, nelle mani del clan, anche avvocato tra 4 arrestati. Bar, buvette, ricoveri, truffe e certificati per scarcerazioni

    Napoli. Ospedale San Giovanni Bosco, nelle mani del clan, anche avvocato tra 4 arrestati. Bar, buvette, ricoveri, truffe e certificati per scarcerazioni

    Napoli – Grazie alle minacce, ma anche attraverso prestanomi e collusioni con i dirigenti della struttura, il clan Contini teneva sotto controllo numerose attività dell’ ospedale San Giovanni Bosco di Napoli: è quanto emerso da un’ indagine del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli (coordinata dal pm della Dda partenopea Alessandra Converso), che ha portato all’ arresto di tre presunti affiliati ai Contini e di un avvocato.

    Il provvedimento del gip è stato eseguito nei confronti di tre indagati, mentre per il quarto, ritenuto legato al clan, le operazioni sono tuttora in corso.

    L’avvocato e i tre arrestati, secondo le indagini, avvalendosi di medici compiacenti, falsi testimoni e di perizie mendaci, gestivano il business delle truffe ai danni delle compagnie assicurative, simulando incidenti stradali. Il professionista, inoltre, è accusato anche avere tenuto i contatti tra i detenuti e le loro famiglie: a queste venivano versati gli stipendi della camorra, le cosiddette “mesate”.

    L’ indagine, che riguarda fatti inerenti l’ anno 2020, documenta la gestione dei servizi di bar, buvette dei distributori automatici presenti in ospedale senza pagare i canoni di locazione all’ Asl e sfruttando l’ utenza Enel. Attraverso un’associazione che fornisce il servizio di ambulanza e con la complicità di personale sanitario e parasanitario, di addetti alla vigilanza privata e di dipendenti di altre ditte che operano nel San Giovanni Bosco, usando anche minacce e violenze, sarebbero stati garantiti favori a esponenti del clan e di altri gruppi malavitosi satellite per ricoveri violando le procedure di accesso, rilascio di certificati medici falsi anche per ottenere scarcerazioni e il trasporto illegale di salme in ambulanza anziché tramite servizi funebri autorizzati.

    I reati contestati nell’ordinanza emessa dal gip su richiesta della procura di Napoli sono associazione di tipo mafioso aggravata dal carattere armato, corruzione, falsa testimonianza, false dichiarazioni all’autorità giudiziaria, falsità ideologica in atti pubblici, trasferimento fraudolento di valori, accesso abusivo a sistemi informatici, tentata estorsione, estorsione, usura, riciclaggio e autoriciclaggio.

    Tra indagati ex poliziotto, medici e ispettore Inps

    Figurano anche sei pubblici ufficiali tra le 76 persone indagate nell’ambito dell’inchiesta della Guardia di Finanza e dei Carabinieri sfociata nei quattro arresti – tra cui uno nei confronti di un avvocato – emessi da gip di Napoli su richiesta della Dda partenopea. Si tratta di un ispettore in congedo della Polizia di Stato; di un funzionario in servizio dell’Inps di Napoli; di un ex impiegato dell’Ufficio Patrimonio dell’Ospedale San Giovanni Bosco, attualmente in pensione; di un dottore e una dottoressa attualmente in servizio nel nosocomio e di un altro medico che lo era all’epoca dei fatti. Con alcuni di loro, secondo quanto emerso, l’avvocato arrestato si interfacciava anche per l’acquisizione di informazioni riservate, “in un rapporto di stretta e stabile compenetrazione con l’organizzazione criminale”.

    ‘La chiudiamo al 10%’, il sistema delle frodi assicurative dei Contini

    Dalle carte dell’inchiesta delegata dalla Dda al Nucleo Pef della Guardia di Finanza e al Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Napoli emerge un vero e proprio sistema strutturato di frodi assicurative e infiltrazioni negli appalti sanitari riconducibile all’area del clan Contini, storica componente dell’Alleanza di Secondigliano. Le intercettazioni restituiscono uno spaccato diretto e crudo del meccanismo: in una conversazione, parlando di una pratica assicurativa, uno degli indagati chiarisce che “la chiudiamo al dieci per cento”, con riferimento alla percentuale trattenuta sull’importo liquidato.

    In un altro passaggio – emerge dagli atti dell’indagine – si discute della necessità di “mettersi d’accordo prima con il liquidatore”, confermando l’esistenza di rapporti funzionali alla buona riuscita delle pratiche. Il linguaggio è tecnico, quasi aziendale: non si parla se fare la frode, ma come ripartire i margini. Sempre secondo gli atti, il sistema prevedeva anche l’attivazione o l’acquisto di polizze funzionali alla costruzione dei sinistri.

    Ma è sul fronte degli appalti dell’Asl Napoli 1 Centro che l’inchiesta assume un peso politico-amministrativo ancora maggiore: le conversazioni intercettate mostrano la preoccupazione per le iniziative di revisione avviate dalla direzione aziendale, in particolare presso l’Ospedale San Giovanni Bosco. In sintesi, “si stanno muovendo” e determinati assetti rischiano di saltare. Dalle carte emerge la percezione di un controllo consolidato su servizi strategici come pulizie e servizi ausiliari, con il timore che l’azione di risanamento possa interrompere equilibri economici radicati. Nel provvedimento trovano spazio anche le pressioni nei confronti dell’allora direttore generale Ciro Verdoliva, impegnato a rivedere affidamenti e gestione dei servizi.

    Le intimidazioni – attribuite a soggetti gravitanti nell’area del clan – si collocano temporalmente proprio mentre l’Asl interveniva sui settori considerati sensibili. Non sempre minacce esplicite, ma segnali e messaggi evocativi della forza dell’organizzazione, finalizzati a dissuadere dall’azione di bonifica. Il quadro che emerge è quello di una camorra imprenditoriale, meno visibile ma capace di infiltrarsi nei servizi pubblici, generare liquidità attraverso frodi seriali e difendere con pressioni mirate gli interessi economici consolidati. Un sistema che, secondo gli inquirenti, avrebbe saldato criminalità organizzata, imprenditoria e gestione di settori strategici della sanità pubblica.

    Fonte:Ansa.it – Foto:Ansa.it

  • Cresta su fondi Ue per la scuola, chiesto l’arresto di docenti e ricercatori. Tra gli indagati professori universitari della Federico II e dirigenti CNR di Portici e Napoli

    Cresta su fondi Ue per la scuola, chiesto l’arresto di docenti e ricercatori. Tra gli indagati professori universitari della Federico II e dirigenti CNR di Portici e Napoli

    Docenti universitari, ricercatori di enti di primo piano come il Cnr, ma anche insegnanti di istituti superiori sono tra i protagonisti dell’ultima inchiesta della Procura Europea sulla gestione illegale dei fondi comunitari destinati all’istruzione.

    Una maxi indagine partita da Palermo tre anni fa con l’arresto di una preside del quartiere Zen, scoperta a fare la cresta sul cibo della mensa scolastica e pronta a imporre alla sua scuola di acquistare pc e tablet dalla R-Sore, società di informatica, in cambio di cellulari di ultima generazione e regali per sè e i suoi familiari.

    Procede la Sezione EPPO del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo.

    Grazie alle rivelazioni di una dipendente della s.p.a complice, Alessandra Conigliaro, i pm hanno allargato l’indagine e hanno scoperto che il caso della dirigente palermitana (che nel frattempo ha patteggiato) era tutt’altro che isolato. I pm, che hanno chiesto 16 misure cautelari, parlano di “sistema perverso” attraverso il quale diversi dipendenti pubblici, docenti e dipendenti universitari agevolavano l’affidamento di forniture di beni e servizi alla Informatica Commerciale S.p.A., alla R-Store S.p.a e alla Databroker.

    Come contropartita, accumulavano dei “tesoretti”, così li definivano, che usavano per acquisti di oggetti per uso personale (per lo più cellulari e smart tv). “A fronte di atti amministrativi di tipo discrezionale a volte formalmente regolari, – scrivono i magistrati – la causa personalistica prevaleva su quella pubblicistica, lasciando spazio ad un asservimento dell’incarico pubblico svolto al fine personale”.

    Tra i docenti indagati: Corrado Leone del Centro Nazionale di Ricerca di Napoli e di Portici, Luigi Cembalo e Roberto Freda, rispettivamente professore ordinario presso il dipartimento di Scienze Agrarie dell’università di Napoli “Federico II” e assistente ricercatore dello stesso ateneo; Luciano Airaghi, responsabile del centro di formazione dell’Its fondazione Minoprio; Carlo Palmieri, presidente dell’Its Academy di Napoli ed Enrico Cafaro, docente del dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche della Federico II.

    Al centro dell’indagine c’è la R-Store S.p.a. un’azienda Apple Premium Reseller, con sede a Napoli e con più di 32 punti vendita in Italia impegnata nello sviluppo digitale, attraverso la fornitura di beni e servizi di formazione a scuole e ad enti universitari. La società si avvaleva di uno specifico team costituito da diversi referenti che facevano capo a Mario Piacenti, tra gli indagati, e intrattenevano relazioni con numerosi istituti pubblicizzando l’azienda e cercando di accaparrarsi forniture di beni e servizi, come ad esempio dispositivi digitali e software informatici.

    Personaggio chiave della vicenda è l’amministratore delegato Giancarlo Fimiani, (anche per lui sono stati chiesti i domiciliari). Una sorta di deus ex machina, così lo definiscono gli inquirenti, che sfruttava le proprie conoscenze per accaparrarsi gare, anche di notevole importo, come nel caso dell’I.T.S. “Mia Moda Campania”. Piacenti invece teneva i contatti con i dipendenti sul territorio come la palermitana Alessandra Conigliaro, gola profonda dell’inchiesta.

    Fonte e foto: Ansa.it

  • Napoli. La mamma di Domenico in Procura per depositare audio. Registrazione di una conversazione avuta con il chirurgo  del Monaldi che operò il figlio

    Napoli. La mamma di Domenico in Procura per depositare audio. Registrazione di una conversazione avuta con il chirurgo del Monaldi che operò il figlio

    Partizia Mercolino, accompagnata dal suo legale, l’avvocato Francesco Petruzzi, si è recata stamattina negli uffici della Procura per depositare la registrazione audio di una conversazione avuta con il cardiochirurgo che il 23 dicembre scorso ha impiantato al figlio, Domenico, deceduto sabato scorso, un cuore prelevato a Bolzano e giunto nel capoluogo partenopeo danneggiato.

    Il file audio è stato messo a disposizione del sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, titolare del fascicolo che vede sette indagati tra medici e paramedici per il reato di omicidio colposo in concorso. 

    Fonte:Ansa.it – Foto: Ansa.it