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Autore: Valentina Raia

  • Mezzo secolo fa, le donne in Italia iniziarono ad aprire il proprio conto corrente – A cura di Valentina Raia

    Mezzo secolo fa, le donne in Italia iniziarono ad aprire il proprio conto corrente – A cura di Valentina Raia

    Nel 1975 in Italia, le donne ottennero un diritto oggi dato per scontato: poter aprire un proprio conto corrente bancario senza il consenso del marito o del padre. Fu un passaggio storico verso l’emancipazione femminile, reso possibile dalla riforma del Diritto di Famiglia, che entrò in vigore nel settembre di quell’anno.

    Fino ad allora, infatti, il Codice Civile considerava il padre o il marito, in quanto capo di famiglia, amministratore dei beni familiari, limitando l’autonomia delle donne.

    Con la legge 151/1975 l’Italia compì un passo decisivo riconoscendo alle stesse la piena capacità giuridica e gestionale sul piano del patrimonio personale e familiare. Quella conquista aprì la strada ad una maggiore indipendenza economica e sociale per milioni di Italiane, segnando un importante cambiamento culturale.

    A mezzo secolo di distanza vi è l’occasione di riflettere sui passi compiuti e su ciò che c’è ancora da fare. Secondo alcuni studi, ad esempio, nel nostro paese la gestione attiva di strumenti finanziari come i fondi, è ancora in gran parte affidata agli uomini, anche in caso di coppie; le donne, pur essendo spesso responsabili delle spese quotidiane e del bilancio familiare sono ancora poco coinvolte in decisioni legate alla gestione del patrimonio finanziario.

    Alla base, al di là di alcuni retaggi culturali che probabilmente sono ancora duri a morire, vi è una carenza di educazione finanziaria rivolta alle donne ed anche alcuni aspetti economici concreti. Tra questi la differenza salariale che vige nel nostro paese e carriere più discontinue per le donne che limitano o ritardano la capacità di risparmio e di investimento delle stesse.

    Eppure, nel mondo delle finanze, spesso percepito come freddo, eccessivamente competitivo e dominato da logiche “aggressive”, le donne portano un valore aggiunto che va ben oltre la parità numerica.

    Aspetti ricorrenti nel mondo femminile come la capacità di mediazione, costruzione del consenso, attenzione alla condivisione, resilienza nel raggiungere gli obiettivi e la forte sensibilità sociale, sono elementi importanti in un’economia globale, sempre più interconnessa ed attenta all’impatto sociale. Pertanto, l’ingresso consapevole della componente femminile nei vari comparti del settore bancario e finanziario e la presenza nei team di consulenza finanziaria confermano la necessità di essere davvero al passo con i tempi; non per moda o per essere “politicamente corretti”, ma per creare  sinergie nuove, efficaci e di più ampie vedute; auspicando che per i prossimi cinquanta anni si vedranno gli effetti positivi di una società equa e  capace di migliorasi nella forma ma prima di tutto nella sostanza.

  • I Sapori del Golfo. Maccheroncelli all’ortolana, la ricetta vegetariana  del Pastificio Leonessa

    I Sapori del Golfo. Maccheroncelli all’ortolana, la ricetta vegetariana del Pastificio Leonessa

    Il nostro viaggio nel mondo del gusto partenopeo approda a Cercola con la ricetta “Maccheroncini all’ortolana” del Pastificio Leonessa: negli anni proposta ed apprezzata dai napoletani e vesuviani. Ricetta adatta per i vegetariani.

    Ingredienti per 4 persone: 500 gr di maccheroncelli freschi; 1 zucchina, 1 melanzana, 1 peperone, 200 gr di pomodorini di collina, 100 gr di provola affumicata, 6 cucchiai di olio extravergine di oliva, basilico fresco, parmigiano reggiano grattugiato, aglio e cipolla.

    Preparazione: In un tegame metto a rosolare l’aglio ed un po’ di cipolla tritata finemente nell’olio, quando inizia ad imbiondire aggiungo le verdure tagliate alla giuliana, i pomodori, il sale e faccio cuocere coperto per circa dieci minuti, eventualmente aggiungendo un po’ d’acqua di cottura della pasta. Da parte lesso i maccheroncelli in abbondante acqua salata, li scolo al dente e li salto nel tegame unendo la provola tagliata a dadini il formaggio ed il basilico. Servo ben caldo. VINO: Falanghina.

    Vi consigliamo di utilizzare prodotti di prima qualità in questa ricetta, non deve mancare il maccheroncello prodotto dal Pastificio Leonessa; l’olio extravergine di oliva prodotto da Punzo e la provola affumicata preparata dal caseificio dei F.lli Beneduce

  • Successo per l’8° edizione di “Gustus – Salone dell’agroalimentare, enogastronomia e tecnologia”. A Napoli alta cucina e chef  stellati

    Successo per l’8° edizione di “Gustus – Salone dell’agroalimentare, enogastronomia e tecnologia”. A Napoli alta cucina e chef stellati

    Napoli – Oggi 22 novembre 2022, si è conclusa a Napoli l’evento fieristico “GUSTUS. Expo dei sapori mediterranei”. Registrato un buon successo, incremento di espositori e di visitatori rispetto alla precedente edizione. L’organizzatore De Nigri si dice soddisfatto dei numeri registrati e propositivo per una prossima edizione.

    Il SALONE DEL GUSTO ha aperto le porte al pubblico nei giorni 20/21/22 novembre, offrendo ai visitatori svariate ed importanti vetrine delle aziende appartenenti ai settori dell’agroalimentare, dell’enogastronomia e della tecnologia.

    A detta di molti espositori la maggiore affluenza si è registrata lunedì, giorno scelto soprattutto dai ristoratori e sicuramente più favorito anche dalle condizioni climatiche; stamane, infatti, l’allerta meteo ha creato non pochi disagi in città.

    Presenti espositori di beverage, cucine professionali, tecnologie per la ristorazione, carni e salumi, vini, prodotti bio, gluten free, seafood e tanto altro.

    Abbiamo conferito con alcuni imprenditori presenti che ci hanno accolto nei loro stand, fornendoci informazioni sulle proprie aziende. Tra questi Pasquale Emanuele, responsabile degli agenti Campania dell’azienda “Like Italy Farm:  “La nostra azienda da circa sette anni a questa parte si impegna di unire due fattori, genetica ed alimentazione al fine di poter fornire al cliente carni di alta qualità, fornendo un’esperienza sensoriale unica sia in termini di gusto sia in termini di olfatto che sono fondamentali nell’ambito della ristorazione”.

    All’ interno della sala conferenze sono state affrontate varie tematiche, come la “pesca sostenibile”, con la partecipazione di alcuni rappresentanti delle Istituzioni locali e di esponenti dei vari settori interessati.

  • Napoli. Mense scolastiche, “Osservatorio dei genitori” sui pasti distribuiti. La “Vegezio” chiarisce ai nostri taccuini alcuni aspetti interessanti

    Napoli. Mense scolastiche, “Osservatorio dei genitori” sui pasti distribuiti. La “Vegezio” chiarisce ai nostri taccuini alcuni aspetti interessanti

    Napoli – Durante la scorsa settimana è scoppiata grande polemica con tanto di segnalazioni agli organi competenti circa la distribuzione dei pasti all’interno delle scuole. Soprattutto dopo la diffusione in rete di un video e di alcune foto, tanti genitori hanno manifestato la propria apprensione ed, in alcuni casi, hanno avanzato ai rappresentanti di riferimento la volontà di optare per il ritiro dei figli dal “tempo prolungato”, al fine di sentirsi più sereni.

    Abbiamo, pertanto, incontrato una delle aziende che si occupa della preparazione e distribuzione dei pasti nelle scuole cittadine, la ditta “Vegezio”, con sede in Napoli.

    Tale azienda per l’anno scolastico in corso distribuisce alle scuole della prima municipalità Chiaia- San Ferdinando- Posillipo.

    Accolti in sede, abbiamo visitato i vari locali e, nel rispetto delle norme di igiene, abbiamo osservato alcuni momenti della preparazione del menù giornaliero destinato ai più piccoli.

    Ai nostri microfoni il dott. Valerio Vegezio, referente del coordinamento operativo aziendale ed il dott. Raffaele Robertiello, tecnologo alimentare, addetto al controllo della qualità.

    • “Nei giorni scorsi in tanti abbiamo visto i video diffusi in rete che hanno allertato i genitori circa i pasti consumanti dai bambini nelle scuole, qual è la sua riflessione in merito?”
    • “La mia riflessione” – afferma il dott. Vegezio“verte innanzitutto sul fatto che i social rappresentano uno strumento utile ma talvolta molto rischioso. Siamo un’azienda favorevole al confronto, tanto è che quotidianamente cerchiamo di rispondere alle domande di coloro i quali ci contattano anche attraverso la nostra pagina facebook. Nonostante il materiale diffuso in questo caso non ci coinvolgeva direttamente, siamo rimasti basiti e sconcertati dalle scene a cui abbiamo assistito. Riteniamo che chi scrive o posta filmati debba conoscere i contenuti che sta divulgando e, nel caso delle mense, debba quanto meno informarsi circa il capitolato d’appalto e leggere le tabelle merceologiche per poter ricorrere agli addetti competenti nel caso ci siano situazioni anomale, evitando azioni che, tra le altre cose, servono poco a chiarire la situazione e magari lasciano sprovvisti in quel momento i bambini”.
    • “Alcune mamme hanno espresso, in quell’occasione, esasperazione per una situazione ripetuta già nei giorni scorsi e che, nonostante le lamentele non hanno visto migliorare, sia in termini di qualità del cibo, sia in merito alle quantità delle porzioni. Quali sono le modalità di distribuzione?”. –  
    • Le scuole” – asserisce il tecnologo Raffaele Robertiello – “non hanno tutte la medesima modalità di distribuzione; ci sono istituti che optano per la consegna di pasti già in vaschette monoporzione sigillate ed altri che prevedono il cosiddetto “scodellamento” direttamente all’interno del plesso scolastico. Il cibo viene porzionato in contenitori in acciaio inox totalmente inerte e chiusi con coperchi dello stesso materiale che permette il mantenimento della temperatura ma, al tempo stesso, la fuoriuscita di una minima parte di calore per non far creare pressione che potrebbe cuocere ulteriormente la pasta. Gli stessi contenitori vengono poi riposti nei cosiddetti polibox (recipienti in polipropilene) e chiusi immediatamente fino alla consegna. Detto ciò, mi sento di suggerire ai genitori di verificare attraverso gli esponenti della commissione mensa, ciò che i propri figli consumano senza ricorrere a forme di controlli “autogestiti”.Inoltre consiglio loro” – continua – “di dare un’occhiata alle linee guida del Ministero della Salute che ha dato disposizioni molto rigide sia al Comune di Napoli sia alla Regione Campania, sostenendo che siamo tra le regioni che stanno registrando, specie negli ultimi anni, maggiore incidenza relativa a problematiche di obesità infantile.”
    • “Sono state sollevate critiche negative un po’ in tutte le scuole, a prescindere dalla mensa di appartenenza per la famosa LASAGNA DI ZUCCA. Tanti bambini hanno lamentato che la sfoglia fosse troppo sottile, in alcuni casi dura e la zucca difficile sia a vederla che a gustarla. Cosa può dire in merito?”.
    • “Effettivamente quello della lasagna di zucca non è stato il nostro giorno migliore” – racconta il Sig. Valerio Vegezio – “Io stesso mi sono confrontato con lo chef della mia azienda e sicuramente, non appena vi sarà occasione di incontro anche con il S.I.A.N. che ci segue da anni, proveremo a chiedere la sostituzione della lasagna di zucca con una pietanza più gradevole al palato dei bambini, sempre seguendo le linee guida ed i valori nutrizionali di riferimento.”

    Alla luce di questo incontro, auspichiamo che in ogni scuola del territorio cittadino venga svolto tutto quanto possa garantire la buona nutrizione dei più piccoli, seguendo le norme vigenti ma sulla base, innanzitutto, di una grande deontologia professionale. I bambini nella scuola vivono gran parte della loro giornata e la refezione scolastica rappresenta un importante momento ai fini dell’apporto di nutrienti, dell’aggregazione e della socialità.

  • Napoli. Il mito nel mito: alla scoperta di un luogo di culto rimasto chiuso al pubblico per ben 42 anni, la Basilica di San Giovanni Maggiore

    Napoli. Il mito nel mito: alla scoperta di un luogo di culto rimasto chiuso al pubblico per ben 42 anni, la Basilica di San Giovanni Maggiore

    Napoli – La basilica di San Giovanni Maggiorè una chiesa monumentale di Napoli, situata nel centro antico della città. Rimasto chiuso per decenni a causa di lavori di restauro e indagini archeologiche, il luogo di culto è testimonianza preziosa dei principali periodi storici – artistici della città.

    Rappresenta uno dei templi più antichi di tutta la cristianità, in cui la Storia, la Fede e l’Arte risuonano all’unisono.

    Le stratificazioni presenti all’interno, dal periodo classico a quello paleocristiano, sino a quelle più recenti dei primi del ‘900, ne fanno uno dei complessi architettonici più elaborati e per questo affascinanti della città di Napoli, ricco di storia e di testimonianze archeologiche, storiche ed artistiche.

    E’ possibile ammirarne gli ipogei presenti (maggiore e minore). Dal greco ipo (sotto) geo (terra) Parlando di ambienti ipogei ci si riferisce semplicemente ad ambienti sotterranei, o cavità, che possono essere sia naturali, come le grotte di origine carsica, che artificiali.

    Quando, invece, parlando di ipogei l’aggettivo si sostantivizza ci si riferisce generalmente alle sole cavità artificiali o riadattate; di queste, è in particolare diffusa l’identificazione dell’ipogeo con il sepolcro e la catacomba, cioè con l’uso funerario o cultuale e quindi pertinenti al culto religioso.

    L’ umanista Summonte identificò la basilica come luogo di sepoltura della sirena Partenope. Le 3 versioni leggendarie della vita di Partenope, ciascuna più affascinante dell’altra. La prima narra che dopo che Ulisse si fece legare per non cadere tra le braccia delle sirene e le tre creature, tra cui Partenope si lasciarono morire; il suo corpo fu condotto da marinai sull’ isolotto di megaride dandone il nome al villaggio; la seconda versione leggendaria descrive che Partenope era una fanciulla greca innamorata di un uomo diverso da quello dato come promesso sposo da suo padre. I due decisero di scappare per vivere liberi il proprio amore e giunsero in un luogo che oggi corrisponde appunto all’isolotto di megaride. Qui furono raggiunti dalle rispettive famiglie che accettarono, quindi, la loro scelta e si sposarono. Partenope diede alla luce 12 figli che rappresentarono da quel momento in poi il popolo “partenopeo”; infine la terza ed ultima versione sulla “nostra sirena” vuole la sirena Partenope fosse solita nuotare leggiadramente lungo le coste dell’attuale Golfo di Napoli e lì si innamorò di un centauro, di nome Vesuvio.

    Cupido lanciò la freccia ma Zeus, adirato perché lui stesso era invaghito fortemente della bella sirena, trasformò il centauro in vulcano affinché Partenope potesse solo guardarlo da lontano senza poterlo più toccare. La sirenetta non potendo resistere al dolore si uccise ed il mare portò il suo corpo fino all’ isolotto di megaride dove sorse la nostra civiltà partenopea.

    Insomma un mito nel mito questa meravigliosa Basilica che fu eretta dall’imperatore Adriano come culto pagano, in onore del favorito Antinoo. Successivamente fu trasformata in Basilica cristiana dall’imperatore Costantino, come ex voto per lo scampato naufragio della figlia Costanza al ritorno di un viaggio da Costantinopoli.

    Il 22 gennaio del 320 il tempio fu consacrato da Papa Silvestro I.

    Nel VI secolo la Basilica fu arricchita di mosaici, affreschi, e suppellettili, conferendole una veste bizantina.

    Ulteriori arricchimenti furono apportati durante le dominazioni normanna ed angioina.

    È proprio a quest’ultima epoca che risale l’apertura dell’ingresso principale sulle scale che conducono a via Mezzocannone. L’allargamento delle navate laterali ed il rifacimento del transetto.

    Altre trasformazioni si ebbero poi nel ‘600 ad opera dell’architetto Dionisio Lazzari, chiamato a ristrutturare la chiesa dopo il sisma del 1635; è opera sua la cupola imponente posta tra la navata centrale e l’abside. Durante questi lavori furono rinvenute tavole marmoree della chiesa napoletana incise nel 887 ed ora conservate nel palazzo arcivescovile di Napoli.

    A causa dei terremoti del 1732 e del 1805 la chiesa fu più volte rimaneggiata. Nel 1859 furono evidenziate le precarie condizioni che portarono nel 1870 al crollo della navata destra, del transetto e della navata centrale. Il municipio avrebbe voluto radere al suolo la basilica creando una piazza più grande con un mercatino, ma Monsignor Pelella si oppose tenacemente cosicché nel 1888 fu completato il restauro della navata destra ma nel 1970 si verificò un altro importante cedimento della volta del transetto e del soffitto ottocentesco che costrinse alla chiusura della basilica per ben 42 anni. Negli anni successivi durante i lavori di restauro furono portati alla luce l’abside paleocristiana.

    Nel 2012 la Chiesa di San Giovanni Maggiore viene riaperta al pubblico e nel 2020 restituita alla comunità parrocchiale.

    Un luogo, nel cuore della città di Napoli, tra i più preziosi e degni di essere visitati ed ammirati.

  • NAPOLI.   WEEK END DEDICATO AL METODO “VIPER”. LEZIONI GRATUITE DI TECNICHE DI VING TSUN IL 19 E 20 NOVEMBRE, AL CENTRO POLISPORTIVO DI SOCCAVO. INTERVISTA AL  COORDINATORE LUCA BERTONCELLO

    NAPOLI. WEEK END DEDICATO AL METODO “VIPER”. LEZIONI GRATUITE DI TECNICHE DI VING TSUN IL 19 E 20 NOVEMBRE, AL CENTRO POLISPORTIVO DI SOCCAVO. INTERVISTA AL COORDINATORE LUCA BERTONCELLO

    Napoli – Tra una settimana, presso il Centro Polifunzionale di Soccavo si terranno lezioni di autodifesa femminile durante i giorni di sabato 19 (ORE 15-18) e domenica 20 novembre 2022 (ORE 9-12). L’ iniziativa, patrocinata in collaborazione con l’assessorato allo sport del Comune di Napoli, è promossa dalla Ving Tsun Academy.

    La Ving Tsun Academy nasce nel 1992 in Veneto” – racconta ai nostri microfoni il Coordinatore Luca Bertoncello-.  – “L’ obiettivo di questa prima edizione a Napoli che si rivolge, in questo caso, ad un pubblico prettamente femminile e totalmente gratuita” -spiega- “è quello di portare anche nel capoluogo partenopeo il nostro metodo VIPER che nasce dall’ antica disciplina marziale cinese Ving Tsun. Si è creata sin da subito una buona sinergia con le istituzioni locali e l’interesse da parte dei cittadini a questo evento si sta mostrando molto ampio. Ricevute ad oggi numerose richieste di partecipazione”.

     La leggenda narra che il Ving Tsun, il cui significato è Eterna Primavera, sia stato sviluppato da una monaca di nome Ng Mui circa 450 anni fa.

    In Italia questa arte marziale, che appartiene     al mondo del Kung Fu cinese, giunge negli anni ‘70 e viene portata avanti dal Grand Master Paul Tang, uno dei più grandi maestri viventi. Tale disciplina è adatta a donne e uomini, di ogni età e senza particolari caratteristiche fisiche. Tra le sue peculiarità vi è sicuramente l’efficacia in ambito di difesa personale. Seppur quasi sempre il concetto di difesa personale viene associato alla reazione da avere rispetto ad aggressioni esterne, risulta fondamentale anche per migliorare le difese della propria salute fisica e mentale, lavorando sul corpo in sinergia con il proprio spirito e la propria mente. Come tutte le discipline orientali l’equilibrio risulta essere il punto focale per una migliore ed efficacie prestazione; vi sono alcune caratteristiche che differenziano Il Ving Tsun da altri stili. Primo fra tutti l’utilizzo della linea retta come approccio al “combattimento” sulla corta distanza, in quanto geometricamente è la figura più adatta a fermare una possibile aggressione. Il procedere frontalmente è il miglior modo per raggiungere un punto di destinazione, da un punto di origine, nel minor tempo possibile. E’ su questo aspetto fondamentale che si basa il Ving Tsun, pertanto molto indicato per la difesa personale.

    Durante lo svolgimento delle lezioni che si terranno a Soccavo, verranno prese in considerazione e simulate, sempre in piena sicurezza, situazioni reali di attacco, quali strangolamento e la presa al polso e le partecipanti saranno allenate affinché possano uscire indenni da simili contesti. Sarà opportuno indossare abbigliamento comodo e scarpette da ginnastica e rifornirsi di acqua per idratarsi durante il corso.

    Per iscriversi è possibile chiamare o inviare un messaggio al numero 349/7517457, oppure inviando una mail a lucabertoncellovta@gmail.com.

  • Continuano le domeniche all’ insegna delle sagre in Campania. A Roccamonfina continua con gran successo  ogni week end fino al 13 novembre 2022 la sagra della Castagna e dei Funghi Porcini

    Continuano le domeniche all’ insegna delle sagre in Campania. A Roccamonfina continua con gran successo  ogni week end fino al 13 novembre 2022 la sagra della Castagna e dei Funghi Porcini

    Anche la castagna, insieme ai funghi ed alle nocciole, durante questi fine settimana autunnali, benché ancora molto caldi, continua ad essere protagonista nella nostra regione.

    Sagre sparse su tutto il territorio campano, con stand ricchi di dolci e pietanze preparate a base di questo frutto molto salutare. Le castagne risultano essere molto digeribili, se ben cotte, e ricche di fibre fondamentali per la regolare funzionalità intestinale. Non contengono glutine ed hanno un valore nutritivo molti simile a quello dei cereali; pertanto possono sostituire la parte glucidica del pasto e sono adatte in caso di celiachia.

    Rappresentano una buona fonte di prebiotici, sono utili per aumentare la vitalità dei microrganismi probiotici. Hanno, inoltre, proprietà antibatteriche ed antiossidanti, sono molto caloriche e, quindi, indicate per gli sportivi e per tutte quelle persone che hanno bisogno di aumentare l’ apporto energetico.

    Tipiche della nostra Campania le caldarroste, il cui profumo pervade le strade e soprattutto i vicoletti dei centri storici delle nostre città durante l’ autunno e tutto l’ inverno. Tanti i dolci e le crostate a base si castagne, le confetture ed i deliziosi tartufi dolci di castagne e cioccolato, le castagne lesse o cotte secondo la ricetta del monaco che, come narra la leggenda, per la prima volta preparo’ le profumate e  morbide “ castagne del prete”. Insomma buon gusto e tanta salute in questo piccolo ma  prezioso frutto autunnale.

  • Choco Italia in Tour 2022 arriva a Pompei. Dal 28 ottobre al 1 novembre in uno dei siti archeologici più famosi della Campania

    Choco Italia in Tour 2022 arriva a Pompei. Dal 28 ottobre al 1 novembre in uno dei siti archeologici più famosi della Campania

    Pompei (Na) – Il Festival dedicato agli amanti del cioccolato arriva nella città di Pompei. Quattro giorni dal 29 ottobre al 1 novembre all’ insegna del buon cioccolato. La Choco Italia in Tour fa tappa in uno dei siti archeologici più belli e rinomati della regione con 21 aziende artigianali provenienti da tutta Italia che animeranno piazza Bartolo Longo, a due passi dal famoso Santuario della Madonna del Rosario.

    Il cioccolato farà da protagonista tra tavolette, waffel , cremini di vari gusti, cioccolata calda e creazioni in varie forme e personaggi. Dall’Irpinia arriveranno mostaccioli e dolci ripieni, liquore al cioccolato ed alle castagne ma anche caramelle e marshmallow colorati. Dal Cilento, invece, arriveranno aziende specializzate in miele ed in  marmellate di fichi.

    Dalla Sicilia perverranno il buon cioccolato di Modica, i cannoli siciliani, il torrone croccante al cioccolato  e pistacchio, le cassate e la famosa pasta di mandorla.

    La Calabria sarà , invece, rappresentata dalla liquirizia di ogni tipo, da quella grezza a quella dolce, nonché panetti di liquirizia per preparare dolci e liquori alla liquirizia tipici di antiche ricette calabrese.

    Tante altre le regioni protagoniste di queste quattro dolci giornate a  Pompei. Non solo tanto cioccolato e prelibatezze del palato,ma anche musica ed allegria renderanno piacevole la partecipazione dei visitatori!

  • Napoli. Pianura, salvato, l’ uomo che minacciava di buttarsi dal cavalcavia . Dopo circa 30 ore è stato tratto in salvo,  visitato  all’ Ospedale del Mare per accertamenti.

    Napoli. Pianura, salvato, l’ uomo che minacciava di buttarsi dal cavalcavia . Dopo circa 30 ore è stato tratto in salvo, visitato all’ Ospedale del Mare per accertamenti.

    Napoli. Poche ore fa, i vigili del fuoco hanno tratto in salvo l’ uomo di 48 anni che da ieri minacciava di buttarsi dal cavalcavia del raccordo tra i quartieri di Pianura – Vomero.

    Svariati i tentativi messi in atto dai soccorritori per dissuadere l’ uomo ma fino ad oggi non c’ era stato nulla da fare, se non quello di tagliare all’ altezza dei piedi la rete di ferro  a cui era aggrappato l’ uomo, per permettergli maggiore stabilità Poi i primi segnali di cedimento ed ecco la messa in salvo. Svariati gli operatori del 118 che si sono dati il cambio da ieri , coinvolti l’ equipaggio del Loreto Crispi,  Annunziata, Pianura, Vomero e Bagnoli. Sul luogo si erano recati molti familiari dell’ uomo non appena allertati.

    La polizia municipale è stata impegnata a gestire i rallentamenti nelle strade adiacenti all’ accaduto. Pare, inoltre, non sia mancato chi incuriosito si sia fermato per fare video da postare poi sui vari social.

    Una storia che ha tenuto con il fiato sospeso la città e che fortunatamente non si è conclusa tragicamente.

  • Si è spento a Genova Franco Gatti dei “Ricchi e Poveri”,  lutto nel mondo della musica

    Si è spento a Genova Franco Gatti dei “Ricchi e Poveri”, lutto nel mondo della musica

    Il mondo della musica italiana vive il lutto per la morte di Franco Gatti, membro del famoso gruppo “ I Ricchi e Poveri”. Il cantante e musicista aveva 80 anni e  già da alcuni anni aveva abbandonato il proprio gruppo per motivi personali.

    Nato a Genova il 4 ottobre del 1942, negli anni ‘60 entra a far parte dello storico gruppo i “Ricchi e Poveri”.

     Insieme a lui il quartetto era composto da Angelo Sotgiu, Marina Occhiena e Angela Brambati. Successivamente hanno continuato in trio fino a qualche anno fa.

    Sin dagli esordi il gruppo riscuote  un grande successo ed in pochi anni scala le classifiche musicali, diventando uno dei gruppi più popolari d’Italia.

    Franco Gatti era sposato con Stefania Picasso dalla quale ha avuto due figli Federica e Alessio.

    Purtroppo quest’ultimo è venuto a mancare prematuramente nel 2013  e, proprio in conseguenza questa tragico evento, il musicista aveva deciso di ritirarsi dalla propria carriera professionale.

    Oltre all’ artista, in tanti ricorderanno di lui l’ essere discreto e molto pacato nella sua espressione. Durante le svariate partecipazioni in tv quasi entrava “in punta di piedi” ma al tempo stesso regalava al pubblico quella allegria che lo ha unito per anni ad Angela ed Angelo, non solo colleghi ma amici fraterni, i quali affranti, hanno dichiarato di aver perso un pezzo della loro vita.