Tuttovesuvio

Autore: Gaetano Busiello

  • Questa su Rai 5 – ore 21.20: “Quarant’anni senza Giancarlo Siani”. Documentario sulla storia del giornalista ucciso dalla camorra

    Questa su Rai 5 – ore 21.20: “Quarant’anni senza Giancarlo Siani”. Documentario sulla storia del giornalista ucciso dalla camorra

    Un documentario che celebra la vita, il lavoro e l’eredità civile del giovane cronista del Mattino ucciso dalla camorra a soli 26 anni. Prodotto da Combo International in collaborazione con Rai Documentari, “Quaranta anni senza Giancarlo Siani”, in onda giovedì 26 febbraio alle 21.20 su Rai 5, ripercorre la storia di Siani, assassinato la sera del 23 settembre 1985 nel quartiere Vomero di Napoli, e la straordinaria indagine che, anni dopo, ha permesso di fare luce sul suo omicidio. Per lungo tempo il caso rimase avvolto nel mistero, tra piste confuse e depistaggi. Ma nel 1993, grazie al coraggio e alla determinazione di un gruppo di giovani – magistrati, poliziotti e giornalisti – la verità iniziò ad affiorare.

    Il documentario racconta, così, la nascita e l’azione del cosiddetto “Pool Siani”: un gruppo di giornalisti del Mattino (Pietro Gargano, Pietro Perone, Giampaolo Longo, Maria Rosaria Carbone), il pubblico ministero Armando D’Alterio e il capo della squadra Mobile di Napoli Bruno Rinaldi, che in stretta collaborazione riuscirono a risalire al movente dell’omicidio in un’indagine che portò, grazie anche alle confessioni di alcuni pentiti, agli arresti di assassini e mandanti.

    La scrittura del documentario è firmata da Pietro Perone, giornalista del Mattino e testimone diretto di quegli anni, insieme a Filippo Soldi, regista e sceneggiatore già vincitore di un Nastro d’Argento e di un Globo d’Oro e finalista al David di Donatello, che ne firma anche la regia. Il documentario si avvale della partecipazione straordinaria di Toni Servillo, che presta la sua voce a Giancarlo Siani leggendo alcuni articoli agli studenti del liceo Giovan Battista Vico di Napoli, la scuola frequentata da Siani.
    Attraverso testimonianze di chi lo ha conosciuto e del pool che ne ha onorato la memoria, i materiali d’archivio e le preziose ricostruzioni grafiche a cui ha prestato la matita l’illustratore Giancarlo Caracuzzo, il documentario porta in primo piano la storia di un ragazzo che con lucidità e passione ha saputo raccontare la penetrazione della criminalità organizzata nella società e che per questo è stato messo a tacere. 
    Un racconto intenso, per ricordare Giancarlo Siani non solo come vittima di camorra, ma come simbolo di un giornalismo libero e d’impegno civile.

  • Trapianto fallito al Monaldi, gli ispettori del Ministero della Salute all’ospedale di Bolzano

    Trapianto fallito al Monaldi, gli ispettori del Ministero della Salute all’ospedale di Bolzano

    Sono arrivati all’ospedale di Bolzano gli ispettori inviati dal ministero della Salute per acquisire i documenti relativi alla vicenda del cuore danneggiato trapiantato a Domenico, morto al Monaldi di Napoli.

    La scorsa settimana gli ispettori avevano già svolto le stesse procedure nell’ospedale partenopeo finito al centro della bufera. Gli ispettori sono arrivati al nosocomio di Bolzano intorno alle 15 per ricostruire nei minimi dettagli tutto l’iter dell’espianto e del trasporto verso Napoli dell’organo.

    Per questo viene acquisita l’intera documentazione e vengono effettuate anche delle audizioni. Vista la sua complessità, il lavoro potrebbe protrarsi fino a domani. In queste ore c’è attesa per la decisione del gip sulla richiesta di incidente probatorio nell’inchiesta sulla morte di Domenico. Un passaggio fondamentale nel merito dell’indagine perché l’autopsia consentirà di far luce sulle cause della morte del bambino ma anche per liberare la salma e consentire la celebrazione dei funerali. Domani la Procura di Napoli conferirà inoltre l’incarico ai tecnici per analizzare i cellulari sequestrati ai 7 indagati, il cui numero potrebbe essere destinato ad aumentare.

    Il Nas di Trento infatti si era recato all’ospedale bolzanino per una serie di accertamenti. I militari si sono fatti consegnare l’elenco di tutto il personale, di tutti i livelli professionali, coinvolto nell’intera procedura di espianto e trasporto del cuore. Lì a Bolzano peraltro è stato fornito il ghiaccio secco per la conservazione del cuore che avrebbe danneggiato l’organo. Dal fronte Monaldi oggi si è fatta sentire la voce di Giuseppe Limongelli, responsabile gestione cardiologica fino a circa un mese prima del trapianto, che ha voluto fare chiarezza dopo “il clamore mediatico che stanno suscitando le sue dimissioni”.

    Ha parlato attraverso il suo legale, Gennaro Razzino: “Non ha avuto alcun ruolo, né tantomeno ricevuto informativa dai responsabili del team chirurgico e follow up trapianto pediatrico in relazione alla fase immediatamente precedente al trapianto, alla fase chirurgica e post chirurgica, motivi che gli hanno imposto di rassegnare le dimissioni dalle funzioni di responsabile della gestione cardiologica pre chirurgica”.

    E ha fatto impressione una foto che ha confermato quanto già emerso una quindicina di giorni fa: è stato utilizzato un frigo di plastica rigida, simile a quelli che si usano per tenere fresche le bibite quando si va al mare, portato da Napoli fino a Bolzano e poi riportato nel capoluogo partenopeo con un cuore che però è giunto danneggiato dal troppo freddo. Il box che appare nella foto ha il manico arancione e il colore blu. C’è una scritta a pennarello ‘S. OP. C. CHPED’ che sta per Sala operatoria Cardiochirurgia pediatrica.

    Dal Monaldi infine un’altra triste storia. Quella di un neonato di sei giorni, Christian, morto nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale il 10 dicembre del 2024. Sulla vicenda è stata aperta un’indagine: a 12 sanitari, tra medici e infermieri, è stata contestata la responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario in cooperazione. A marzo il gup deciderà sul rinvio a giudizio di 11 di loro. Il papa, Marco, denuncia: ‘volevano cremarlo ma decidemmo per l’autopsia: vogliano giustizia”.

    Fonte: Ansa.it -foto Ansa.it

  • Trapianto fallito al Monaldi, Raffaele Maria Pisacane: “Non resteremo a guardare, prima gli atti e dopo l’analisi concreta. Sulla salute dei bambini non si fa propaganda, ma chiarezza”

    Trapianto fallito al Monaldi, Raffaele Maria Pisacane: “Non resteremo a guardare, prima gli atti e dopo l’analisi concreta. Sulla salute dei bambini non si fa propaganda, ma chiarezza”

    Napoli “Non resteremo a guardare. Il servizio andato in onda ieri sera su Le Iene ha raccontato quella che, fino a qualche anno fa, veniva indicata come una realtà di eccellenza della trapiantologia pediatrica presso l’Ospedale Monaldi. Proprio per questo ho ritenuto doveroso attivarmi immediatamente, chiedendo formalmente l’accesso agli atti per verificare la veridicità dei numeri, dei dati e dell’organizzazione del Centro Trapianti. La trasparenza viene prima di tutto. Solo dopo un’analisi puntuale e documentale proseguiremo con interrogazioni e chiederemo eventuali provvedimenti conseguenti. Sulla salute dei bambini non si fa propaganda: si fa chiarezza.” Ecco quanto riferisce Raffaele Maria Pisacane, consigliere regionale della Campania in quota Fratelli d’Italia, a margine della messa in onda di un servizio della trasmissione de Le Iene su Italia 1 sul caso del trapianto fallito all’Ospedale Monaldi di Napoli che ha determinato la prematura scomparsa di Domenico, bimbo di Nola che ha subito il fallimento del trapianto di cuore.

    In un’azione di consapevole responsabilità Raffaele Maria Pisacane, segretario della V^ Commissione Sanità in Consiglio Regionale della Campania, ha attivato un ‘obbligato’ accesso agli atti sulla procedura adottata dai sanitari al fine di proporre un’analisi concreta rispetto al drammatico epilogo di questa vicenda sanitaria campana che sta scuotendo l’intera nazione.

  • Napoli. Disoccupati in cima al Maschio Angioino. Protesta di ‘Cantiere 167 Scampia’. Sos per 1.200 senza lavoro

    Napoli. Disoccupati in cima al Maschio Angioino. Protesta di ‘Cantiere 167 Scampia’. Sos per 1.200 senza lavoro

    Protesta dei disoccupati della lista ‘Cantiere 167 Scampia’ saliti sulle torri del Maschio Angioino a Napoli.

    I manifestanti chiedono la partenza dei tirocini formativi previsti per la loro platea, che conta piu’ di 1200 persone All’alba i disoccupati hanno così deciso di salire fino in cima al Maschio Angioino, a Napoli.
    “I tempi delle istituzioni non sono i nostri tempi, chiamiamo tutti a scendere in corteo in mattinata da Piazza del Gesù”, spiegano i promotori della protesta.
    “Partenza della sicurezza sul lavoro e dei tirocini per la platea dei 1200 disoccupati”, questa la richiesta.

    Fonte: Ansa.it

  • Volla. Commemorata dai Supereroi la ‘Guerriera in Carrozzina’  Rita Cefariello, lanciando  i palloncini rossi la mamma: “Rita ora sei libera di volare….”

    Volla. Commemorata dai Supereroi la ‘Guerriera in Carrozzina’ Rita Cefariello, lanciando i palloncini rossi la mamma: “Rita ora sei libera di volare….”

    Volla (Na) – La‘Guerriera in Carrozzina’ Rita Cefariello,eroe civile dei nostri tempi, venerdì 20 febbraio scorso, a un anno della sua prematura scomparsa, è stata ricordata nello splendido scenario della sede-parco giochi dell’associazione Supereroi. In un commovente susseguirsi di testimonianze e ricordi: si è scoperta la targa con la sua foto che immortala Rita Cefariello nel suo splendore che resterà per sempre il simbolo di cuore e lotta che ognuno nel momento in cui varcherà il meraviglioso mondo dei Supereroi non potrà mai dimenticare più.

    Oltre la presenza della famiglia di Rita e della comunità dei Supereroi, è arrivato il parroco del quartiere Don Francesco della Chiesa Immacolata di Tavernanoce, mentre dal comune di Volla hanno portato il saluto istituzionale il vicesindaco Carmine Ruotolo e l’assessore alla Pubblica Istruzione Raffaele Ascione. Presente anche il consigliere comunale volleseLino Donato. Assenti i sindaci del territorio. La sentita commemorazione è stata conclusa dal lancio dei palloncini a forma di cuore accompagnato dal messaggio di Mariarca Caldarelli, mamma di Rita, che ha:“Rita ora sei libera di volare...”

    Ecco il messaggio che ha letto Vincenza Criscuolo, presidente dell’associazione Sipereroi nel corso dell’incontro pubblico: ‘La Nostra Supereroina Senza Mantello ma che il destino ha voluto con due ali bianche
    ​”Cara Rita, è passato un anno da quando il rumore della tua battaglia si è trasformato nel silenzio del tuo volo. Ma oggi, guardandoci negli occhi qui, tra i tuoi compagni dell’Associazione, capiamo che quel silenzio non è assenza: è l’eco della tua forza che continua a spingerci avanti.
    ​Ti abbiamo chiamata Guerriera, e non era un soprannome dato per caso. Essere un ‘Supereroe’ non significa non avere ferite, ma avere il coraggio di mostrarle e di trasformarle in uno scudo per gli altri. Tu lo hai fatto ogni giorno, per te per la tua mamma e per tutti.
    ​Ti abbiamo vista scendere in piazza, sfidare il gelo dell’indifferenza e la nebbia della burocrazia. Ti abbiamo vista pretendere non favori, ma diritti che ti venivano negati. Hai lottato con una dignità che ha reso piccola ogni ingiustizia e gigante ogni tuo gesto. Sei caduta come cadono i veri eroi: in prima linea, con il cuore rivolto al domani e la mano tesa verso chi, come te, chiedeva solo di poter vivere con dignità.
    ​Purtroppo, la vita ti ha chiesto l’ultimo sacrificio, ma non ha vinto lei. No, Rita, hai vinto tu. Hai vinto perché oggi il tuo nome è sinonimo di coraggio. Hai vinto perché hai insegnato a questa associazione che non servono le gambe per camminare a testa alta, ma serve un’anima che non conosce catene.

    ​In questa immagine che oggi ti dedica il mondo, ti vediamo finalmente alzarti da quella sedia che ti stava stretta. Ti vediamo spiegare le ali e correre veloce verso l’infinito, libera da ogni peso, da ogni barriera, da ogni modulo burocratico.
    ​Rita, noi non ti dimenticheremo mai,Non lo faremo perché ogni volta che alzeremo la voce per un diritto negato, sarà la tua voce a uscire dalle nostre bocche. Ogni volta che una battaglia sembrerà troppo dura, sarà il tuo sorriso a darci la carica.

    ​Corri felice, nostra piccola, immensa Rita. La tua associazione ti saluta, ma non ti lasciera mai. Per sempre con noi. Per sempre in battaglia,per sempre al fianco della tua cara Mamma Mariarca.

    Anche Monica De Luca Bossa, una delle colonne portanti dei Supereroi, mamma della splendida Jasmine e amica di Rita con la quale ha condiviso la passione del trucco ha testimoniato un commovente episodio: “Ieri mi è successo un fatto che mi ha confermato ancora la tua presenza costante. Raccontavo a Gianni dell’appuntamento di oggi, il cane ha iniziato ad abbaiare, ho aperto la porta , c’era un palloncino bianco nel giardino con una luce all’interno . Ho pianto tanto.. ma subito dopo ho avuto una carica che solo tu potevi darmi.. Ci manchi, mi manchi, mi manca truccarti e mi manca consigliare a mamma il modo di non farti i capelli di due colori. Mi manchi piccolì... “

  • Giorgia Meloni: “L’Italia intera si stringe nel dolore per la scomparsa del piccolo Domenico, un guerriero che non sarà dimenticato. Le autorità competenti faranno piena luce su questa terribile vicenda.”

    Giorgia Meloni: “L’Italia intera si stringe nel dolore per la scomparsa del piccolo Domenico, un guerriero che non sarà dimenticato. Le autorità competenti faranno piena luce su questa terribile vicenda.”

    Roma“L’Italia intera si stringe nel dolore per la scomparsa del piccolo Domenico, un guerriero che non sarà dimenticato. Alla mamma Patrizia, al papà Antonio e a tutti i suoi cari rivolgo, a nome mio e del Governo, il più sincero abbraccio e il più profondo cordoglio. Sono certa che le autorità competenti faranno piena luce su questa terribile vicenda.”.

    Ecco le prime impressioni di Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei Ministri, subito la notizia della scomparsa del piccolo Domenico, il bimbo di Nola che è caduto sotto la procedura di un trapianto sbagliato all’Ospedale Monaldi di Napoli.

  • Volla. Un anno fa ci lasciò l’eroe civile Rita Cefariello, vittima innocente della ‘malapolitica’. La ‘Guerriera in Carrozzina’ che cadde in battaglia per difendere i diritti dei diversamente abili

    Volla. Un anno fa ci lasciò l’eroe civile Rita Cefariello, vittima innocente della ‘malapolitica’. La ‘Guerriera in Carrozzina’ che cadde in battaglia per difendere i diritti dei diversamente abili

    Volla (Na) – Un anno fa – 20 febbraio 2025 – il territorio vesuviano subì la scomparsa prematura della 21enne di Volla Rita Cefariello, la giovane social media manager dell’associazione Supereroi che scendeva in piazza, insieme alle Mamme Coraggio dei ragazzi speciali del territorio, per difendere i diritti e le tutele di tutti i diversamente abili abbandonati dalle istituzioni sotto al Vulcano. Rita Cefariello era affetta dalla SMA, una patologia degenerativa che la costrinse fin da piccola sulla sedia a rotelle e spesso attaccata ai respiratori.

    Rita Cefariello, di fatto, è una vittima innocente della ‘malapoliticae cadde in battaglia: la stroncò una brutta polmonite che ebbe origine il 21 novembre 2024, sfidando freddo e maltempo, Rita Cefariello e altri ragazzi in difficoltà sostennero eroicamente con la loro presenza fuori al municipio di Pollena Trocchia la lotta organizzata dai propri genitori – in testa la sua mamma Mariarca Caldarelli – al fine di sensibilizzare i sindaci e dirigenti dell’Ambito Sociale n.24 per vedersi finalmente liquidare i maxiarretrati del contributo dell’ Assegno di Cura. La ‘Guerriera in Carrozzina‘, però, dovette fare i conti con il suo fragile corpo che non resse il confronto con il freddo di quel maledetto giorno, resta scolpita indelebilmente nel cuore dei vesuviani, in particolare dei suoi concittadini vollesi, la gigantesca forza d’animo e il desiderio di giustizia di Rita: appassionata di musica scrittura e trucchi. Il 20 febbraio successivo, nonostante intensi cicli di terapie farmacologiche, il cuore della ‘Guerriera in Carrozzina’ si fermò definitivamente: la sua dignità e voglia di giustizia sta faticosamente camminando con le precarie forze dei suoi amici e, in particolare, nella meravigliosa struttura di via Gabriella D’Annunzio, sede dell’associazione Supereroi, presieduta da Vincenza Criscuolo, che la stessa Rita Cefariello contribuì a far nascere insieme a tutte le famiglie che lottarono per quei maledetti ritardi rispetto all’erogazione degli Assegni di Cura.

    20 febbraio 2025: Rita Cefariello divenne Eroe Civile e i sindaci di questo territorio certificarono la nascita del pessimo modello morale per una fascia tricolore nel nuovo millennio. Nessun sindaco si presentò ai funerali di Rita. Quei giorni drammatici certificarono in modo inequivocabile la condanna morale nei confronti di chi ‘spinse’ Rita Cefariello ad andare incontro all’infame destino, invece, di restare al caldo ‘travolta’ dall’amore dei suoi cari. La ‘dolce Guerriera in Carrozzina’, nonostante gli inviti dei suoi cari di restare a casa, desiderò perseguire il suo obiettivo, presenziando attivamente alle proteste e lo dichiarò a La7 nella trasmissione ‘L’Aria che tira’ in un servizio di Cristina Liguori andato in onda a inizio febbraio 2025: “…penso chi ha fatto si che ci trovassimo in queste problematiche si dovrebbe fare almeno un esame di coscienza.” Ebbene, l’appello di Rita Cefariello fu vano, a oggi parte di quegli arretrati degli assegni di cura non sono stati mai liquidati ai legittimi assegnatari – compresi quelli di Rita – e in modo imbarazzante i sindaci in carica all’epoca , componenti del Coordinamento Istituzionale dell’Ambito Territoriale n.24, non presero coscienza del disastro sociale creato, ma, addirittura, nessuno di loro si presentò ai funerali pubblici di Rita Cefariello disegnando, di fatto, il pessimo profilo morale del nuovo modello di sindaco del territorio vesuviano nel nuovo millennio. A onor di cronaca i sindaci in carica un anno fa, e purtroppo ancora oggi governano i comuni, erano e sono : Giuliano Di Costanzo – sindaco del comune di Volla – , Biagio Rossi – sindaco del comune di Cercola, Carlo Esposito – sindaco del comune di Pollena Trocchia -, e Gioacchino Madonna – sindaco del comune di Massa di Somma. Dalle sedi municipali e negli interventi pubblici, trascorso giusto un anno, il nome di Rita Cefariello è sparito alimentando un tentativo culturale, tipico di queste parti, volto a far dimenticare le nefandezze morali, e forse anche di altro livello, perpetrate dai rappresentanti delle istituzioni locali. Oggi chi si è reso protagonista della violenta lotta politica allo Stato negli Anni 80 detta la linea politica di un’amministrazione comunale, quella di Cercola, ‘soffocando’ ogni protesta per i diritti sociali in quel territorio. Solo chi non conosce la storia di questi territori si è sorpreso di un immorale approccio di questi personaggi istituzionali rispetto alla scomparsa di Rita Cefariello: Eroe Civile di questa epoca, resterà nella memoria di tutti una dimensione gigantesca di ‘Guerriera in Carrozzina’ che ha lottato con tutte le sue forze per i diritti dei diversamente abili dei territori sotto al Vulcano.

    Le inadempienze amministrative dei vari responsabili politici e amministrativi di quel periodo che indussero Rita Cefariello a scendere in piazza, invece, di concentrarsi sulle sue cure sono negli atti di questa testata giornalistica che ha narrato tutte le dinamiche di questa vicenda. Noi di TuttoVesuvio non ci fermeremo nel nostro racconto al fine di rendere viva la memoria della vera storia di questa maledetta vicenda che ha lasciato sul campo una ragazzina e i suoi sogni.

    Oggi alle ore 18,30 si ricorderà Rita Cefariello nella sede dell’Associazione Superoeroi di Volla in via Gabriele D’Annunzio.

    Foto: screen L’Aria che Tira La 7

    21 novembre 2024 – ultima foto in battaglia della ‘Guerriera in Carrozzina’ con i suoi amici fragili e le Mamme Coraggio, guidate da Mariarca Caldarelli…..

  • Napoli. Arrivati al Monaldi gli ispettori del Ministero della Salute. Team di esperti deciderà oggi su trapianto cuore nuovo al bimbo

    Napoli. Arrivati al Monaldi gli ispettori del Ministero della Salute. Team di esperti deciderà oggi su trapianto cuore nuovo al bimbo

    Napoli – Sono arrivati all’ospedale Monaldi di Napoli i cardiologi che fanno parte della task force che dovrà visitare il bimbo per decidere se sia trapiantabile.

    L’equipe è composta da Carlo Pace Napoleone dell’Ospedale Regina Margherita di Torino, Giuseppe Toscano dell’Azienda ospedaliera dell’Università di Padova, Amedeo Terzi dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Rachele Adorisio e Lorenzo Galletti dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, Guido Oppido dell’Ospedale Monaldi di Napoli. Dopo la visita ci sarà una riunione tra gli esperti in cui si deciderà se il bimbo possa essere sottoposto al trapianto. L’attesa, precisa l’ospedale, “non avrà alcuna ripercussione sul cuore del donatore in quanto compatibile con la gestione della donazione in corso”.

    Arrivati al Monaldi gli ispettori del ministero della Salute

    Sono arrivati all’ospedale Monaldi gli ispettori inviati dal ministero della Salute per acquisire tutti i documenti relativi alla vicenda del cuore danneggiato trapiantato al bambino di Napoli. Dopo l’acquisizione della documentazione a Napoli, si trasferiranno all’ospedale di Bolzano per acquisire altro materiale documentario. E’ atteso invece l’arrivo del team di esperti che dovrà valutare la compatibilità del cuore nuovo, disponibile da ieri sera, da impiantare sul bambino.

    I nodi che gli esperti dovranno valutare

    Il tempo trascorso in lista d’attesa d’urgenza, il peso corporeo e la compatibilità del gruppo sanguigno. Sono questi i tre fattori principali, sulla base dei protocolli sul trapianto di organi dl Centro nazionale trapianti, che vengono esaminati per decidere l’assegnazione di un organo da trapiantare e la fattibilità del trapianto. Nel caso del piccolo di due anni e mezzo – ricoverato al Monaldi di Napoli dopo un trapianto di un cuore risultato danneggiato – a pesare è però innanzitutto la condizione generale in cui versa a circa due mesi dal primo intervento e dopo il lungo periodo di circolazione extracorporea Ecmo cui è stato sottoposto.

    Gli esperti che si riuniranno oggi a Napoli dovranno dunque valutare vari elementi, a partire innanzitutto dal quadro clinico del piccolo e dalla sua compatibilità con l’esecuzione dell’intervento. Se fosse stabilito che il bambino è nelle condizioni cliniche di poter ricevere un nuovo trapianto, allora entrerebbero in gioco altri fattori determinanti, dal momento che ci sono anche altri bambini in lista per lo stesso cuore resosi disponibile nella tarda serata di ieri. Il primo criterio da valutare per l’assegnazione dell’organo sarebbe, sulla base dei protocolli in vigore, il tempo per il quale i piccoli pazienti sono stati nella lista urgente di attesa per un trapianto.

    Esistono infatti tre classi di gravità. Nella classe 1, definita di ‘emergenza nazionale’, sono compresi i pazienti ricoverati con almeno uno dei seguenti dispositivi: forme di assistenza ventricolare a breve termine (pompa centrifuga extracorporea, pompa meccanica, Ecmo); assistenza ventricolare sinistra con complicazioni legate al supporto quali tromboembolismo, infezioni del device, disfunzione meccanica e/o aritmie ventricolari (con instabilità emodinamica); assistenza biventricolare; cuore artificiale totale; dipendenza da ventilazione meccanica. Il piccolo rientra appunto in questa classe, essendo sottoposto ad Ecmo.

    Il secondo criterio riguarda il peso corporeo: più simile è a quello del donatore dell’organo, maggiore è la compatibilità per il trapianto. Il terzo criterio è la compatibilità del gruppo sanguigno: anche se il gruppo sanguigno di donatore e ricevente non fosse identico, la compatibilità è comunque possibile in molti casi, così come nelle trasfusioni di sangue. Dal momento che l’ospedale Monaldi ha ufficializzato la disponibilità di un cuore, ciò implica che il criterio della compatibilità sanguigna nel caso del piccolo Domenico è assodato, così come per gli altri piccoli che potrebbero eventualmente ricevere lo stesso organo. Il nodo sarà dunque valutare le condizioni generali di Domenico e – se queste fossero compatibili con l’esecuzione del trapianto – stabilire quale dei piccoli pazienti in attesa risponda al meglio ai criteri per un esito positivo del trapianto stesso, stante che tutti rientrano comunque in una condizione di urgenza.

    Fonte Ansa.it

  • Napoli.  Nucleo di Neuropsichiatria Infantile 32 di Ponticelli nel caos: bambini ‘sballottati’ in tutta la città per le visite del rinnovo del piano terapeutico, mancata sostituzione della neuropsichiatra scomparsa a settembre. Archivio in tilt

    Napoli. Nucleo di Neuropsichiatria Infantile 32 di Ponticelli nel caos: bambini ‘sballottati’ in tutta la città per le visite del rinnovo del piano terapeutico, mancata sostituzione della neuropsichiatra scomparsa a settembre. Archivio in tilt

    Napoli – Disagi e pieno caos al Nucleo Operativo di Neuropsichiatria Infantile 32 di via Walt Disney a Ponticelli, struttura sanitaria facente capo all’Asl Na 1 Centro. Noi di TuttoVesuvio, a seguito di diverse e disperate segnalazioni delle famiglie dei bambini fruitori dei servizi di questo distretto sanitario, abbiamo raccolto una serie di testimonianze dalle stesse famiglie, anche documentali, che hanno fatto emergere un quadro impietoso dello stato di salute di questo fondamentale presidio sanitario di assistenza a bambini fino a 18 anni che soffrono di gravi disturbi psichiatrici, in particolare di spettro autistico.

    Da settembre 2025 non si sostituisce la neuropsichiatra infantile Luisa Cutolo. I genitori: “Siamo sconfortati, abbiamo perso il nostro riferimento medico territoriale. A chi ci dobbiamo rivolgere?” Diverse sono state le criticità riscontrate, svetta la mancata sostituzione della neuropsichiatra Luisa Cutolo, prematuramente scomparsa nel settembre del 2025, che ‘ha lasciato’ centinaia di bambini senza un costante e necessario riferimento medico nel territorio. Al momento nella struttura di Ponticelli che accoglie i giovani pazienti anche di Barra e San Giovanni a Teduccio resta in servizio di prossimità territoriale un solo neuropsichiatra Felicia Licciardi – anche responsabile del NONPI 32, mentre in altri nuclei costituiti dall’ASL Na 1 Centro ne risultano in servizio dai 2 ai 3. . E su questo non si riesce a comprendere perchè  il direttore del Dipartimento di Salute Mentale (DSM) – ASL Napoli 1 Centro Luisa Russo tenga ancora scoperto questo ruolo su Ponticelli e ci chiediamo: ha mai disposto un ordine di servizio al fine di ‘precettare’ un neuropsichiatra per il NONPI32? La risposta al quesito farà emergere in modo plastico l’atteggiamento istituzionale dei dirigenti responsabili rispetto all’attivazione concreta di tutte le misure necessarie per affrontare questa fastidiosa emergenza sanitaria. “Siamo sconfortati, – ha dichiarato ai nostri taccuini un genitore – dopo la morte della dottoressa Cutolo siamo piombati nella preoccupazione massima. Era un punto di riferimento costante per noi, anche quando la terapia farmacologica ha mostrato delle evidenze negative sui nostri bambini, ci ha dato un grosso e fondamentale sostegno . Oggi, invece, a chi dobbiamo rivolgere?”.

    Visite per i rinnovi dei piani terapeutici effettuate in altri nuclei operativi di neuropsichiatria infantile della città. I genitori in coro: “Noi di Ponticelli Barra e San Giovanni a Teduccio non siamo cittadini di serie B rispetto a quelli del Vomero e Chiaia. Ridateci il neuropsichiatra!” Un altro disagio abbastanza fastidioso che ci hanno raccontato le famiglie del territorio di Napoli Est è relativo al fatto che i bambini affetti da gravissimi disturbi psichiatrici, precedentemente in carico alla dottoressa Luisa Cutolo, vengono ‘sballottati’ per la città in diversi nuclei operativi di neuropsichiatria infantile dell’ASL Na1Centro per l’effettuazione della visita obbligatoria relativa al rinnovo del piano terapeutico di durata semestrale. In questi mesi tantissime famiglie, ribadiamo quelle che avevano i loro bambini in carico alla neuropsichiatra infantile Cutolo, si sono viste scadere il piano terapeutico per il proprio bambino, in diverse si sono lamentate di un forte ritardo sulla scadenza del piano terapeutico: fatto che ha inciso abbastanza sulla efficacia delle terapie. Le famiglie sono state avvertite telefonicamente dalla segreteria del NONPI32 o dagli educatori e terapisti del centro che hanno comunicato luogo e data delle visite necessarie per ottenere il rinnovo del piano terapeutico che si effettuano in diversi nuclei territoriali dell’ASL NA 1 Centro dislocati lungo la città: dal Vomero a Secondigliano, passando per il Corso Voittorio Emanuele.“Non possiamo essere trattati in questo modo, – ha spiegato un genitore – questo accade perchè non abbiamo il neuropsichiatra a Ponticelli, la scorsa settimana mi sono dovuta assentare dal lavoro , pagare una persona per farmi accompagnare al Vomero per effettuare la visita di mia figlia per il rinnovo del piano terapeutico. Assurdo!”. “Anche se la patologia di mia figlia non è molto grave, – ha commentato un altro genitore – rispetto agli altri casi che sto ascoltando in questi giorni, purtroppo, mi è scaduto a novembre il piano terapeutico di mia figlia che vive in un’età preadolescenziale, quindi, molto delicata, sono dovuta andare in un centro privato ed effettuare le terapie a mie spese. Non è giusto che lo Stato, in questo caso l’ASL, ci neghi i nostri diritti. Sto chiamando da settimane, dicono che mi chiamano e non mi chiamano ancora.” Ecco la testimonianza di un altro genitore sul disagio che avverte nel trasportare il suo figlio affetto dal disturbo dello spetto autistico: “La scorsa settimana mi sono anticipato rispetto all’orario che l’ASL mi ha riferito al fine di non fare ritardo e non sono riuscito a trattenere le agitazioni di mio figlio che è andato in escandescenza, non ha retto l’attesa. Ci assentiamo dal lavoro, affrontiamo il disagio dell’attesa e degli spostamenti: tutto questo perchè?”. Tali testimonianze rilasciate con una notevole dignità fotografano una volontà di lottare per i propri diritti, coniugata con una punta di rabbia, che alla fine potrebbe determinare tensione sociale nei quartieri già sconvolti dalla morsa della criminalità organizzata. Al momento sembra che ogni Nucleo Territoriale di Napoli avrebbe dato disponibilità al NONPI 32 di Ponticelli solo 8 visite al mese per i pazienti della Cutolo, dato che , al netto dei disagi per gli spostamenti cittadini, fa ritardare enormemente i tempi di effettuazione della visita per il rinnovo del piano terapeutico. Comunque, la voce unanime rispetto al disagio degli spostamenti per le visite da Ponticelli Barra e San Giovanni a Teduccio l’appello è unanime: “Noi non siamo cittadini di serie B rispetto a quelli del Vomero e Chiaia!”

    Stranezze procedurali sui modelli di rinnovo del piano terapeutico. I NONPI27 del Vomero e NONPI 24 di Corso Vittorio Emanuele utilizzano modelli del NONPI 32 di Ponticelli. Mentre a i NONPI di Secondigliano e Piazza Nazionale utilizzano modelli propri: perchè questa diversità? Dalla raccolta dei disperati racconti delle famiglie sulla vicenda in questione che mettono in viva preoccupazione il futuro e la serenità di questi nuclei familiari sono emerse diverse stranezze sul piano procedurale amministrativo: diversi modelli di rinnovo ( rilasciata una copia anche ai genitori .d.r.) di piano terapeutici per i bambini appartenenti territorialmente al NONPI 32 di Ponticelli di via Walt Disney sono stati rinnovati , naturalmente dopo l’effettuazione della visita in un altro centro, in particolare quelli del NONPI 27 Vomero e del NONPI 24 Corso Vittorio Emanuele, compare la firma del neuropsichiatra di quel centro territoriale, ma ‘clamorosamente’ su carta intestata del NONPI32. Mentre, invece, in un caso specifico abbiamo notato che il NONPI di piazza Nazionale ha fatto sottoscrivere il piano terapeutico per un bambino arrivato da Ponticelli su carta intestata propria del centro: perchè queste disparità procedurali? Risulterebbe tutto regolare? E su questa vicenda c’è una testimonianza interessante di un altro genitore: “Io sono a conoscenza, la prego non mi faccia dire chi me l’ha riferito, che la carta intestata dal NONPI 32 al NONPI dove ho effettuato la visita viaggia sulla mail di corrispondenza tra i due centri territoriali…” Naturalmente, tale informazione l’abbiamo verificata e risulterebbe veritiera.

    Da Ponticelli a visite in altri nuclei operativi, arrivano anche i terapisti ed educatori con la cartella clinica: risulterebbe regolare? Si preoccupano i genitori. Sempre a margine delle testimonianze dei familiari dei bambini affetti da gravi disturbi psichiatrici sballottati in tutta la città emerge un altro caso curioso raccontato da un altro genitore:“Sono preoccupata per un altro fatto, ero al Vomero per la visita per il rinnovo terapeutico di mio figlio e il terapista che è arrivato dal NONPI 32 di Ponticelli ha portato il fascicolo della cartella clinica a mano. E io mi sono chiesto se la cartella clinica, ovvero la storia sanitaria di mio figlio si perde di chi è la responsabilità? Però a me interessa altro: come risaliamo alla storia terapeutica e patologica di mio figlio in caso di smarrtimento dei documenti? Come risulta possibile applicare tutta questa leggerezza nei nostri confronti ?” La testimonianza di questo genitore è stata supportata da altri che hanno raccontato la stessa criticità aprendo, di fatto, una seria riflessione sul fatto che, in assenza al NONPI32 del fascicolo sanitario digitale del paziente, stiamo al cospetto di un altro disagio che coinvolge il NONPI32 di Ponticelli. Altri due quesiti ci poniamo noi di TuttoVesuvio: chi autorizza i terapisti e gli educatori del NONPI 32 di Ponticelli a effettuare queste trasferte cittadine? Nel contratto di assunzione dei terapisti e degli educatori sono previste anche queste assunzioni di responsabilità rispetto alla custodia della cartella clinica? E, infine, se un terapista o educatore si infortuna durante il tragitto che lo porta all’altro Nucleo Territoriale di Neuropsichiatra Infantile è assicurato da polizze speciali?

    Archivio al NONPI 32 nel caos. Cassetti contenenti documenti preziosi sparsi per la stanza, sotto l’occhio deluso dell’utente. Una foto/testimonianza – pubblicata in evidenza – risale a uno scatto effettuato da un genitore seduto nella sala di attesa posta di fronte l’accettazione del Nucleo Territoriale NONPI 32 di Ponticelli ed è emerso plasticamente dal contenuto visivo della foto che l’archivio, costituito per la raccolta delle storie dei pazienti del nucleo territoriale NONPI 32, è gestito in modo confuso e disordinato, mettendo a rischio le informazioni sanitarie degli utenti, senza contare che, chiunque, di passaggio, potrebbe appropriarsi indebitamente una cartella clinica. Risultano inguardabili i cassetti pieni documenti sparsi per la stanza aperta, sotto l’occhio deluso degli utenti di questa struttura sanitaria. Non si riesce a comprendere a che punto sia il percorso obbligatorio di digitalizzazione delle procedure amministrative al NONPI 32, in particolare rispetto al fascicolo sanitario del paziente, però, quando le immagini forniscono dati ed evidenze: le parole sono superflue.

    Noi di TuttoVesuvio abbiamo narrato questa vicenda dal punto di vista dell’anello debole di questa vicenda: i genitori. Ovviamente, siamo pronti a raccogliere le testimonianze dei dirigenti responsabili e delle istituzioni silenti su questa vicenda, mentre non meno di due mesi fa i politici erano presentissimi a Napoli Est a chiedere il consenso per le elezioni regionali: spariti.

  • ‘Per Volla’: “Pipolo non ci rappresenta, ha disatteso gli impegni preelettorali. Non si è dimesso  da consigliere comunale, ha sostenuto il PD alla Regione”. I cattolici ‘stendono’ l’ex assessore

    ‘Per Volla’: “Pipolo non ci rappresenta, ha disatteso gli impegni preelettorali. Non si è dimesso da consigliere comunale, ha sostenuto il PD alla Regione”. I cattolici ‘stendono’ l’ex assessore

    Volla (Na) – L’ex assessore alla nettezza urbana, oggi consigliere comunale di opposizione,Gianluca Pipolo è stato ‘cacciato’ da ‘Per Volla‘, una delle due liste che sostenne la sua candidatura a sindaco: non arrivò manco al ballottaggio. Gli esponenti del movimento di chiara espressione cattolica che fa capo al partito regionale‘Per le Persone e la Comunità’ – che ha visto candidato presidente della Regione Campania l’ex sindaco di Villaricca Nicola Campanile – raccontano che Gianluca Pipolo ha tradito gli impegni presi con loro, sostenendo – addirittura – il Partito Democratico alle scorse elezioni regionali, facendosi anche fotografare nei festeggiamenti nella sede del PD Volla con il neo eletto consigliere regionale Salvatore Madonna . L’impegno politico, invece, non mantenuto da Pipolo sarebbe relativo al fatto che quando firmò la candidatura e ottenne il sostegno di ‘Per Volla‘ avrebbe promesso in caso di mancata elezione a sindaco di lasciar lo spazio in assise cittadina al primo dei non eletti di Per Volla. Pipolo, appena eletto, si dichiarò appartenente al gruppo consiliare di ‘Per Volla’, oggi in modo determinato l’area cattolica di Volla, pur mantenendo l’impegno politico di presenza sul territorio, si distanzia definitivamente dalle scelte politiche di Pipolo. E oggi le cronache politiche locali raccontano di un altro ‘tradimento’ di una storica banderuola politica di Volla: Gianluca Pipolo.

    “Lo scorso maggio – secondo quanto contenuto in una nota stampa diffusa da ‘Per Volla’ la rete politica PER ha partecipato alle elezioni comunali a Volla con una propria lista in coalizione con la lista NOI con Volla. La coalizione scelse di candidare a Sindaco Gianluca Pipolo. Quest’ultimo è risultato eletto in consiglio comunale in qualità di candidato sindaco perdente. In questi mesi Pipolo ha disatteso gli impegni pre elettorali assunti con la rete PER, e ha scelto alle ultime elezioni regionali di sostenere una diversa compagine. Alla luce delle sue scelte sarebbe stato più dignitoso per lui rassegnare le dimissioni da consigliere per consentire a persone rappresentative di PER di essere presenti all’ interno dell’ assise cittadina. Di fronte alle mancate dimissioni la Segreteria di PER e il coordinamento locale, nelle scorse settimane, lo hanno invitato a lasciare il gruppo consiliare e ad iscriversi al gruppo misto, non potendo rappresentare nel Consiglio comunale le istanze della rete PER. PER continuerà la propria azione politica sul territorio vollese rappresentando i bisogni di una comunità per troppi anni inadeguatamente amministrata. – ha concluso la nota stampa di Per Volla. Il nostro faro continuerà ad essere, così come negli altri Comuni dove siamo presenti, il Bene Comune.