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Autore: Claudia Esposito

  • L’Abrogazione sul diritto all’aborto è una questione che non ha sesso

    L’Abrogazione sul diritto all’aborto è una questione che non ha sesso

    Essere mamma è un diritto e anche una scelta, così come decidere di non esserlo; ed è proprio su questa scelta che si è sempre divisa l’opinione pubblica, tra conservatori e progressisti, tra scienza e morale. Il diritto sull’aborto, un tema di per sé tanto fragile, per il popolo americano fu una conquista nel 1973 e che oggi la Corte Suprema ha deciso di abrogare, annullando la sentenza “Roe v. Wade”, con cui venne stabilito il diritto all’aborto a livello federale.

    Togliere così alla donna la volontà di scegliere di interrompere una gravidanza. Una sentenza che ha diviso l’America, scatenando rivolte, portando in strada la furia e il coraggio di molte, a gridare contro l’ingiustizia del patriarcato che ancora una volta si è espresso limitando e non incentivando la donna, nella volontà delle sue scelte e di decidere per il proprio destino.

     Un tema che nelle ultime ore ha scatenato polemiche e disapprovazioni anche nel resto del mondo, e c’è chi ha cercato di strumentalizzare una questione tanto fragile, perché la vita andrebbe tutelata sempre finché possibile, ponendola soltanto come una questione di aula da tribunale, tenendo poco conto, invece, della complessità dell’argomento e anche della sofferenza, della solitudine, che accompagna giovani donne e non solo, nel prendere una tale decisioni per qualsiasi circostanza come ad esempio quella dello stupro.

     E allora l’America fa uno scivolone e precipita, sprofondando nella sua ostilità nei confronti del progresso, a cui è impossibile potergli mettere la retromarcia perché intrinseco nella sua natura è l’evoluzione e dunque i diritti acquisiti nel tempo, non si possono perdere o cadere nel loro esatto contrario, verrebbe da pensare ad una mossa anticostituzionale e a cadere sono le leggi, così come la tutela degli individui. Non è più soltanto una questione di sesso ciò che è accaduto, in un mondo in cui lottiamo per essere riconosciuti, visti, tutelati; è una questione che riguarda tutti noi e non soltanto le donne e in particolar modo le donne americane. Il giudice conservatore Clarence Thomas ha promesso che verranno attaccati altri diritti consolidati, dunque, queste mosse politiche seppur cominciate lontane dal nostro paese, innescano meccanismi pericolosi, anche a distanza che si insidiano nella mentalità dei più giovani, e pensare che queste battaglie non ci riguardano, ci rende soltanto complici, perché i diritti sulla vita e sulla libertà degli individui, sono diritti che riguardano tutti noi, nessuno escluso.

  • La sfida di De Crescenzo: “Restaurare la vera canzone napoletana”

    La sfida di De Crescenzo: “Restaurare la vera canzone napoletana”

    Eduardo De Crescenzo con il suo nuovo progetto “Avvenne a Napoli” rielaborato nel cd, appena pubblicato da La Nave di Teseo, insieme al libro, si fa portavoce di una ricerca minuziosa alla riscoperta filologica dei testi originali della vera musica napoletana, che nel corso dei secoli, è stata indubbiamente snaturata nella sua essenza originale e assorbita così dal folklore partenopeo.

    Si cala nei testi originali, di cui non esisteva neppure una versione registrata, li studia, cerca di ricostruire la forma originale; senza storture, senza fraintendere o tradire quei brani che dall’800 in poi hanno generato una vera e propria rivoluzione culturale. De Crescenzo parla di un “restauro gentile” ed è propria questa l’operazione che compie, come un archeologo, recupera un patrimonio prezioso, soprattutto, per i grandi classici della musica napoletana. Un percorso a ritroso dunque, ma necessario, che scende nelle radici della melodia perduta e che purtroppo oggi, soprattutto tra i giovani, pare in via di estinzione.

    De Crescenzo rilancia anche un tour assieme a Julian Oliver Mazzariello, in cui hanno debuttato al Mercadante lo scorso 6 giugno, ed è stato un vero successo tra applausi che hanno accolto con entusiasmo brano dopo brano; come “Fenesta vascia”, “Luna rossa” scritta da suo zio Vincenzo De Crescenzo, che fu interpretata persino da Frank Sinatra ed Ella Fitzgerald (curioso scoprire che anche Bob Dylan, nella sua trasmissione radiofonica, trasmetteva questo pezzo); I’ te vurria vasà, Santa Lucia luntana, Voce e’ notte, Marechiare.

    «Ho sentito l’esigenza di tornare alle origini» ha detto De Crescenzo che ha privilegiato l’età d’oro, quella dei Di Giacomo e Bovio, dei Tosti e Costa. In un mondo in cui andrebbero tutelati e ricordati, per la genialità, e per aver avuto un ruolo predominante nella storia della nostra cultura.

  • Napoli . Prevenzione e lotta agli incendi boschivi, si è discusso al PAN

    Napoli . Prevenzione e lotta agli incendi boschivi, si è discusso al PAN

    Napoli – Si è svolto al PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, il workshop dal titolo “Dissesto idrogeologico e incendi boschivi. Storia e attualità della prevenzione”. Organizzato dalla Società Italiana di Geologia Ambientale SIGEA-APS, in collaborazione con l’Ordine dei Geologi della Campania; per discutere sui pericoli idrogeologici e sui rischi che si possono correre in Campania, ogni anno colpita da incendi, spesso di natura dolosa.

    Responsabilità e prevenzione, sono state le parole chiave del convegno per cercare di richiamare l’opinione pubblica e sensibilizzare la popolazione sul rispetto della natura. Gli incendi boschivi rappresentano la causa principale del rischio per l’ambiente, con conseguenze anche dopo lo spegnimento, provocando la distruzione della vegetazione e la perdita di centinaia di migliaia di ettari, polmoni verdi della nostra Regione, con gravi modifiche al suolo circostante.

    Impegnata sulla prevenzione e lotta attiva anche la Protezione Civile Regione Campania, che attraverso un comunicato stampa, afferma che nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 aprile si sono verificati circa 241 incendi, con una media complessiva di 2 incendi al giorno, il doppio rispetto all’anno precedente, con danni alla superficie pari a 617 ha, con una media di 2.51 ha/incendio.

    Approvato anche il Piano Antincendio Boschivo con i Direttori delle operazioni di spegnimento delle associazioni di volontariato, soprattutto per il periodo di massima pericolosità in cui saranno coinvolti anche Vigili del Fuoco e enti delegati come le Comunità montane, nonché il monitoraggio via satellite delle zone più a rischio.

    Proseguono intanto anche i corsi provinciali per 500 volontari operatori spegnimento.

  • Quella volta che la Gioconda fu derubata nel 1911 e portata in Italia

    Quella volta che la Gioconda fu derubata nel 1911 e portata in Italia

    Sono ormai diventate virali le immagini della Gioconda, imbrattata di panna, a causa dell’attacco da parte di un giovane che con una parrucca in testa e fingendosi disabile, ha lanciato una torta contro il vetro che protegge il capolavoro di Leonardo.

    I motivi di tale attacco non sono ancora noti anche se il giovane ha gridato che bisogna “salvare il pianeta” prima di essere accompagnato fuori dalla sicurezza.

    Le immagini hanno fatto il giro del web richiamando l’attenzione di molti, indignati, di un simile gesto anche se la Gioconda nel corso dei secoli, ha subito diversi attacchi ed è sempre stata un bersaglio per chi punta a colpire proprio nel centro del cuore dei francesi.

    Facendo un salto nel tempo, ricordiamo quella volta, quando nel 1911 fu proprio un italiano Vincenzo Pietro Peruggia a derubarla ai francesi per portarla “in patria” in Italia, proprio dove il dipinto fu commissionato e realizzato da Leonardo Da Vinci intorno al 1503-1504.

    Quella mattina del 21 Agosto 1911, il giovane imbianchino lombardo, Vincendo Peruggia commise il furto più famoso del ‘900 estraendo il quadro dalla teca e portandolo via. I sospetti caddero addirittura anche su Apollinaire e Picasso per aver sempre palesato la voglia di svuotare i musei e di riempirli con i loro dipinti, ma si trattava di semplice fanatismo d’artista.

    Peruggia affermò di aver realizzato il furto per patriottismo, in nome dello Stato Italiano, con l’assurda idea di restituire all’Italia quel dipinto tanto famoso che pensava fosse stato rubato da Napoleone.

    Il giovane italiano fu così condannato ad un anno e mezzo di prigione ma la sua ingenuità destò simpatia nel pubblico che avrebbe voluto per lui una pena più indulgente.

    Ricordare oggi il furto della Gioconda, di quel lontano 1911, ci fa realizzare come le opere d’arte trascinano dietro di sé una storia, che pesa, ancora oggi, nelle nostre società; spingendo a commettere gesti e atti nel nome di una ragione sociale, politica, o semplicemente per attirare l’attenzione.

  • Cinema.  Cannes: 9 minuti di applausi per il film “Nostalgia” di Mario Martone

    Cinema. Cannes: 9 minuti di applausi per il film “Nostalgia” di Mario Martone

    Al Festival del cinema di Cannes è stato presentato il nuovo film di Mario Martone, Nostalgia, ed ha scatenato subito una reazione da parte del pubblico in sala, inaspettata, ben accolto, con un applauso lungo 9 minuti.

    Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Ermanno Rea, edito Feltrinelli, è ambientato a Napoli, nel Rione Sanità e racconta la storia di Felice, protagonista, interpretato da Pierfrancesco Favino.

    Per Martone si tratta di un ritorno a Cannes, dopo 27 anni, e ritornarci con “Nostalgia” è stata una vera sorpresa, così come il calore e l’affetto percepito, da parte di un pubblico internazionale.

    Il film, dice Martone , gli ha permesso di scoprire quella parte di Napoli, il Rione Sanità, in tutte le sue sfumature e nella sua essenza: “Nel Rione Sanità ho ritrovato la vita vera”; che anche per Favino, non essendo napoletano, il tutto ha rappresentato un vero e proprio percorso, un viaggio interiore.

    Il film, prodotto da Picomedia, Mad Entertainment in associazione con Medusa, è in sala in 450 copie da oggi 25 maggio

    Trama

    Dopo tantissimi decenni lontano da casa, il Rione Sanità di Napoli, Felice Lasco torna dalla famiglia. Lì, si occupa della madre e poi decide di rimanere, anche se c’è chi lo aspetta altrove. Il richiamo dei suoi luoghi è fortissimo, e al suo tanto evitato ritorno la voragine del passato si apre sotto i suoi piedi.

    Tra le sue volontà soprattutto quella di ritrovare Oreste, amico di infanzia e compagno di bravate perduto per sempre dopo il suo trasferimento. Felice, infatti, ha nel suo trascorso anche qualche piccolo crimine. Uno dei motivi per cui ha deciso di lasciare il rione è da ricercare proprio nella voglia di non fare una brutta fine, di non finire risucchiato in meccanismi delinquenziali di quartiere. Due mondi si scontrano tra eroi, vittime e carnefici. Sullo sfondo una Napoli ferita e meravigliosa.

  • Progetto Liberato. Il cantante napoletano senza volto torna il 9 maggio e non tradisce le attese con un album a sorpresa legato alla sua città

    Progetto Liberato. Il cantante napoletano senza volto torna il 9 maggio e non tradisce le attese con un album a sorpresa legato alla sua città

    Con Liberato ci troviamo di fronte ad un fenomeno, che va ben oltre al mistero del famoso cantante napoletano senza volto, che divide il suo pubblico tra amore e odio per chi non riesce a trovare risposte. In realtà, Liberato, è un vero e proprio progetto, capace di fondere insieme sia l’aspetto musicale che strategico della comunicazione e che insieme hanno contribuito a creare un mito. Un mito contemporaneo. Le operazioni che si celano dietro alla sua musica spiccano, ben strutturate, studiate nei minimi dettagli nella scelta di immagini, parole, melodie e narrazioni. Elementi che emergono anche questa volta minuziosamente nel videoclip Partenope, in vetta per il numero di visualizzazioni, firmato da Francesco Lettieri, regista napoletano, che collabora alla realizzazione dei videoclip musicali per Liberato sin dal suo primo singolo, uscito nel febbraio 2017, Nove Maggio.

     Nel videoclip del nuovo brano, Partenope, c’è molto di più, qualcosa che viene dal nostro passato, dalla nostra storia e che si incarna perfettamente nella melodia contemporanea tra pop, rap e trap; e che unisce generazioni. In Partenope c’è una storia che ci proietta nel mondo della narrazione sin dalla prima inquadratura, in cui percorriamo le stanze di Palazzo Reale. Un cortometraggio, i cui protagonisti sono i Borbone, gli antichi sfarzi della città e la sirena Partenope. In un’interpretazione ben riuscita di Giacomo Rizzo, nei panni di Ferdinando IV e Tonia Laterza, ballerina, che interpreta l’ammaliante sirena dal canto micidiale che farà sanguinare le orecchie di Ferdinando di Borbone.

    Anche gli altri brani sono un omaggio alla tradizione come la rivisitazione di “Cicerenella”.

    Tra passato e presente, tradizione e innovazione il misterioso Liberato torna a far parlare di sé.

  • Europei di Judo. Argento per  Giovanni Esposito(Nippon Ponticelli). Domani tocca a Cristian Parlati

    Europei di Judo. Argento per Giovanni Esposito(Nippon Ponticelli). Domani tocca a Cristian Parlati

    Napoli – Un prestigioso argento è stato conquistato oggi dal napoletano Giovanni Esposito nella categoria 73 kg ai campionati europei di judo in corso di svolgimento a Sofia in Bulgaria. Dai piedi del Vesuvio arriva la seconda medaglia della spedizione italiana in questro importante torneo continentale che da il via ufficialmente al quadriennio (diventato triennio, causa la pandemia che ha previsto Tokio 2021) di gare che portano a Parigi 2024

    Il 24 enne judoka della prestigiosa Nippon di Ponticelli si è fermato solo in finale sconfitto dall’azero Hidayat Heydarov, numero 3 del ranking mondiale. Tra le sue vittorie più pesanti risulta essere il georgiano Lasha Shavdatuashvili, vicecampione olimpico a Tokyo ed attuale leader della classifica mondiale. Ha accompagnato Giovanni Esposito in Bulgaria il suo storico tecnico federale Raffaele Parlati della Nippon Ponticelli. Si allena al Palavesuvio di Ponticelli.

    Giovanni Esposito ha perso solo al golden score la finale con l’azero Hidayat Heydarov. Domani in gara un’ altra punta di diamante della delegazione azzurra, ovvero Cristian Parlati, già bronzo agli europei di Lisbona e pronto al grandissimo risultato, anche lui judoka della Nippon Ponticelli

  • Campania.  La Giunta Regionale nomina il Prefetto Santi Giuffrè  commissario antiracket e antiusura

    Campania. La Giunta Regionale nomina il Prefetto Santi Giuffrè commissario antiracket e antiusura

    Napoli – La Giunta regionale ha nominato Commissario regionale per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura il prefetto Santi Giuffrè

    Santi Giuffrè proviene dalla Polizia di Stato, dove vinse regolare concorso appena 23enne. E’ stato Questore di Caltanissetta, Sassari, Messina e Reggio Calabria. Giuffrè nel 2014 è stato nominato Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura. 

    La sua elevata statura di uomo di lotta alla mafia si è certificata in modo inequivocabile perchè è stato il primo investigatore ad applicare l’art.416 bis del codice penale al fine di per assicurare alla giustizia un sodalizio criminale che taglieggiava in maniera sistematica i commercianti di Piazza Armerina in provincia di Enna, comune di 20.000 abitanti del libero consorzio di Enna in Sicilia.

    Davvero una bella notizia per la Campania che sta vivendo un escalation criminale molto pericolosa, in particolare si stanno per riorganizzarsi vecchie famiglie inserite in nuove logiche criminali dove svetta, da sempre, l’attività del pizzo agli operatori del settore produttivo ed economico, autentica spina nel fianco per lo sviluppo economico della Campania.

  • Napoli. Municipalità senza giunte, Francesca Scarpato (Azione) : “Spettacolo indegno “

    Napoli. Municipalità senza giunte, Francesca Scarpato (Azione) : “Spettacolo indegno “

    Napoli – Va giù durissimo Francesca Scarpato, dirigente provinciale di Napoli di Azione, relativamente alla mancata nomina degli assessori alle dieci municipalità del Comune di Napoli. A sette mesi dalla celebrazione del voto i quartieri partenopei si trovano al cospetto di un immobilismo istituzionale epocale e lo spetto commissariale.

    Ci si è sempre presi un tempo spropositato per chiudere le giunte municipali napoletane. – ha scritto Francesca Scarpato, seguace di Carlo Calenda, in un post sul suo account personale di facebook. Ma lo spettacolo che la politica napoletana sta offrendo in queste settimane, lasciatemi dire che è veramente indegno per questo tempo. Nel mezzo di una guerra, in coda ad una pandemia non ancora del tutto finita, con i fondi del PNRR e quelli del patto per Napoli da gestire, noi siamo al difensore civico che indica un commissario ad acta per le nomine degli assessori, con conseguente annunciato ricorso del comune. Perché fare 13 li ste con dentro tutto e il suo contrario è sicuramente il modo migliore vincere ma non certamente per governare. – ha concluso Francesca Scarpato. Si resta, per il bene della città, in attesa di essere smentita.

    Francesca Scarpato, un passato nel Partito Democratico, dove ha rivestito ruoli importanti a livello giovanile, ha posto l’accento su una criticità fortissima dell’apparato istituzionale municipale che va a creare disagi ai cittadini sul fronte delle erogazioni quotidiana dei servizi ai quartieri.

  • L’Ema approva la cura di Ascierto, il Tocilizumab riduce il rischio di morte per forme gravi di  Covid

    L’Ema approva la cura di Ascierto, il Tocilizumab riduce il rischio di morte per forme gravi di Covid

    Napoli – Il Tocilizumab è stato approvato dall’Ema, perché in grado di ridurre del 13% il rischio di mortalità nei soggetti adulti affetti da forme gravi di covid-19, nel giro del primo mese.

    Tra i molti ricoverati, circa il 57%, hanno lasciato l’ospedale entro 28 giorni rispetto al 50% dei pazienti che hanno ricevuto soltanto il trattamento standard.

    Un grande risultato quello del Tocilizumab, rispetto al trattamento standard, che ha conferito immancabilmente il merito all’oncologo Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli, che si è contraddistinto nella lotta alla pandemia per la sua grande intuizione sul farmaco anti-artrite nel marzo 2020.

    Grande soddisfazione per lo stesso Ascierto: “Questa è logica conseguenza, dopo aver visto i dati relativi ai differenti studi effettuati, che il Tocilizumab è in grado di ridurre del 13% il rischio di morte ad un mese. È una cosa che ci fa molto piacere, devo dire che in Italia con la legge 648 grazie all’Aifa siamo arrivati prima ed è già disponibile sul mercato. Come detto non è un farmaco che purtroppo riesce a risolvere tutti i casi di polmonite complicata severa da covid-19 ma con la riduzione di morte del 13% è già un qualcosa che ci aiuta in questo momento della pandemia” come riporta il sito web ilriformista.it.

    Oggi è arrivata la grande notizia da parte dell’Ema, per il via libera e l’efficacia del Tocilizumab, per il trattamento dei casi di covid grave.

    Claudia Esposito